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  • Melanoma, nei, sole e campanelli d'allarme: intervista alla Dottoressa Martina Lambertini

    11. 5. 2026 · Tempo di lettura: 4 minuti

    Dall'esposizione solare ai campanelli d'allarme, fino alle possibilità di cura. Le risposte della Dottoressa Martina Lambertini, Medico chirurgo Specialista in dermatologia e venereologia

    Dott.ssa Martina Lambertini
    Dott.ssa Martina Lambertini
    Melanoma, nei, sole e campanelli d'allarme: intervista alla Dottoressa Martina Lambertini

    Che cos’è esattamente il melanoma, in cosa si differenzia dagli altri tumori della pelle e quanto è diffuso in Italia?

    I tumori cutanei maligni si possono classificare in due gruppi principali: il melanoma e i tumori non-melanoma. 

    Il melanoma colpisce i melanociti, cioè le cellule della pelle che producono il pigmento (melanina). Può dare metastasi a distanza, con un rischio maggiore nelle forme più avanzate. Ha un’incidenza in aumento e rappresenta circa il 5% dei tumori cutanei. Nella popolazione italiana sotto i 50 anni costituisce il secondo tumore più frequente negli uomini e il terzo più frequente nelle donne. Il melanoma non interessa solo la cute, ma anche unghie, mucose e occhio. 

    I tumori non-melanoma sono rappresentati principalmente dal carcinoma basocellulare e dal carcinoma squamocellulare. Il carcinoma basocellulare è il tumore cutaneo più frequente (80% circa dei tumori cutanei), ha una tendenza all’aggressività e all’invasività locale, con un basso potere metastatico. Il carcinoma spinocellulare rappresenta fino al 20% dei tumori cutanei e ha una maggior capacità di diffusione a distanza rispetto al carcinoma basocellulare.

    Quanto incide l’esposizione al sole e le precedenti scottature?

    I principali fattori di rischio del melanoma includono elementi ambientali e individuali. Tra i fattori ambientali rientrano l’esposizione solare intensa e intermittente, le pregresse ustioni solari e l’uso di sorgenti artificiali (es. lampade abbronzanti). Le radiazioni solari comprendono varie lunghezze d’onda, tra cui i raggi ultravioletti di tipo A (UVA), con maggior capacità di penetrazione nella cute, e quelli di tipo B (UVB). I raggi UV determinano la produzione di radicali liberi e un danno al DNA. 

    L’esposizione solare cronica è connessa con il foto-invecchiamento che si manifesta con comparsa di rughe, lentigo solari, perdita di elasticità della cute, assottigliamento del derma, ma anche con l’eventuale comparsa di lesioni pre-cancerose e tumori cutanei.

    L’esposizione solare ha, comunque, effetti positivi sull’organismo, tra cui l’induzione della produzione della vitamina D. È dunque necessaria una giusta esposizione, evitando le ore centrali della giornata e le scottature, con filtri solari da riapplicare regolarmente, indumenti fotoprotettivi o presidi schermanti.

     

    Quali sono i campanelli d’allarme che dovrebbero spingerci a rivolgerci subito a un dermatologo?

    Il melanoma si presenta, generalmente, come una macula di colore brunastro, ma nelle fasi avanzate può diventare un nodulo rilevato, talvolta ulcerato. In alcuni casi può essere privo di pigmento, di colore rosato (melanoma amelanotico).

    L’auto-osservazione regolare da parte del paziente è un elemento fondamentale per osservare eventuali lesioni cutanee “sospette”. La regola dell’ABCDE è utile per guidare tale pratica.

    A: asimmetria del nevo

    B: bordi irregolari 

    C: colore eterogeneo con diverse tonalità e sfumature di nero, grigio, marrone e blu

    D: dimensioni (diametro>6mm, anche se il melanoma può essere anche molto più piccolo)

    E: evoluzione, ossia una lesione che si modifica rapidamente nel tempo.

    Un ulteriore campanello d’allarme è la presenza del cosiddetto “brutto anatroccolo”, cioè la presenza di un nevo di aspetto differente rispetto agli altri presenti sulla cute.

    Il melanoma può insorgere “de novo” su cute apparentemente normale oppure su un nevo pre-esistente per una degenerazione maligna.

    Ogni quanto è consigliabile fare una visita dermatologica?

    Non esiste una cadenza uguale per tutti, ma sono raccomandate visite dermatologiche periodiche in tutta la popolazione, ogni 12-18 mesi circa. In presenza di specifici fattori di rischio (es. familiarità per tumori della pelle, fototipo chiaro, storia di scottature solari, alto numero di nevi o presenza di nevi atipici) sono raccomandate visite dermatologiche a cadenza più ravvicinata.

    In cosa consiste una mappatura dei nei e chi dovrebbe farla con maggiore frequenza?

    Un corretto esame dermatologico per la valutazione dei nevi dovrebbe includere oltre alla visita clinica anche l’utilizzo della dermatoscopia poiché più accurata della sola valutazione ad occhio nudo. La dermatoscopia e la videodermatoscopia permettono di osservare la lesione con ingrandimenti maggiori. I sistemi di viderodermatoscopia permettono di registrare e memorizzare le immagini per un monitoraggio nel tempo. 

    Dovrebbero effettuare visite dermatologiche a cadenza più ravvicinata i pazienti con specifici fattori di rischio, tra cui familiarità per tumori della pelle, fototipo chiaro, storia di scottature solari, alto numero di nevi o presenza di nevi atipici.

     

    Se un melanoma viene diagnosticato precocemente, quali sono le possibilità di cura?

    In base ai dati disponibili la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi di melanoma supera l’88% negli uomini e il 91% nelle donne. In alcuni casi, anche nelle forme metastatiche, è oggi possibile ottenere risposte prolungate.

    Con la rimozione chirurgica i pazienti con melanoma in stadio 0 hanno un tasso di sopravvivenza complessiva a cinque e dieci anni del 99-100%. Negli stadi IA e IB il tasso di sopravvivenza complessiva a cinque e dieci anni è stimato, rispettivamente, a circa il 99-98% e 97-94%. I valori scendono progressivamente negli stadi più elevati, ma sono in aumento rispetto ad un decennio fa grazie alla diagnosi precoce e alle nuove terapie.

     

    Informazioni sull'autore
    Dott.ssa Martina Lambertini
    Dott.ssa Martina Lambertini
    Medico chirurgo e specialista in dermatologia e venereologia. Dottorato di ricerca di scienze chirurgiche presso l' Università di Bologna
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    Dott.ssa Martina Lambertini
    Medico chirurgo e specialista in dermatologia e venereologia. Dottorato di ricerca di scienze chirurgiche presso l' Università di Bologna
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