Novembre Mese della Prevenzione Tumore alla Prostata: prevenzione ed esami da fare

13. 11. 2022 · Tempo di lettura: 8 minuti

Novembre è sempre stato uno di quei periodi transitori dove non accadde nulla degno di nota sul calendario. Non a caso viene vissuto da molti come l’attesa del magico Natale o della preparazione al “piacevole” freddo che accompagnerà tutto l’Inverno. In realtà, nello scorrere dei giorni, c’è una data che rende questo mese particolarmente importante: il 13 novembre!  

In questo giorno si celebra la giornata della prevenzione per il tumore alla prostata. Sebbene non sia un festivo o una ricorrenza piacevole, questa data deve essere tenuta a cuore da tutti, in particolar modo dalla popolazione maschile. Grazie alla divulgazione, alle campagne e all’educazione su questa particolare malattia, che presenta un tasso di incidenza sempre più elevato, si possono conoscere tutte le strategie che permettono di prevenire la patologia selettiva per la prostata. Secondo i dati più recenti, infatti, circa 1 uomo su 8 in Italia ha la probabilità di sviluppare il cancro della prostata nel corso della vita. “Chi ha più probabilità di ammalarsi?” “Cosa posso fare per ridurre il rischio?” “La malattia presenta il rischio di familiarità?” 

Dr. Max cercherà di rispondere in modo semplice e conciso a tutte quelle domande che possono pervadere la mente del lettore maschile (e non solo) e di fare chiarezza sulla giusta informazione di questa patologia. D’altronde si sa “prevenire è meglio che curare!” 

Cosa accade durante il mese di Movember 

Se Novembre è un mese che non ti ha mai suscitato nessun ricordo particolare, forse il Movember può sortire un effetto diverso. No, non abbiamo sbagliato a scrivere, il mese di Movember esiste, ed è una ricorrenza molto importante per la popolazione maschile. Infatti, come può suggerire il nome, durante questo avviene una fondamentale campagna di sensibilizzazione internazionale, che riguarda la salute maschile. La Società Italiana di Urologia (SIU), ricorda ogni anno questo particolare periodo, proprio per evidenziare come tutti gli uomini debbano dare importanza alla prevenzione e alla conoscenza del tumore alla prostata. In questo particolare mese, ti potrà capitare di vedere in giro più baffi del solito: infatti un modo per far risaltare e pubblicizzare questa campagna è quella di far crescere i propri baffi, quasi come alla Salvator Dalì. Non a caso, spesso, gli spazi di sensibilizzazione si trovano dal barbiere di fiducia, luogo frequentato dalla maggior parte degli uomini. E se non vuoi farti crescere i baffi cerca di diffondere maggior mente il verbo: screening periodici possono salvare la vita

L’informazione è la prima medicina contro il cancro alla prostata 

  Sebbene possa sembrare scontato una delle prime informazioni che possono aiutarci per comprendere meglio questa patologia, è capire cosa si intende per prostata. La prostata è una ghiandola presente unicamente nell’organismo maschile, collocata precisamente nella porzione anteriore al retto, con delle dimensioni simili a quelle di una noce. Il benessere di questa ghiandola è fondamentale in quanto è coinvolta nelle funzioni di tipo riproduttivo (in questa sede infatti viene prodotto e secreto il liquido seminale). Quando la prostata viene colpita dal tumore, si verifica al suo interno la presenza di tessuto formato da cellule che crescono in modo anomalo e soprattutto incontrollato e anomalo. Questo evento purtroppo si caratterizza come il cancro più frequente nella popolazione maschile di tutti i Paesi Occidentali. In Italia si stima che circa 1 uomo su 8 possa sviluppare questa patologia in futuro. Una giusta prevenzione, come vedremo in seguito, permette di ridurre maggiormente la comparsa di questa malattia. Ma esistono vari tipi di cancro della prostata o colpisce solo un tipo particolare di cellule di questa ghiandola? 
Sebbene possa sembrare scontato una delle prime informazioni che possono aiutarci per comprendere meglio questa patologia, è capire cosa si intende per prostata. La prostata è una ghiandola presente unicamente nell’organismo maschile, collocata precisamente nella porzione anteriore al retto, con delle dimensioni simili a quelle di una noce. Il benessere di questa ghiandola è fondamentale in quanto è coinvolta nelle funzioni di tipo riproduttivo (in questa sede infatti viene prodotto e secreto il liquido seminale). Quando la prostata viene colpita dal tumore, si verifica al suo interno la presenza di tessuto formato da cellule che crescono in modo anomalo e soprattutto incontrollato e anomalo. Questo evento purtroppo si caratterizza come il cancro più frequente nella popolazione maschile di tutti i Paesi Occidentali. In Italia si stima che circa 1 uomo su 8 possa sviluppare questa patologia in futuro. Una giusta prevenzione, come vedremo in seguito, permette di ridurre maggiormente la comparsa di questa malattia. Ma esistono vari tipi di cancro della prostata o colpisce solo un tipo particolare di cellule di questa ghiandola? 

Diagnosi 

Negli ultimi anni il numero di nuovi casi registrati è aumentato sensibilmente. Questo dato è parallelo ad un maggior numero di test PSA effettuati. Il test PSA (antigene prostatico specifico) è un esame non sempre conclusivo che permette di riscontrare una condizione patologica a livelli prostatico. Non è sempre attendibile poiché i risultati possono essere falsati da una condizione di iperplasia benigna o di una infezione. L’unico modo per essere certi di tale condizione è sempre la biopsia prostatica. Spesso si scopre di avere delle problematiche a livello prostatico poiché iniziano a comparire quelli che sono i comuni sintomi urinari del tumore della prostata, che si verificano solo nelle fasi più avanzate della malattia. Tra questi si avrà difficoltà ad urinare, bisogno di urinare spesso, dolore, sangue nelle urine o nello sperma ed infine, uno dei più comuni, sensazione di non riuscire a urinare in modo completo. Risulta sempre necessario effettuare delle visite da un medico specialista, quando questi sintomi diventano sempre più frequenti. 

Quali sono i fattori di rischio? 
 

Esistono dei fattori di rischi che dipendono dal nostro stile di vita (fattori ambientali o esogeni) o esistono solo quelli che non possiamo controllare (familiarità o mutazioni genetiche)? 
Quando si parla di tumore della prostata uno dei fattori più comuni che porta alla sua insorgenza è senza dubbio la familiarità: infatti un soggetto maschile che presenta un parente prossimo, come un fratello o il padre, affetto da questa patologia, ha un maggiore rischio (il doppio) di ammalarsi rispetto a chi non ha nessun caso in famiglia. Uno dei principali fattori di rischio è l’età: le possibilità di ammalarsi prima dei 40 anni sono molto ridotte, ma aumentano sensibilmente dopo i 50 anni e circa due tumori su tre sono diagnosticati in persone con più di 65 anni. 
Un altro fattore, che non dipende dalla conduzione dello stile di vita, e che quindi non possiamo controllare, riguarda le mutazioni genetiche. Infatti la mutazione di specifici geni, BRCA1 e BRCA2, possono aumentare il rischio di cancro alla prostata. Conoscere questi fattori possono indurci ad un maggiore screening e controlli periodi per combattere in tempo un eventuale condizione patologica.  
Molta importanza hanno anche tutti quei fattori di rischio legati al proprio stile di vita, che sono quelli che maggiormente possiamo modificare e che ci permettono di prevenire in modo efficace l’insorgenza di questa patologia maschile. Uno stile di vita sano, seppur scontato, prevede una sana e corretta alimentazione (caratterizzata dal consumo di specifici alimenti e dalla demonizzazione di altri), esercizio fisico costante e smettere di fumare. 

Le regole d’oro per la prevenzione 
 

Oltre a condurre uno stile di vita sano cosa altro possiamo fare per prevenire l’insorgenza del tumore alla prostata? In senso assoluto, cosi come per ogni patologia a rischio, bisogna svolgere delle visite periodiche da uno specialista. In particolare in questo caso, i soggetti a rischio prima di ogni visita dall’urologo dovrebbero effettuare il dosaggio del PSA e un’indagine ecografica (con sonda trans-rettale). Ma ogni quanto è consigliato andare a visita? Lo screening deve essere iniziato intorno ai 40 anni e va effettuato ad intervalli più frequenti, anche in base alle indicazioni del medico. Una seconda regola, un po' inaspettata è quella di praticare regolarmente l’attività sessuale. Infatti un ristagno di secrezioni a livello della ghiandola prostatica potrebbe portare ad una possibile infezione seminale. 

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