Melanoma Vulvare: cos’è
Quando si parla di melanoma, il pensiero va subito alla pelle e ai danni dell’esposizione solare. Eppure, esistono forme più rare e meno conosciute, come il melanoma vulvare, che colpisce l’area genitale femminile. Si tratta di un tumore maligno raro ma insidioso e aggressivo, spesso difficile da riconoscere nei primi stadi e proprio per questo, ancora più pericoloso.

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In questo articolo approfondiamo che cos’è il melanoma vulvare, quali sono i sintomi da non sottovalutare, le cause e i possibili fattori di rischio. Parleremo anche della diagnosi, delle cure disponibili e dell’importanza della prevenzione
Come riconoscere un melanoma vulvare?
Il melanoma vulvare è una forma rara ma aggressiva di tumore della pelle che si sviluppa a livello della vulva, l'area genitale esterna femminile. Colpisce soprattutto donne in post-menopausa, con un'età media alla diagnosi superiore ai 60 anni. In Italia si contano circa 1.200 casi ogni anno e insieme al tumore alla vagina rappresenta circa il 5% di tutte le neoplasie che riguardano l’apparato genitale femminile.
La diagnosi precoce è davvero cruciale, ma non sempre semplice: i sintomi possono essere lievi o assenti fino a stadi avanzati della malattia e/o facilmente confusi con condizioni dermatologiche benigne. Osservare regolarmente la zona genitale e riferire qualsiasi cambiamento al proprio ginecologo è il primo passo verso una diagnosi tempestiva.
Un melanoma vulvare può essere benigno?
Per definizione il melanoma è una neoplasia maligna. Tuttavia, può inizialmente essere scambiato per una lesione pigmentata benigna come un nevo, una lentiggine o una cheratosi seborroica. Solo l'esame istologico può confermare la natura maligna della lesione. Proprio per questa ragione, ogni neo o nuova lesione nell'area vulvare merita un approfondimento specialistico tempestivo.
Le cause del melanoma della vulva
Il melanoma vulvare, come gli altri melanomi, origina dai melanociti, le cellule responsabili della produzione di melanina. A differenza del melanoma cutaneo più comune, quello vulvare non è associato all'esposizione solare. Le cause precise che portano alla comparsa di melanomi vulvari non sono ancora del tutto note, ma si ipotizza un'origine multifattoriale. Tuttavia, vi sono alcuni fattori di rischio che possono contribuire al suo sviluppo. Vediamo meglio quali sono.
Fattori di rischio legati ai melanomi vulvari
Tra i fattori di rischio identificati ci sono:
- Età > 50 anni
- Vizio del fumo
- Infezione da HPV
- Stato di immunodeficienza
- Anamnesi pregressa di melanoma
- Storia personale o familiare di melanoma
- Condizioni infiammatorie croniche della vulva
Tutti i sintomi del Melanoma Vulvare
Il melanoma vulvare può presentarsi con segni e sintomi diversi. I più comuni sono:
- Lesione pigmentata: macchia scura, marrone o nera, irregolare, con bordi frastagliati.
- Cambiamento di un nevo preesistente: variazioni di forma, colore, dimensione o consistenza
- Prurito persistente o bruciore nella zona vulvare
- Dolore nella zona vulvare, anche durante i rapporti sessuali
- Sanguinamento o ulcerazione
- Nodulo o massa palpabile.
Purtroppo, molte di queste manifestazioni possono essere attribuite ad altre condizioni più comuni, come infezioni o dermatiti e questo contribuisce al ritardo diagnostico.
Come avviene la diagnosi e a chi rivolgersi?
La diagnosi del melanoma vulvare richiede attenzione e competenza e si avvale sia di esami fisici, test, biopsie ecc. al fine di valutare con esattezza la presenza di cellule cancerose nella vulva.
Il primo passo è sempre una visita ginecologica o dermatologica in presenza di sintomi sospetti o lesioni visibili.
Esami diagnostici
Gli strumenti fondamentali per una diagnosi corretta includono:
- Esame clinico: valutazione visiva e palpatoria della vulva.
- Dermatoscopia: strumento utile per valutare le caratteristiche delle lesioni pigmentate.
- Biopsia: è l'esame principale che consiste nella rimozione e successiva analisi di un frammento di tessuto. Questo test permette di confermare la diagnosi istologica di melanoma.
- TC, RMN o PET: esami diagnostici utili per valutare l'eventuale diffusione del tumore ad altri organi (stadiazione).
- Esame dei linfonodi sentinella: utile per verificare l'estensione locale della malattia.
Lo specialista di riferimento per il melanoma vulvare è in genere il ginecologo o il dermatologo.
Come si cura un melanoma vulvare?
Il trattamento del melanoma vulvare varia in base allo stadio della malattia, alle condizioni di salute generali della paziente e da altri fattori individuali.
Le principali opzioni includono:
- Chirurgia: il trattamento chirurgico consiste nell'asportazione della lesione con margini di sicurezza. Nei casi più avanzati, può essere necessaria una vulvectomia parziale o totale.
- Radioterapia: utilizzata solitamente dopo l’intervento chirurgico serve per colpire eventuali cellule maligne rimaste. In alcuni casi può essere il trattamento primario, specialmente quanto il tumore non può essere rimosso chirurgicamente.
- Terapie sistemiche: per melanomi avanzati o metastatici, possono essere impiegati immunoterapici o terapie mirate per colpire specifiche mutazioni genetiche o proteine presenti nelle cellule del tumore.
La prevenzione del melanoma della vulva
Purtroppo per questo tipo di tumore, non esistono misure preventive assolute e specifiche, ma alcune azioni possono ridurre il rischio e facilitare la diagnosi precoce:
- Fare controlli ginecologici regolari, anche in assenza di sintomi rilevanti
- Eseguire un autoesame periodico della vulva, con utilizzo di uno specchio per osservare l'eventuale comparsa di nuove lesioni
- Porre attenzione ai segnali d'allarme, come prurito cronico, macchie scure, cambiamenti nei nevi esistenti
- Consultare subito lo specialista in caso di dubbi.
Fonti:
- https://fondazionecnao.it/patologie-trattabili/melanomi-vaginali-e-della-cervice
- https://www.medicoverhospitals.in/it/diseases/vulvar-melanoma/
- https://www.airc.it/cancro/informazioni-tumori/guida-ai-tumori/tumore-della-vulva-e-della-vagina
Domande frequenti
In realtà, non esiste un “melanoma benigno”. Il termine melanoma si riferisce per definizione a una neoplasia maligna. Tuttavia, alcune lesioni pigmentate benigne (come nevi, lentiggini o cheratosi seborroiche) possono assomigliare a un melanoma nelle fasi iniziali e creare confusione. Proprio per questo, ogni lesione nuova, che cambia aspetto, colore o dimensione o che presenta sintomi come prurito o sanguinamento, deve essere valutata da un medico specialista.
I sintomi più comuni del melanoma vulvare includono:
- Macchia di colore scuro, marrone o nero, spesso con bordi irregolari.
- Modifica di un nevo preesistente
- Prurito o bruciore persistente nella zona vulvare.
- Dolore
- Sanguinamento o ulcerazione
- Nodulo o massa nella zona vulvare
Il melanoma vulvare può colpire qualsiasi parte della vulva, ma le grandi labbra sono tra le sedi più frequentemente interessate.
In questi casi, può manifestarsi come:
- lesione pigmentata di colore scuro (marrone, nera o talvolta bluastra), spesso asimmetrica e con bordi irregolari.
- massa palpabile.
- zona che sanguina, si ulcera o dà prurito
Qualsiasi cambiamento anomalo nelle grandi labbra, soprattutto se persistente, merita una valutazione medica, preferibilmente da un ginecologo o dermatologo.
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