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Verruche plantari da piscina: sintomi, cura e prevenzione

5. 8. 2026 · Tempo di lettura: 7 minuti

Hai una verruca sotto il piede dopo la piscina? Scopri come riconoscere le verruche plantari, come trattarle e prevenire contagio e recidive.

Dott.ssa Clelia Palanza
Dott.ssa Clelia Palanza
Verruche plantari da piscina: sintomi, cura e prevenzione

Verruche plantari da piscina: come riconoscerle, curarle e prevenirle

Le verruche plantari sono piccole lesioni della pelle causate da un virus, il cui contagio è favorito in ambienti condivisi e umidi come piscine e spogliatoi. Scopriamo come riconoscerle, quali sono i trattamenti disponibili e come prevenirle.

Verruche plantari in piscina: perché il contagio è così frequente

Le verruche sono piccole escrescenze cutanee benigne causate da un'infezione da Papillomavirus umano (HPV), un virus che colpisce le cellule della pelle. Le verruche plantari sono particolarmente frequenti in piscina perché in questi ambienti si combinano diversi fattori che favoriscono la trasmissione del virus: pelle umida e macerata, microlesioni della pianta del piede e superfici condivise, come bordi vasca, spogliatoi e docce pubbliche.

L'HPV cutaneo responsabile delle verruche plantari si trasmette per contatto diretto o indiretto e penetra più facilmente quando la barriera cutanea è compromessa da piccoli tagli, abrasioni o fissurazioni. Inoltre, pavimenti degli spogliatoi, tappetini e panche, percorsi a piedi nudi, possono fungere da serbatoio di particelle virali rilasciate da persone infette. Il contatto ripetuto con queste superfici contaminate aumenta quindi il rischio di sviluppare le cosiddette "verruche da piscina".1, 2

Come si trasmettono le verruche in piscina?

Il contagio delle verruche in piscina avviene soprattutto per contatto indiretto. L'HPV può contaminare superfici umide come bordi piscina, pavimenti delle docce comuni, spogliatoi e aree della palestra: camminare scalzi su queste superfici aumenta il rischio di infezione, soprattutto se la pelle presenta piccole lesioni anche non visibili. Più raramente, la trasmissione può avvenire attraverso asciugamani condivisi, calze o scarpe contaminati da particelle virali. È inoltre possibile l'autoinoculazione: toccare, grattare o traumatizzare una verruca può favorire la diffusione del virus ad altre aree del piede o del corpo, con la comparsa di nuove lesioni.1, 2

Verruche sotto i piedi: come riconoscerle

Le verruche plantari sono piccole escrescenze benigne che compaiono sulla pianta del piede. Si presentano come lesioni rotondeggianti di pelle ruvida e ispessita (ipercheratosi), talvolta simili a un callo. Osservandole da vicino si notano spesso i caratteristici puntini neri, che corrispondono a piccoli capillari in cui il sangue si è coagulato, e l'interruzione delle normali linee cutanee, che si arrestano in corrispondenza della lesione invece di attraversarla.

Un segno distintivo è il dolore durante la camminata o alla pressione diretta, spesso descritto come la sensazione di avere un sassolino sotto il piede o di stare in piedi su un ago. Le verruche localizzate in altre parti del corpo possono essere fastidiose, ma in genere sono meno dolorose di quelle plantari, che sono continuamente sottoposte al peso del corpo.1, 3

Verruca plantare, callo o durone: le differenze principali

Calli, duroni e verruche plantari possono sembrare simili, ma hanno un'origine diversa. Calli e duroni sono ispessimenti della pelle dovuti a una risposta dell'organismo a pressioni ripetute e sfregamento, ad esempio per l'uso di scarpe strette o per un appoggio non corretto del piede. La verruca plantare, invece, è causata da un'infezione da HPV, che induce una proliferazione anomala delle cellule dell'epidermide.

Come distinguere calli e verruche?
L'aspetto della lesione aiuta a distinguerli: nella verruca plantare le normali linee della pelle si interrompono e possono essere visibili i caratteristici puntini neri, che corrispondono a piccoli capillari contenenti sangue coagulato, assenti in calli e duroni. Inoltre, il dolore può fornire un'indicazione: la verruca è in genere più dolente quando viene compressa lateralmente, mentre calli e duroni provocano soprattutto dolore alla pressione diretta esercitata durante il cammino.(1, 3, 4)

Come prevenire le verruche in piscina

Per prevenire le verruche plantari in piscina è importante ridurre l'esposizione al Papillomavirus umano (HPV), perché il virus si trasmette per contatto diretto o indiretto con superfici contaminate, e proteggere la pelle dei piedi mantenendola il più possibile integra e asciutta, perché il contagio è favorito soprattutto quando la pelle è umida o presenta piccole lesioni.

Per prevenire le verruche in piscina è utile adottare alcune semplici accortezze:

  • indossare sempre ciabatte, infradito o scarpe da piscina, evitando di camminare scalzi su bordi vasca, pavimenti delle docce e spogliatoi;
  • utilizzare sempre un asciugamano personale, non condividere asciugamani, calze, scarpe o indumenti con altre persone;
  • lavare e asciugare con cura i piedi, soprattutto tra le dita;
  • proteggere la pelle dei piedi da traumi e prolungata esposizione all'umidità;
  • cambiare regolarmente le calze;
  • indossare scarpe e indumenti traspiranti quando si svolge attività sportiva;
  • pulire accuratamente le attrezzature sportive fra un utilizzo e l'altro.

Se è già presente una verruca plantare, è consigliabile coprirla con un cerotto impermeabile durante la permanenza in piscina e lavarsi le mani dopo averla toccata, per ridurre il rischio di trasmissione ad altre persone e di autoinoculazione.1-3, 5

Leggi anche: Infezioni Intime da Piscina e da Spiaggia: Come prevenirle in Estate?

Trattamento verruche piedi: cosa fare e cosa evitare

Il trattamento delle verruche plantari ha l'obiettivo di eliminare il tessuto infetto da HPV e ridurre dolore e fastidio. Nei soggetti immunocompetenti, soprattutto in caso di lesioni poco fastidiose, può essere considerato un approccio di osservazione, poiché alcune verruche regrediscono spontaneamente nel tempo (in molti casi la guarigione completa si verifica entro 1-2 anni). Il trattamento è generalmente indicato quando la verruca provoca dolore o fastidio, aumenta di numero o dimensioni, interferisce con le attività quotidiane, quando c'è un elevato rischio di trasmissione dell'infezione oppure in persone con un rischio maggiore di complicanze, come chi presenta immunodepressione.

Le principali opzioni di trattamento includono:

  • prodotti topici per verruche: rappresentano spesso il primo approccio nelle forme non complicate. Spesso a base di acido salicilico, sono disponibili sotto forma di soluzioni, gel o cerotti per verruche e vanno applicati quotidianamente per diverse settimane. Agiscono assottigliando progressivamente l'ipercheratosi e favorendo la rimozione della lesione. Possono però causare irritazione cutanea e richiedono costanza e un'applicazione corretta secondo le istruzioni;
  • crioterapia con azoto liquido: è un trattamento eseguito dal medico, che utilizza il freddo per distruggere il tessuto della verruca. Può richiedere più applicazioni a intervalli regolari;
  • procedure più invasive: in casi selezionati, come verruche recidivanti, persistenti o particolarmente dolorose, il dermatologo può indicare trattamenti come curettage, elettrochirurgia o laser.

È invece importante evitare:

  • metodi fai-da-te aggressivi, come tagliare o scavare la verruca con lame o forbici;
  • l'uso di prodotti caustici non specifici;
  • il trattamento autonomo di lesioni dall'aspetto atipico, molto dolorose, sanguinanti o localizzate in sedi delicate.

Questi comportamenti possono infatti aumentare il rischio di cicatrici, infezioni, peggioramento del dolore o diagnosi scorrette di altre patologie cutanee.2, 4, 5

Cura delle verruche plantari: quando chiedere consiglio al dermatologo

Alcune verruche possono regredire spontaneamente, soprattutto quando ad esserne affetto è un soggetto in condizioni di buona salute generale, ma non esiste un unico trattamento che risulti sempre efficace per tutti i pazienti. Le verruche plantari, infatti, possono essere particolarmente resistenti ai trattamenti e le recidive sono possibili. Per questo la scelta della terapia deve essere effettuata caso per caso, preferibilmente con il supporto di un dermatologo che possa valutare le caratteristiche della lesione, prendere in considerazione eventuali diagnosi differenziali e individuare benefici e possibili effetti indesiderati della terapia.

Nei casi più semplici può essere sufficiente la valutazione del podologo o il consiglio del farmacista, mentre è consigliabile rivolgersi a uno specialista dermatologo, per definire un piano terapeutico personalizzato, quando:

  • le verruche sono molto dolorose, soprattutto se la loro presenza interferisce con lo svolgimento della vita quotidiana;
  • le verruche sono numerose;
  • le verruche sono persistenti o resistenti ai trattamenti da banco;
  • in presenza di condizioni che possono influire sulla guarigione o sulla risposta dell'organismo alla terapia, come diabete o immunodepressione.

Fonti

  1. Al Aboud AM, Nigam PK. Wart. [Updated 2023 Aug 14]. In: StatPearls [Internet]. Treasure Island (FL): StatPearls Publishing; 2026 Jan-.
  2. InformedHealth.org [Internet]. Cologne, Germany: Institute for Quality and Efficiency in Health Care (IQWiG); 2006-. Overview: Warts. [Updated 2023 Jan 11].
  3. NHS, Warts and Verrucas. Ultima revisione 25 luglio 2023.
  4. DermNet, Viral wart. Author: Dr Amanda Oakley, Dermatologist, Hamilton, New Zealand, 1996. Updated by Dr Jannet Gomez, Postgraduate student in Clinical Dermatology, Queen Mary University London, UK, December 2016. Updated February 2021 and minor update November 2025.
  5. Witchey DJ, Witchey NB, Roth-Kauffman MM, Kauffman MK. Plantar Warts: Epidemiology, Pathophysiology, and Clinical Management. J Am Osteopath Assoc. 2018 Feb 1;118(2):92-105. doi: 10.7556/jaoa.2018.024. PMID: 29379975.

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Dott.ssa Clelia Palanza
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Medical writer, copywriter e traduttrice scientifica con una solida formazione nelle scienze biologiche, nella comunicazione medico-scientifica e nella ricerca clinica. Vanta oltre 10 anni di esperienza nella produzione, revisione e localizzazione di contenuti destinati a professionisti sanitari, aziende farmaceutiche e pubblico generalista. Realizza report e moderazione di Advisory Board, articoli scientifici, materiali educazionali, contenuti web e progetti editoriali ad alto contenuto tecnico. Collabora con istituzioni accademiche, aziende farmaceutiche, agenzie specializzate e clienti privati in Italia e all’estero, garantendo accuratezza scientifica, chiarezza espositiva e rispetto delle esigenze comunicative del committente.
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