Come Iniziare lo Svezzamento di un Neonato nel Modo Giusto

7. 11. 2022 · Tempo di lettura: 10 minuti

Con l’avvicinarsi del sesto mese di vita, molti genitori cominciano a interrogarsi sull’alimentazione del bambino, che dovrà iniziare pian piano a mangiare cibi solidi e allontanarsi dal latte materno. Ma bisogna aspettare per forza il sesto mese? Quando un bambino è realmente pronto per il famoso svezzamento? Come si prepara la prima pappa? A questa e a tante domande Dr.Max troverà una risposta che potrà aiutarti nella crescita del tuo bambino. Inoltre scopriremo insieme i segreti che si celano dietro l’autosvezzamento, una pratica passata che oggi ritrova nuova vita grazie ai numerosi benefici. 

Svezzamento classico: cosa c’è da sapere 

Quando parliamo di svezzamento facciamo riferimento ad una particolare fase della vita di un neonato: una alimentazione fatta di cibi solidi! In realtà per svezzamento si indica il passaggio da una alimentazione esclusivamente a base di latte materno (o artificiale) ad una dove si iniziano ad assaggiare i primi cibi con una maggiore consistenza, per poi abbandonare del tutto il nutrimento derivante dalla mamma. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) il latte materno deve essere l’unica fonte di nutrimento per il nascituro, laddove possibile, per i primi 6 mesi di vita. Ma è sempre cosi? In realtà questa è una linea guida generale che può dipendere a seconda del neonato e dai vari pediatri: infatti in alcuni casi lo svezzamento può cominciare prima dei sei mesi. Infatti molti pediatri iniziano ad incentivare, intorno al 4°mese, il consumo di frutta fuori pasto (dover per pasto si intende sempre il latte materno o artificiale). Infatti l’introduzione della frutta non sarà una pappa completa (dove inizialmente si comincia con una base di brodo vegetale), per quella bisognerà attendere intorno al quinto mese.Dopo questo periodo si potranno iniziare a dare due pappe e due pasti a base di latte, in base alle indicazioni del nostro pediatra. La sensazione che proviamo quando assaggiamo nuovi piatti è la stessa che i bambini provano dopo aver preso per mesi soltanto latte: una scoperta! 
Lo svezzamento infatti non è soltanto un cambiamento sul piano alimentare, ma una vera e propria scoperta del mondo circostante, fatta di stupore, nuovi gusti, nuove consistenze. Il bambino getterà cosi le basi per una crescita e sviluppo incentivati da nuovi alimenti ricchi di nutrienti, che il solo latte materno ormai non può più garantire da solo.

Nelle prime settimane il latte, in ogni caso, resterà l'alimento principale e secondo l’OMS, l’allattamento, dovrebbe essere continuato oltre i due anni per consentire un maggiore sviluppo del bambino. Laddove non fosse possibile per una diminuita o assente produzione di latte, sul sito Dr. Max troverai tantissime formule complementari al latte materno. 

 

Come capire se il bambino è pronto per lo svezzamento? 

Come abbiamo potuto capire lo svezzamento non è un semplice cambiamento del “piano alimentare” del neonato, ma un vero e proprio cambiamento anche dal punto di vista psicologico. Forse non tutti non lo considerano come tale, ma questa fase della vita rappresenta una prima rottura del rapporto simbiotico tra bambino e mamma, e forse la mamma comincerà già a vederlo come un piccolo adulto. Ma in ogni caso la mamma è sempre la mamma, a 6 mesi come a 60 anni, e solo lei potrà capire quello che è più giusto per noi anche semplicemente osservandoci. Proprio nell’osservare il bambino, possiamo capire quando è pronto per questo importante periodo: lo svezzamento. Infatti secondo i pediatri più esperti 3 sono i punti che ci permettono di comprende la propensione del bambino per il nuovo stile di vita. In primis il bambino già sarà in grado di stare seduto da solo, poi avrà un peso che è almeno il doppio rispetto a quello della nascita ed inoltre, mostra un primo interesse verso il cibo (questo è uno dei punti che dopo di farà comprendere al meglio il concetto di autosvezzamento).In generale, se intraprendiamo la strada dello svezzamento, oltre il nostro spirito di osservazione, necessitiamo senza ombra di dubbio del parere del pediatra. 


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Viva la (prima) pappa!

Un noto filosofo secoli orsono affermò “siamo ciò che mangiamo”, ma prima di poterci identificare attraverso una grande varietà di alimenti, dovremmo dapprima cominciare a mangiarli per la prima volta. Ed ecco che diventa necessario comprendere come iniziare ad assaporare mille gusti partendo dalla prima pappa. La base per qualsiasi pappa in questa fase della vita è il brodo vegetale. Perché la base? Al brodo verranno aggiunte delle creme, come quella di riso (la più in voga), tapioca o mais. Successivamente con lo scorrere delle settimane, seguendo sempre le indicazioni del pediatra, al brodo vegetale sarà aggiunto il semolino, carne, pesce e anche il tanto amato formaggino. Ma gli omogenizzati? In questa fase rientrerà il maggior consumo di questi prodotti, ma ricorda che in base al pediatra potrai essere indirizzato o verso il consumo di prodotti specifici o verso l’acquisto unico di prodotti freschi. Ma oltre il bivio tra “omogenizzati si” o “omogenizzati no”, l’importante è sapere come preparare la base di tutto: il brodo vegetale per neonati. Gli ingredienti di cui necessiterai sono pochi: una carota, una patata e una zucchina. Il procedimento è molto semplice, e prevede innanzitutto di lavare con cura le verdure e di pelarle. Una volta pulite, dovranno essere immerse in un litro di acqua (o del rubinetto o confezionata) e riscaldate. Nota bene che questo pasto sarà composto unicamente dal brodo senza verdure.Le verdure potranno essere aggiunte al brodo (passate o frullate) dopo circa una settimana. Una regola fondamentale è quello di non aggiungere il sale. Ma il brodo vegetale, una volta preparato si può conservare? Si può conservare in frigo per almeno 24 ore e non oltre.

 La raccomandazione migliore è ovviamente quella di prepararlo volta per volta, ma sappiamo che non sempre è facile, soprattutto se sei una donna in carriera o indaffarata. Se hai poco tempo, un suggerimento è quello di conservare il brodo nel freezer per circa 3 mesi, cosi sarà già pronto all’occorrenza, una volta scongelato a bagnomaria o a temperatura ambiente. 

Autosvezzamento: una nuova moda? 

Senza troppi giri di parole, il lasciare che il bambino si svezzi da solo, assaggiando e chiedendo (tramite gesti e versi) piccole porzioni di cibo, durante i pasti dei genitori, prende il nome di autosvezzamento. Un tipo di svezzamento che è arcaico ma che al giorno d’oggi è moderno e contemporaneo e soprattutto approvato dalla scienza. Anche i migliori pediatri, sostengono che attraverso questa pratica, il bambino anticiperà essenzialmente quello che farà in futuro, ovvero assaporare ed imparare a mangiare ogni tipo di alimento. Inoltre mangiando insieme ai genitori, sarà educato sin da subito, in modo naturale, al tipo di alimentazione e agli orari del resto della famiglia. Questo si basa ovviamente su una sana alimentazione dei genitori e tenendo in considerazione il fatto che il bambino non ha ancora i denti. Una delle domande più comuni sarà sicuramente “ ma quindi durante l’autosvezzamento può mangiare proprio di tutto?” “pasta alla genovese?” “lasagna?” Incredibilmente “Si!” Spesso infatti, si dimentica che un bambino di 6 mesi ha sviluppato ormai un apparato digerente così maturo da poter digerire diversi alimenti preparati in casa, ed è per questo che potrai stare tranquillo nelle far assaggiare il cibo al tuo piccolo nelle fasi di autosvezzamento. Una delle poche regole è quella della spontaneità. Deve essere il bambino a mostrare interesse verso ciò che mangiamo, quando sarà seduto a tavola con noi.

L’interesse sarà facile da riconoscere attraverso i movimenti delle manine o un sorriso, noi dovremo soltanto accontentarlo. Ricorda che però ogni bambino è diverso, e quindi potrà tanto essere famelico tanto capriccioso e riluttante. Inoltre un ultimo accorgimento è quello di scegliere la qualità del cibo (che vale anche per la nostra salute) evitando alimenti pre-confezionati o precotti, e ridurre il quantitativo di sale. L’allattamento al seno dovrà continuare anche in base alle indicazioni del pediatra, che saprà anche colmare tutti i tuoi dubbi in merito.  
 
 

 



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