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Cistite dopo il mare: perché viene e come prevenirla

4. 8. 2026 · Tempo di lettura: 10 minuti

Cistite dopo il mare o dopo il bagno? Scopri perché può comparire, quali sono i sintomi e cosa fare per prevenirla durante l’estate.

Dott.ssa Clelia Palanza
Dott.ssa Clelia Palanza
Cistite dopo il mare: perché viene e come prevenirla

Cistite dopo il bagno al mare: perché può comparire

La cistite è una delle forme più comuni di infezione delle vie urinarie e interessa principalmente la vescica, anche se talvolta può coinvolgere anche l'uretra. Nella maggior parte dei casi è provocata dalla risalita di batteri intestinali, soprattutto Escherichia coli, dall'area perineale verso l'uretra e poi all'interno della vescica. Una volta raggiunta la mucosa vescicale, questi microrganismi possono aderire alle cellule, moltiplicarsi e innescare il processo infiammatorio responsabile dei sintomi.

Contrariamente a quanto si possa pensare, il bagno al mare o l'acqua salata non causano direttamente la cistite. Tuttavia, alcune condizioni tipiche delle giornate trascorse in spiaggia possono aumentare il rischio di sviluppare un'infezione delle vie urinarie. È importante sottolineare che nessuno di questi fattori, preso singolarmente, è stato dimostrato essere causa diretta della cistite. Piuttosto, si tratta di condizioni che, sommandosi tra loro, possono favorire la comparsa di un'infezione delle vie urinarie in soggetti già predisposti, soprattutto se sono presenti altri fattori di rischio, come precedenti episodi di cistite, rapporti sessuali frequenti o alterazioni del microbiota vaginale.1-3

Scopriamo nei prossimi paragrafi quali sono i fattori che possono favorire l'insorgenza di cistite dopo una giornata estiva trascorsa al mare.

Il ruolo del costume bagnato e dell'umidità

Pur non essendo una causa diretta di cistite, indossare a lungo un costume bagnato mantiene la zona genitale umida e può favorire la macerazione della pelle e l'irritazione delle mucose, facilitando l'ingresso di microrganismi patogeni e la proliferazione batterica. Lo sfregamento della sabbia e il contatto prolungato con indumenti umidi possono alterare il microambiente locale, rendendo più facile la contaminazione della zona uretrale da parte dei batteri intestinali.1-3

Sbalzi di temperatura e irritazione della zona intima

Il passaggio dal caldo all'acqua più fredda può essere percepito come raffreddamento pelvico e associarsi a una sensazione di fastidio nella zona intima, ma, contrariamente ad alcune credenze popolari, non è corretto considerare gli sbalzi termici una causa diretta di cistite, patologia causata da un'infezione batterica, o di infiammazione della mucosa uretrale.1, 2

  • 5 (1)
    Cys-Control 500 è un integratore a base di Erica, Cranberry ricco in proantocianidine e di estratto d’Uva, elementi in grado di contribuire al benessere delle vie urinarie.
  • 4.8 (6)
    Le bustine di Kistinox forte apportano sostanze come il D-Mannosio, il Cranberry ad alto titolo di Proantocianidine e la Noxamicina P, che apportano benessere alle vie urinarie.
  • 5 (2)
    Integratore alimentare a base di estratto di semi di pompelmo e componenti naturali utile per favorire la corretta funzionalità dell’apparato urinario.
  • 4.9 (86)
    CistiFlux A plus bustine è un integratore a base di estratto di mirtillo rosso e D-mannosio che favorisce la funzionalità delle vie urinarie. Viene utilizzato infatti in caso di cistite e l'uretrite.

Perché la cistite è più frequente in estate

È stato osservato che la cistite tende a presentarsi con una frequenza maggiore nella stagione estiva. Un recente studio epidemiologico3 ha rilevato che, quando la temperatura media dei sette giorni precedenti era compresa tra 25 e 30 °C, l'incidenza delle infezioni urinarie era del 20-30% più elevata rispetto ai periodi con temperature tra 5 e 7,5 °C. Pur non dimostrando un rapporto di causa-effetto diretto tra esposizione al caldo e cistite estiva, questi dati suggeriscono che le alte temperature possano contribuire ad aumentare il rischio di infezione e di proliferazione batterica, soprattutto in presenza di altri fattori favorenti, come la disidratazione e alcune abitudini tipiche delle giornate trascorse al mare, tra cui trattenere l'urina o rimanere a lungo con il costume bagnato.3

Disidratazione e ridotta produzione di urina

In estate, le temperature elevate favoriscono la perdita di liquidi attraverso la sudorazione e, se non si beve a sufficienza, possono portare a una lieve disidratazione. La conseguente riduzione della minzione e del volume urinario limita il naturale effetto di "lavaggio" meccanico delle vie urinarie e l'eliminazione dei batteri, facilitando la permanenza e la proliferazione di questi microrganismi nella vescica. Anche trattenere l'urina per molte ore, comportamento comune durante una giornata al mare, può contribuire ad aumentare il rischio di infezione.1-3

Mare, piscina e alterazione della flora batterica

Il bagno al mare o in piscina non causa di per sé la cistite, che è provocata, nella maggior parte dei casi, da un'infezione batterica. Anche se il contatto prolungato con acqua, sale, cloro, sabbia o un costume umido può associarsi a irritazioni intime esterne, come fastidio, prurito o bruciore, tali sintomi non indicano automaticamente un'alterazione della flora batterica vaginale né una cistite. Per distinguere un'irritazione locale da un'infezione urinaria è necessaria una valutazione clinica e, se indicato, l'esame delle urine.1, 2

Cosa dicono gli studi ?
Studi scientifici hanno confermato che un microbiota vaginale in equilibrio rappresenta una delle principali difese naturali contro le infezioni delle vie urinarie. Quando questo equilibrio si altera, aumenta la probabilità che batteri intestinali come Escherichia coli raggiungano la vescica, provocando la cistite. Tuttavia, attualmente non ci sono evidenze che la flora vaginale possa essere alterata dai bagni in mare o in piscina (4)

Cistite dopo il mare: sintomi da riconoscere

Scopriamo nei prossimi paragrafi come riconoscere i sintomi della cistite, infiammazione urinaria più frequente nei mesi estivi, e quando è opportuno rivolgersi al medico per un trattamento mirato.

I sintomi più comuni della cistite

La cistite si manifesta con sintomi caratteristici che possono comparire improvvisamente. I più comuni sono:

  • bruciore urinario o dolore durante la minzione;
  • minzione frequente, con necessità di urinare spesso anche se viene emessa solo una piccola quantità di urina;
  • urgenza urinaria, cioè un bisogno improvviso e difficile da trattenere di svuotare la vescica;
  • sensazione di peso o dolore al basso ventre (dolore sovrapubico);
  • urine torbide, dall'odore più intenso o, in alcuni casi, con tracce di sangue.1, 2, 5

Quando è meglio consultare il medico

Nella maggior parte dei casi la cistite interessa la vescica, ma alcuni sintomi possono indicare un'infezione più estesa delle vie urinarie, condizione che richiede una tempestiva valutazione medica.

È consigliabile rivolgersi al medico in presenza di:

  • febbre e brividi;
  • nausea e vomito;
  • dolore al fianco o alla zona lombare, che può indicare il coinvolgimento delle alte vie urinarie, come nella pielonefrite;
  • sangue nelle urine, soprattutto se visibile a occhio nudo: può comparire anche in caso di "semplice" cistite, ma richiede un corretto inquadramento diagnostico;
  • sintomi molto intensi, che non migliorano o che tendono a ripresentarsi.

Una valutazione medica è particolarmente importante anche in alcune categorie di persone, come:

  • donne in gravidanza, per il maggiore rischio di complicanze materno-fetali;
  • uomini con sintomi urinari, perché le infezioni delle vie urinarie sono meno frequenti rispetto alle donne e possono richiedere un approfondimento, per escludere fattori predisponenti o il coinvolgimento della prostata;
  • persone immunodepresse, perché una risposta immunitaria ridotta può aumentare il rischio di infezioni più complesse;
  • persone con patologie o alterazioni delle vie urinarie, perché condizioni che favoriscono il ristagno di urina o ostacolano il normale deflusso urinario possono aumentare la probabilità di infezioni persistenti o ricorrenti.

In queste situazioni aumenta il rischio di infezione urinaria complicata e il medico può ritenere opportuno eseguire analisi come l'esame delle urine e l'urinocoltura, per identificare il batterio responsabile e impostare una terapia mirata.1, 2, 5

Cosa fare se compare la cistite?

In presenza di sintomi compatibili con la cistite è consigliabile rivolgersi al medico, soprattutto se si tratta del primo episodio, se i disturbi sono intensi o se non tendono a migliorare spontaneamente. La diagnosi può richiedere l'esecuzione di un esame delle urine o di un'urinocoltura. Un'eventuale terapia specifica deve essere prescritta dal medico e scelta sulla base del quadro clinico e dei risultati degli esami.1, 2, 5 Accanto alla valutazione medica, alcuni rimedi e abitudini quotidiane possono aiutare a favorire il benessere delle vie urinarie, come aumentare l'idratazione e prendersi cura della propria igiene intima. Vediamo quali strategie possono essere utili nei prossimi paragrafi.

Bere più acqua e favorire la minzione

Una corretta idratazione favorisce una maggiore produzione di urina e una minzione più regolare, contribuendo al naturale "lavaggio" delle vie urinarie. Il flusso urinario può infatti ostacolare la permanenza dei batteri nella vescica e favorirne l'eliminazione prima che possano aderire alla mucosa e moltiplicarsi. È importante però chiarire che bere di più non cura una cistite già in corso e non sostituisce la valutazione medica o un'eventuale terapia prescritta. Un'adeguata assunzione di liquidi può invece essere una strategia utile nella prevenzione delle recidive, soprattutto nelle persone che abitualmente bevono poco. L'apporto di liquidi deve comunque essere adattato alla situazione individuale: chi soffre di insufficienza cardiaca, malattia renale o ha ricevuto indicazioni a limitare l'assunzione di acqua deve seguire le raccomandazioni del proprio medico.1, 2, 5

Integratori e sostanze utili per le vie urinarie

Tra gli integratori più utilizzati per favorire la salute urinaria e ridurre il rischio di episodi ricorrenti di cistite troviamo il D-mannosio e il mirtillo rosso (cranberry). Queste sostanze non curano una cistite già in corso e non sostituiscono un'eventuale terapia medica, ma possono rappresentare un valido supporto nella prevenzione delle recidive.

  • Il D-mannosio è uno zucchero semplice che può ostacolare l'adesione dei batteri, in particolare Escherichia coli, alla mucosa delle vie urinarie, riducendone la capacità di colonizzare la vescica.
  • Il mirtillo rosso (cranberry) contiene proantocianidine, composti naturali che sembrano interferire con i meccanismi di adesione batterica.

Le linee guida europee indicano che queste sostanze possono essere utili nella prevenzione delle cistiti ricorrenti, anche se gli studi disponibili non hanno ancora fornito risultati conclusivi e l'efficacia può dipendere dalla situazione individuale.6, 7

Come prevenire la cistite al mare

Per mantenere la salute urogenitale, ridurre il rischio di infezioni urinarie durante l'estate e prevenire la cistite al mare è importante adottare alcune semplici abitudini. Scopriamo quali nei prossimi paragrafi.

Cambiare il costume bagnato dopo il bagno

Come abbiamo visto, l'umidità può favorire la proliferazione batterica. Per prevenire irritazioni intime e favorire il benessere delle vie urinarie è consigliabile:

  • cambiare il costume subito dopo il bagno e asciugare bene la zona genitale;
  • preferire indumenti traspiranti;
  • curare l'igiene intima, ma senza eccessi:
    • nelle donne, detergersi sempre da davanti verso dietro dopo l'evacuazione, per ridurre il possibile trasferimento di batteri intestinali verso l'uretra;
    • evitare lavaggi troppo frequenti o prodotti aggressivi che possono irritare la zona intima.1-3

Bere acqua e non trattenere l'urina

Per favorire un'adeguata idratazione, una minzione regolare e l'eliminazione dei batteri dalle vie urinarie è necessario:

  • bere a sufficienza, soprattutto nelle giornate calde, per mantenere una buona produzione di urina e favorire il naturale allontanamento dei batteri da vescica e uretra;
  • non trattenere a lungo l'urina, perché una minzione regolare contribuisce a limitare la permanenza e la proliferazione dei batteri nella vescica.1-3, 5

Fonti

  1. National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases, Bladder Infection (Urinary Tract Infection---UTI) in Adults. Last Reviewed April 2024
  2. Gill R, Leslie SW, Minter DA. Acute Cystitis. [Updated 2025 Nov 28]. In: StatPearls [Internet]. Treasure Island (FL): StatPearls Publishing; 2026 Jan-.
  3. Simmering JE, Polgreen LA, Cavanaugh JE, Erickson BA, Suneja M, Polgreen PM. Warmer Weather and the Risk of Urinary Tract Infections in Women. J Urol. 2021 Feb;205(2):500-506. doi: 10.1097/JU.0000000000001383. Epub 2020 Sep 18. PMID: 32945727; PMCID: PMC8477900.
  4. Dalby KL, Horsley H, Spratt D, Khasriya R. The Vaginal Microbiome and Recurrent and Chronic Urinary Tract Infection. Int Urogynecol J. 2026 Jul;37(7):1869-1879. doi: 10.1007/s00192-025-06434-1. Epub 2025 Dec 8. PMID: 41359046; PMCID: PMC13384970.
  5. MSD Manuals, Bladder Infection (Cystitis). Full Review: Mar 2026 By Talha H. Imam, MD, University of Riverside School of Medicine. Last updated: May 2026.
  6. Kranz J, Bartoletti R, Bruyère F, Cai T, Geerlings S, Köves B, Schubert S, Pilatz A, Veeratterapillay R, Wagenlehner FME, Bausch K, Devlies W, Horváth J, Leitner L, Mantica G, Mezei T, Smith EJ, Bonkat G. European Association of Urology Guidelines on Urological Infections: Summary of the 2024 Guidelines. Eur Urol. 2024 Jul;86(1):27-41. doi: 10.1016/j.eururo.2024.03.035. Epub 2024 May 6. PMID: 38714379.
  7. Williams G, Hahn D, Stephens JH, Craig JC, Hodson EM. Cranberries for preventing urinary tract infections. Cochrane Database Syst Rev. 2023 Apr 17;4(4):CD001321. doi: 10.1002/14651858.CD001321.pub6. Update in: Cochrane Database Syst Rev. 2023 Nov 10;11:CD001321. doi: 10.1002/14651858.CD001321.pub7. PMID: 37068952; PMCID: PMC10108827.

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Medical writer, copywriter e traduttrice scientifica con una solida formazione nelle scienze biologiche, nella comunicazione medico-scientifica e nella ricerca clinica. Vanta oltre 10 anni di esperienza nella produzione, revisione e localizzazione di contenuti destinati a professionisti sanitari, aziende farmaceutiche e pubblico generalista. Realizza report e moderazione di Advisory Board, articoli scientifici, materiali educazionali, contenuti web e progetti editoriali ad alto contenuto tecnico. Collabora con istituzioni accademiche, aziende farmaceutiche, agenzie specializzate e clienti privati in Italia e all’estero, garantendo accuratezza scientifica, chiarezza espositiva e rispetto delle esigenze comunicative del committente.
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