Carnitina: una molecola...tante funzioni!

19. 4. 2022 · Tempo di lettura: 7 minuti

Non tutti conoscono la carnitina e la sua importanza per l’organismo e per tutti i processi cellulari e metabolici. Si tratta di un nutriente che svolge un ruolo essenziale quando l’organismo ha bisogno di energie, a causa di stanchezza fisica e mentale. La molecola viene prodotta dal nostro organismo e introdotta con l’alimentazione ma spesso è necessaria l’assunzione di integratori alimentari a base di carnitina per sostenere a pieno l’organismo.

Cos’è la L-carnitina?

Partiamo andando a identificare chimicamente di cosa stiamo parlando. Infatti, la L-carnitina è un amminoacido non proteico formato a sua volta da lisina e metionina, presente nei tessuti animali e in piccole concentrazioni anche nei tessuti vegetali. Inizialmente venne denominata “Vitamina T” per il fatto che era essenziale per la crescita del verme della farina Tenebrio molitor. Questa molecola viene biosintetizzata dal corpo umano ma è introdotta anche con l’alimentazione e in particolare attraverso l’assunzione di cibi di origine animale come: carne (pecora, agnello, manzo, suino), latte, pesce e uova.

Gli alimenti di origine vegetale apportano piccoli quantitativi di questa molecola e per questo motivo le persone che seguono una dieta vegana potrebbero più facilmente manifestare deficit di carnitina e necessitare quindi di integratori specifici.

Facendo un piccolo confronto tra un alimento animale e vegetale, possiamo notare l’enorme divario esistete se ad esempio guardiamo il contenuto di carnitina per 100 g di carne di agnello che è pari a 210 mg e lo accostiamo alle mele che per circa 100 g contengono solo 3,1 mg di carnitina. Con questo discorso non vogliamo assolutamente promuovere l’assunzione di carne ma semplicemente sottolineare come in caso di dieta vegana bisogna scegliere e accostare bene gli alimenti per raggiungere il fabbisogno specifico di carnitina e avvalersi di integratori di specifici al momento del bisogno.

A cosa serve la carnitina?

La carnitina ha un ruolo importantissimo per la produzione di energia a livello mitocondriale. Il mitocondrio è la struttura cellulare deputata alla formazione di energia, sotto forma di ATP, utile per permettere il corretto funzionamento di cellule e tessuti dell’organismo, come muscoli, cuore e altri apparati. Infatti, la L-carnitina si comporta da carrier e trasporta gli acidi grassi a lunga catena presenti nel citosol, all’interno della matrice mitocondriale e permette così la produzione di energia tramite una serie di reazioni chimiche che prendono il nome di “processo di beta-ossidazione degli acidi grassi”. La carnitina però, oltre a fornire il carburante necessario per la produzione di energia cellulare, si occupa anche si smaltire i prodotti di scarto derivanti da tali processi, con un’azione di detossificazione dei mitocondri.

Per questo motivo un deficit di Carnitina è direttamente correlato a un deficit energetico del corpo che si manifesta con debolezza generale, riduzione della massa muscolare, inappetenza ma anche fatica mentale e psichica.

Quando assumere la carnitina?

Un deficit di carnitina può essere imputabile a un inadeguato apporto con la dieta, ma anche a una ridotta biosintesi o a una maggiore richiesta da parte del corpo, come nel caso di intensa attività sportiva, periodi di stress o cambi di stagione. In tutti questi casi può essere necessaria l’assunzione di integratori specifici a base di carnitine. Si, hai letto bene e infatti abbiamo scritto proprio “carnitine”, perché la famiglia di queste molecole è molto più ampia. La carnitina la si trova in tre sotto-forme:

  • L-carnitina (LC)
  • Acetil- L-carnitina (ALC)
  • Propionil -L-carnitina (PLC)

 

Le tre tipologie di carnitina partecipano tutte alla produzione di energia. Ma ogni sotto-forma svolge questo ruolo chiave legandosi a tessuti e cellule specifiche, cosa che permette loro di contribuire alla salute di aree diverse dell’organismo. Il capostipite L-carnitina (LC) ha maggiore affinità per il tessuto cerebrale e partecipa alla biosintesi di neurotrasmettitori e della guaina mielinica che riveste e protegge le fibre nervose. Al contrario le altre due forme hanno un trofismo maggiore per tessuto muscolare, scheletrico e cardiaco, determinando quindi un miglioramento del rifornimento energetico ai tessuti. Questa differenza permettere la formulazione di integratori alimentari specifici alle esigenze dell’organismo.

La carnitina fa dimagrire?

La L-carnitina aiuta il corpo a perdere peso con meccanismi diretti e no. Questa molecola, infatti, aiuta a dimagrire perché permette di utilizzare e “bruciare” i grassi, riattivando il metabolismo cellulare. Inoltre, ha azione tonificante per la massa muscolare e riduce la stanchezza e il senso di fame. In questo modo, affiancando una alimentazione varia, della sana attività fisica e la giusta idratazione, la carnitina può essere un valido alleato per perdere i chili di troppo. Inoltre, questa molecola risulta abbastanza sicura e con pochi effetti collaterali, che riguardano più che altro ipersensibilità personali (in questo caso astenersi dal consumo) o sovradosaggi che possono generare nausea, vomito, crampi addominali e diarrea.

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