Vai al contenuto principale
0 risultati
  • Microcarrello chiuso
  • ADHD o Deficit dell’Attenzione: Cause, Sintomi e Cure

    20. 1. 2025 · Tempo di lettura: 7 minuti

    Il disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (ADHD), il cui acronimo italiano è DDAI, è un disturbo molto complesso che si ripercuote notevolmente sulla vita dei bambini che ne sono affetti con implicazioni per la famiglia e per il bambino stesso in ambito sociale, relazionale e scolastico. 

    Dott.ssa Maria Virginia Carra
    Dott.ssa Maria Virginia Carra
    ADHD o Deficit dell’Attenzione: Cause, Sintomi e Cure

    Dando un’occhiata ai numeri, in Italia la prevalenza di ADHD si aggira intorno al 3-4% che corrisponde a un numero di bambini tra 270.000-360.000. Purtroppo non è una patologia semplice da diagnosticare poiché alcuni dei sintomi sono simili ad altre patologie o associabili a situazioni sociali e/o ambientali di disagio. Spesso le difficoltà di concentrazione o comportamentali sono percepite precocemente dai genitori o dagli stessi insegnanti ma nonostante questo vengono diagnosticate tardivamente. 

    Conoscere questo disturbo è quindi importante per richiedere tempestivamente una diagnosi medica e iniziare una terapia che supporti adeguatamente i bambini e le loro famiglie.  

    Prima di proseguire nella lettura dell’articolo, è importante sottolineare che l’ADHD è una condizione complessa e ricca di sfaccettature. Questo articolo offre una panoramica rapida e semplificata per facilitarne la comprensione. Per un approfondimento più completo, ti invitiamo a consultare fonti e studi specialistici. 

    Cos’è l’ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività)?

    ADHD (Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder) è un acronimo che indica la Sindrome da deficit di attenzione e iperattività, un disturbo dello sviluppo neuropsichico del bambino. Le manifestazioni principali sono difficoltà di attenzione e di controllo degli impulsi, difficoltà a concentrarsi e a rispondere alle richieste dell’ambiente. In alcuni casi, può compromettere il normale sviluppo del bambino e la sua integrazione sociale. 

    Sebbene L’ADHA sia una patologia infantile non riguarda solo i bambini. La stima è che una percentuale tra il 30 e il 70% dei bambini con ADHD continuerà a manifestare i sintomi della malattia anche in età adulta con ripercussioni a livello sociale e professionale. Per l’adulto la diagnosi è ancora più difficile che nel bambino e per tale ragione il numero delle persone adulte affette da ADHD è sottostimato. 

    Le cause del Disturbo dell’attenzione: gli studi in corso

    Le cause dell’ADHD non sono ancora del tutto conosciute, tuttavia si ipotizza che l’origine della malattia sia multifattoriale. In particolare, i fattori più probabilmente associati all’insorgenza di questo disturbo sono: 

    • componente genetica (ereditarietà) 
    • condizioni sociali 
    • caratteristiche fisiche (morfologia cerebrale) 
    • fattori traumatici 
    • eventi prenatali o perinatali (complicanze durante il parto, malattie infettive, parto prematuro ecc.) 

    Anche l’esposizione a fumo e alcol durante la gravidanza non è da escludere quale fattore predisponente alla malattia. 

    ADHD: i Sintomi del deficit dell’attenzione in adulti e bambini

    I sintomi principali della malattia a livello pediatrico sono: 

    • disattenzione  
    • iperattività 
    • impulsività 

    Per quanto riguarda l’età adulti, i principali sintomi sono: 

    • difficoltà a concentrarsi 
    • iperattività 
    • disorganizzazione 
    • impulsività 
    • distrazione 

    Le principali tipologie di ADHD 

    La ADHD si suddivide in tre sottotipi caratterizzati da sintomi che predominano rispetto ad altri.  

    In particolare, si distingue in: 

    • Tipo con disattenzione predominante (DDAI- sottotipo disattento)  
    • Tipo con iperattività-impulsività predominanti (DDAI – sottotipo iperattivo-impulsivo) 
    • Tipo combinato (DDAI – sottotipo combinato)  

    Generalmente un bambino con ADHD, che manifesta sintomi di disattenzione: 

    • si distrae facilmente, passa rapidamente da un’attività all’altra 
    • si annoia dopo pochi minuti 
    • perde spesso le cose (matite, giochi ecc.) 
    • si perde spesso nei suoi pensieri 
    • ha difficoltà a seguire le regole 

    Il bambino con ADHD, iperattivo: 

    • muove spesso le mani o i piedi 
    • si agita sulla seggiola 
    • si arrampica, corre anche quando le situazioni non sono appropriate 
    • ha difficoltà a svolgere attività tranquille 
    • parla molto 

    Un bambino impulsivo invece: 

    • risponde “a caso” prima ancora di ascoltare la domanda 
    • interrompe spesso le conversazioni 
    • non sa aspettare il proprio turno 
    • si comporta in modo invadente 

    In quale età si manifestano i primi sintomi di ADHD?

    L’ADHD è una malattia che riguarda prevalentemente i bambini. I sintomi di ADHD si rendono evidenti nei primi anni di asilo o di scuola quando i bambini manifestano difficoltà a concentrarsi, ad attenersi alle regole e ad adattarsi. In alcuni casi, i sintomi possono accentuarsi nell’età adolescenziale, tra i 13-14 anni, specialmente nelle ragazze durante i primi cambiamenti ormonali dovuti all’età.  

    Come viene fatta la diagnosi di ADHD?

    Diagnosticare l’ADHD non è cosa semplice poiché i sintomi possono essere simili ad altre patologie con cause diverse. La diagnosi viene effettuate da figure mediche altamente specializzate, i neuropsichiatri infantili. Lo strumento diagnostico per questa patologia si basa su DSM, il “Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disordes” unitamente ad altri test volti ad esplorare i sintomi dell’ADHD. 

    Gli aspetti principali che sono presi in considerazione per la diagnosi sono: 

    • l’ambiente con cui interagisce il bambino 
    • la scuola 
    • fattori sociali 

    Secondo il DSM, per poter diagnosticare l’ADHD un bambino deve presentare almeno 6 sintomi per almeno 6 mesi e in almeno due contesti e prima dei 7 anni di età. Inoltre, tali manifestazioni devono essere tali da compromettere il rendimento scolastico e le relazioni sociali. 

    In generale, se un bambino presenta 6 dei 9 sintomi di disattenzione, viene posta diagnosi di DDAI – sottotipo disattento; se presenta 6 dei 9 sintomi di iperattività-impulsività, allora viene posta diagnosi di DDAI – sottotipo iperattivo-impulsivo; infine se il soggetto presenta entrambe le problematiche, allora si pone diagnosi di DDAI – sottotipo combinato.  

    Terapie per contrastare il disturbo dell’attenzione

    Il trattamento per l’ADHD richiede il coinvolgimento di più professionisti e la collaborazione di scuola, famiglia e del bambino stesso. In particolare, nel trattamento dell’ADHD possono essere coinvolti il neuropsichiatra infantile, il pediatra, lo psicologo dello sviluppo oltre a pedagogisti, educatori ed insegnanti. 

    La terapia è più che altro un percorso che può comprendere: 

    • terapie comportamentali 
    • cambiamenti dello stile di vita 
    • farmaci 
    • interventi clinico-psicologico. 

    Come lo stile di vita può migliorare l’ADHD

    Lo stile di vita può contribuire al miglioramento dei sintomi. In particolare, è fondamentale eliminare le cattive abitudini che possono essere responsabili di un peggioramento dei sintomi. Tra le abitudini negative da eliminare troviamo: 

    • dormire poco 
    • alimentazione squilibrata ricca di zuccheri 
    • disorganizzazione 
    • vita sedentaria 
    • isolamento sociale 

    Ecco, quindi, alcuni consigli legati allo stile di vita che possono invece influire positivamente sulla malattia: 

    • attività fisica moderata di almeno 30 minuti al giorno 
    • alimentazione varia ed equilibrata, ricca di nutrienti essenziali  
    • praticare attività che migliorino la capacità di gestione dello stress (yoga, meditazione ecc.) 
    • avere routine mattutine e serali per iniziare e terminare la giornata in modo organizzato 
    • utilizzare strumenti di pianificazione come agende, calendari, promemoria ecc.  

    Cure farmacologiche per il disturbo dell’attenzione 

    Sono diverse le opzioni farmacologiche per gestire i sintomi dell’ADHD. In particolare si possono suddividere in due categorie: 

    Farmaci Psicostimolanti: 

    • Metilfenidato (ritalin): farmaco in grado di aumentare l’attività della dopamina e noradrenalina nel cervello. Riduce l’impulsività e l’iperattività, migliorando l’attenzione. Utilizzato anche in ambito pediatrico. 

    Farmaci Non psicostimolanti: 

    • Atomoxetina (strattera): farmaco inibitore della ricaptazione della noradrenalina. E’ utilizzato nei bambini sopra i 6 anni, nei giovani e negli adulti. 
    • Modafinil (provigil): farmaco in grado di aumentare l’attività della dopamina del cervello. Normalmente viene utilizzato in caso di narcolessia. 
    • Buprioprione (wellbutrin): antidepressivo inibitore della ricaptazione della dopamina e noradrenalina. Migliora l’attenzione e la concertazione. Particolarmente utile nei casi di ADHD associato a depressione 
    • Acido Valproico (Depakin), farmaco antiepilettico in grado di modulare l’attività di neurotrasmettitori nel cervello. È utilizzato nei casi di ADHD associati ad altri disturbi dell’umore. 

    FONTI: 

    https://www.serenis.it/articoli/farmaci-adhd/ 

    https://fondazioneonda.it/ondauploads/2018/02/ADHD_alta.pdf 

    https://www.epicentro.iss.it/deficit-attenzione/  

    Domande frequenti

    Articoli correlati a ADHD o Deficit dell’Attenzione: Cause, Sintomi e Cure

    Informazioni sull'autore
    Dott.ssa Maria Virginia Carra
    Dott.ssa Maria Virginia Carra
    Mi laureo nel 2010 in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche all’Università degli Studi di Parma, successivamente continuo i miei studi con un Master alla Business School del Sole24Ore in Management del settore sanità, Pharma e Biomed. Dopo aver lavorato per circa 5 anni nel mondo della comunicazione e PR in ambito scientifico, prima in agenzia poi in azienda, intraprendo un nuovo percorso professionale in farmacia. Da allora, indosso il camice e continuo a coltivare la mia passione per la comunicazione, il mondo dell’healthcare e dell’integrazione alimentare.
    Leggi di più
    Informazioni sull'autore
    Dott.ssa Maria Virginia Carra
    Dott.ssa Maria Virginia Carra
    Mi laureo nel 2010 in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche all’Università degli Studi di Parma, successivamente continuo i miei studi con un Master alla Business School del Sole24Ore in Management del...
    Leggi di più