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  • Creme solari peggiori: quali ingredienti evitare?

    16. 7. 2025 · Tempo di lettura: 6 minuti

    Proteggere la pelle dai raggi solari è importante, ma anche difenderla da creme e formulazioni scadenti lo è altrettanto.

    Dott. Biagio Flavietti
    Dott. Biagio Flavietti
    Creme solari peggiori: quali ingredienti evitare?

    Sole, mare e creme solari… ma quali scegliere davvero? Quando si parla di protezione solare, spesso ci si limita a guardare il fattore SPF, ma la scelta di una crema solare sicura ed efficace richiede molta più attenzione. Alcuni ingredienti presenti nei solari possono infatti provocare irritazioni cutanee, allergie, occlusione dei pori e aggravare problemi come l’acne. Non solo: molti di questi ingredienti nocivi finiscono anche per danneggiare l’ambiente marino, alterando la salute di coralli e organismi acquatici. 

    Ingredienti nocivi nelle creme solari: cosa evitare

    La prima cosa da fare per effettuare il giusto acquisto e la lettura attenta dell'INCI, ovvero l'elenco di tutti gli ingredienti (in ordine quantitativo) presenti all'interno della formulazione. 

    Creme solari senza oxybenzone e octinoxate: perché sceglierle?

    L’oxybenzone (BP-3) e l’octinoxate sono due molecole che frequentemente è possibile trovare all'interno di filtri solari di natura organica. Tali sostanze sono molto efficaci nello schermare la pelle dai dannosi raggi UVA e UVB, grazie a un profilo d’assorbimento che va da 270 a 350 nm con picchi di assorbimento a 288 e 350 nm. Pur essendo così efficaci nel proteggere la cute dai raggi solari, tali sostanze hanno sollevato numerosi interrogativi nella comunità scientifica. Sembrerebbe, infatti, che grazie alla loro struttura, queste molecole vengano assorbite facilmente dalla pelle e possano arrivare anche nel sangue, comportandosi da interferenti endocrini che imitano, bloccano o alterano l'azione degli ormoni fisiologici. In più, possono provocare anche allergie cutanee ed essere dannose a livello ambientale, soprattutto nei confronti di coralli e fauna marina.  

    A tal fine, numerosi stati (come le Hawaii) hanno bandito dal 2021 l'utilizzo di tali sostanze all'interno di prodotti cosmetici e filtri solari, adottando specifiche disposizioni di legge. In Europa, invece, il regolamento UE n. 1223/2009 sui cosmetici fissa per l'ossibenzone un limite pari al 10%. 

    Parabeni e Petrolati: cosa bisogna sapere?

    Quando si parla di parabeni (metil- e bultiparabene) e di petrolati (vaselina e paraffina) si intendono molecole con azione conservante ed emolliente molto economiche e per questo utilizzate in modo massivo dalle aziende cosmetiche. Per quanto riguarda i parabeni, la questione sulla loro presunta tossicità nasce da una ricerca pubblicata nel 2004 sul Journal of Applied Toxicology dalla ricercatrice Philippa Darbre e dai suoi colleghi dell’Università di Reading, in Gran Bretagna (Puoi trovare i risultati della ricerca qui). Da quel momento i parabeni sono stati messi al centro dell'attenzione per tutta una serie di presunte azioni nocive nei confronti dell'organismo. La loro struttura molto simile a quella degli ormoni estrogeni femminili, le ha più volte visti colpevoli di essere interferenti endocrini o sostanze cancerogene.  

    A oggi non esistono ricerche che abbiano dimostrato una relazione tra parabeni e cancro o altre patologie endocrine. I prodotti che li contengono, e che rispettano i limiti consentiti dai regolamenti nazionali e internazionali, possono quindi essere considerati sicuri, fino a prova contraria. A scopo totalmente precauzionale, l’Unione Europea (UE) ha vietato l'uso di alcuni parabeni e ha stabilito limiti di concentrazione per altri, richiedendo studi di sicurezza su tutti i parabeni presenti in commercio. 

    Per quanto riguarda i petrolati, derivati dalla lavorazione del petrolio, sono ingredienti che creano una barriera sulla pelle, riducendo la perdita d’acqua. Questa caratteristica, se da un lato aiuta a trattenere l’idratazione, dall’altro può limitare la naturale traspirazione cutanea e, in alcuni casi, favorire l’occlusione dei pori. Inoltre, la loro scarsa biodegradabilità li rende meno sostenibili dal punto di vista ambientale. Per questi motivi, molte formulazioni moderne preferiscono sostituirli con alternative di origine vegetale o più ecocompatibili.

    Siliconi: come e perché evitarli nelle creme solari?

    Siliconi come dimeticone e ciclometicone sono spesso utilizzati nei cosmetici e nei filtri solari per conferire una texture morbida e setosa. Creano un film sottile sulla pelle che trattiene l’idratazione e migliora la sensorialità del prodotto. In alcuni casi, questa pellicola può limitare la naturale traspirazione cutanea. Poiché non sono biodegradabili, il loro impatto ambientale è oggetto di crescente attenzione, e in molte formulazioni si stanno valutando alternative più sostenibili.

    Profumi e Coloranti: evita reazioni allergiche 

    Aromi sintetici e coloranti possono far scaturire rossori, prurito e dermatiti da contatto, soprattutto nelle pelli sensibili. Meglio optare per formulazioni senza fragranze, soprattutto su zone delicate (come il viso) o nei bambini. 

    Come scegliere la protezione solare più sicura per la tua pelle

    1. Verificare il filtro: preferisci filtri minerali (come diossido di titanio e ossido di zinco), ma non perché siano più efficaci rispetto ai filtri di natura chimica, ma perché le creme solari minerali non vengono assorbite dalla pelle e rimangono esclusivamente sulla superficie cutanea. Anche se, nelle formulazioni in spray o nebulizzate, bisogna comunque fare attenzione a non veicolare il getto su occhi e mucose interne.
    2. Controllare l’SPF: almeno 30 per uso quotidiano, 50+ per soggiorni prolungati al sole o per le prime esposizioni.
    3. Resistenza all’acqua: importante per sport acquatici o sudorazione. Si ricorda che le creme solari pur essendo water resistant devono essere applicate più volte al giorno durante una giornata al mare.
    4. Scegliere formule adatte alla propria pelle: optare per texture leggere e non oleose per pelli grasse, idratanti e nutrienti per le secche, delicate per i bambini. 

    Di seguito alcuni esempi di creme solari clean adatte anche per le pelli più sensibili: 

    Un’emulsione fluida ad ampio spettro (UVAUVB) con protezione elevata. Formulazione senza parabeni, non comedogena e dermatologicamente testata. Ideale per pelli normali o secche, grazie a ingredienti emollienti che lasciano la pelle morbida senza sensazione unta. Si tratta di un’ottima scelta “clean”, che protegge efficacemente senza contenere siliconi aggressivi o petrolati. 

    Gel resistente all'acqua pensato specificamente per bambini: senza profumo, non appiccica, non attira la sabbia e garantisce protezione anche su pelle bagnata grazie alla tecnologia WetSkin. Contiene filtri chimici moderni, ma è privo di parabeni e derivati della paraffina. Il prodotto è ideale per le pelli più sensibili e per un uso al mare. 

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    Fonti bibliografiche: 


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    Informazioni sull'autore
    Dott. Biagio Flavietti
    Dott. Biagio Flavietti
    Dopo aver conseguito una laurea in Farmacia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II e successivamente una seconda laurea specialistica in Scienze della Nutrizione Umana, presso la medesima facoltà, ho lavorato in diverse farmacie del territorio. Qui ho avuto modo di ampliare la mia conoscenza sull’utilizzo e la vendita di farmaci e integratori e ho toccato con mano le esigenze delle persone. A partire dal 2017 ho fondato una pagina di divulgazione scientifica (Farmabook) che mi ha permesso di inserirmi nel mondo della comunicazione Healthcare. Ho ottenuto diversi brevetti come Social Media Manager e conseguito un Master in Sostenibilità ambientale e prodotti biologici. A partire dal 2020 lavoro in Dr. Max, come Web Content Editor. In questo modo ho fatto convergere la mia passione per la divulgazione con una professione che ad oggi risulta importantissima per aziende farmaceutiche e siti di e-commerce.
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    Dott. Biagio Flavietti
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    Dopo aver conseguito una laurea in Farmacia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II e successivamente una seconda laurea specialistica in Scienze della Nutrizione Umana, presso la medesima facoltà,...
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