Vai al contenuto principale

Herpes zoster o fuoco di Sant’Antonio: sintomi, contagio e cure

12. 8. 2026 · Tempo di lettura: 10 minuti

L’herpes zoster, o fuoco di Sant’Antonio, è una malattia virale che provoca una dolorosa eruzione cutanea negli adulti e negli anziani. Scopri quali sono le cause, i sintomi con cui si manifesta, come si trasmette e quali cure sono disponibili.


Dott.ssa Clelia Palanza
Dott.ssa Clelia Palanza
Herpes zoster o fuoco di Sant’Antonio: sintomi, contagio e cure

Che cos’è l’herpes zoster o fuoco di Sant’Antonio

L’herpes zoster, comunemente noto come fuoco di Sant’Antonio, è un’infezione virale causata dalla riattivazione del virus varicella-zoster, lo stesso microrganismo responsabile della varicella. Dopo l’infezione iniziale e la successiva guarigione, infatti, il virus non viene eliminato dall’organismo, ma rimane in uno stato di latenza nei gangli (piccoli raggruppamenti di cellule nervose situati lungo il percorso dei nervi), dove può riattivarsi anche molti anni dopo, soprattutto quando il sistema immunitario si indebolisce.

La malattia si manifesta in genere con un’eruzione cutanea localizzata su un solo lato del corpo o del viso, spesso preceduta o accompagnata da dolore, bruciore o formicolio. L’herpes zoster è diffuso in tutto il mondo e colpisce prevalentemente gli adulti, in particolare gli anziani e le persone con difese immunitarie ridotte.

L’herpes zoster non deve essere confuso con l’herpes labiale o l’herpes genitale: pur appartenendo alla stessa famiglia degli herpesvirus, queste infezioni sono causate da virus differenti e presentano sintomi, localizzazione e decorso clinico diversi.1, 2

Herpes zoster sintomi: come si manifesta

I sintomi dell'herpes zoster compaiono quando il virus si riattiva nei gangli, si replica all'interno dei neuroni e si sposta lungo le fibre nervose, fino a raggiungere la pelle. Per questo motivo, le manifestazioni interessano l'area innervata dal nervo coinvolto (detta dermatomero) e, nella maggior parte dei casi, sono limitate a un solo lato del corpo o del viso.1

Di solito il fuoco di Sant’Antonio presenta tre fasi:

  • fase pre-eruttiva: è caratterizzata da dolore, bruciore, formicolio o prurito in una zona circoscritta della pelle, che può apparire sensibile o irritata. In questa fase possono comparire anche febbre, mal di testa, brividi, stanchezza, malessere generale e, talvolta, fotofobia. I sintomi precedono di circa 2-3 giorni la comparsa dell'eruzione cutanea; 1-3

  • fase acuta: compare un'eruzione cutanea (rash) localizzata su un solo lato del corpo, che evolve da macchie o papule a vescicole e bolle, fino alla formazione di croste nell'arco di circa una settimana. Le vescicole possono rompersi e ulcerarsi prima di seccarsi. Il dolore cutaneo è spesso intenso, di tipo neuropatico, e può rispondere poco ai comuni farmaci antinfiammatori (FANS); 1-3

  • fase cronica: nella maggior parte dei casi, la pelle guarisce completamente nel giro di 2-4 settimane, ma in alcune persone il dolore persiste anche dopo la scomparsa delle lesioni cutanee. Quando dura oltre quattro settimane, può evolvere in nevralgia post-erpetica, con sintomi come disestesie (alterazioni della sensibilità in cui uno stimolo normalmente innocuo viene percepito come fastidioso o doloroso), parestesie (sensazioni anomale, come formicolio, pizzicore, intorpidimento) e sensazioni simili a lievi “scosse elettriche”. 3

Nella maggior parte dei pazienti l'herpes zoster si presenta nella sua forma tipica. Più raramente possono verificarsi forme particolari, come lo zoster oftalmico (che può causare danni alla vista), la sindrome di Ramsay Hunt (che può provocare paralisi facciale, disturbi dell’udito e dell’equilibrio), forme disseminate o con interessamento del sistema nervoso centrale, soprattutto nelle persone con difese immunitarie compromesse. 3

Quanto dura il fuoco di Sant’Antonio?

La durata del fuoco di Sant’Antonio è generalmente di 2-4 settimane. Il decorso della malattia segue diverse fasi: inizialmente possono comparire dolore, bruciore o formicolio nella zona interessata. Successivamente si manifesta l’eruzione cutanea caratteristica, con la comparsa di vescicole che, nel corso dei giorni, si trasformano progressivamente in croste. La fase finale è rappresentata dalla guarigione della pelle, che avviene gradualmente.

Nelle persone con un sistema immunitario efficiente, le lesioni cutanee tendono generalmente a ricoprirsi di croste entro 7-10 giorni dalla loro comparsa. Il trattamento con farmaci antivirali, se iniziato nelle prime 72 ore dall’insorgenza dell’eruzione, può accelerare la risoluzione delle lesioni e contribuire a ridurre l’intensità e la durata del dolore nella fase acuta della malattia1.

In alcuni casi, tuttavia, il dolore può persistere anche dopo la completa guarigione della pelle. Quando questa condizione si protrae nel tempo può evolvere in nevralgia post-erpetica, una complicanza caratterizzata da dolore nervoso persistente, che si osserva più frequentemente negli adulti e soprattutto negli anziani.1, 2

Le cause principali

La causa dell'herpes zoster è la riattivazione del virus varicella-zoster, lo stesso responsabile della varicella. Il virus, che resta latente nei gangli nervosi dopo la prima infezione, può riattivarsi anche molti anni dopo, soprattutto quando il sistema immunitario si indebolisce.

I principali fattori che aumentano il rischio di sviluppare l'herpes zoster sono:

  • età avanzata, a causa del progressivo declino delle difese del sistema immunitario;

  • difese immunitarie basse o immunodepressione causata da condizioni croniche come diabete, malattie autoimmuni, broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), HIV ecc.;

  • terapie immunosoppressive, tra cui chemioterapia, farmaci biologici e alte dosi di cortisonici;

  • stress psicofisico e condizioni di affaticamento prolungato, che possono ridurre l'efficacia della risposta immunitaria.

In presenza di uno o più di questi fattori, il virus varicella-zoster può riattivarsi e provocare il fuoco di Sant'Antonio, dando origine ai sintomi caratteristici della malattia1, 3, 4.

Herpes zoster è contagioso?

L'herpes zoster è contagioso solo in determinate circostanze: la malattia non si trasmette direttamente da una persona all'altra, ma chi ne è affetto può trasmettere il virus varicella-zoster a chi non ha mai avuto la varicella o non è stato vaccinato. In questi casi, il contagio provoca la varicella e non l'herpes zoster.

La trasmissione del virus avviene esclusivamente attraverso il contatto diretto con il liquido contenuto all’interno delle vescicole ed è possibile finché il rash non è completamente guarito e tutte le lesioni non si sono trasformate in croste.

Per limitare il rischio di contagio è importante coprire le lesioni cutanee, lavare frequentemente le mani e mantenere una corretta igiene, evitando il contatto diretto con neonati, donne in gravidanza, persone immunodepresse e persone non vaccinate contro la varicella, che sono più vulnerabili alle forme gravi dell'infezione.1,2

Herpes zoster in estate: cosa causa la riattivazione?

Alcuni studi suggeriscono che il fuoco di Sant’Antonio in estate si manifesti con una frequenza lievemente superiore rispetto agli altri periodi dell’anno. Il meccanismo alla base di questo fenomeno non è stato ancora completamente chiarito, ma è stato ipotizzato che l’esposizione solare intensa possa avere un ruolo nella riattivazione del virus varicella-zoster, sulla base di quanto osservato per altri virus erpetici.

Il caldo, il sudore, la pelle irritata, lo sfregamento e l’uso di abiti aderenti, condizioni frequenti durante l’estate, al mare o in piscina, non sono considerati cause dirette della riattivazione del virus. Possono però aumentare il fastidio in presenza di lesioni cutanee e vescicole, rendendo più sensibile la zona interessata. Per questo è consigliabile mantenere una buona igiene, proteggere la pelle e mantenere la zona colpita pulita e asciutta.4, 5

Cure e prodotti utili per gestire il fastidio del fuoco di Sant’Antonio

La terapia del fuoco di Sant’Antonio si basa su tre categorie di interventi:

  • farmaci antivirali: prescritti dal medico in base alla situazione clinica del paziente, costituiscono il trattamento di riferimento per l’herpes zoster. Se iniziati precocemente, possono ridurre durata e intensità dei sintomi e contribuire a diminuire il rischio di complicanze;

  • farmaci per il controllo del dolore: il dolore, il bruciore e il fastidio cutaneo possono essere alleviati con farmaci antinfiammatori o analgesici (ad es. il paracetamolo) o con altri farmaci indicati dal medico in base all’intensità e alle caratteristiche dei sintomi;

  • trattamenti locali per la pelle: per proteggere la pelle sensibile e favorire la guarigione delle lesioni possono essere utili impacchi freschi, prodotti lenitivi, garze sterili e medicazioni non aderenti. È inoltre importante mantenere il rash pulito, utilizzando detergenti delicati e curando l’igiene della zona interessata, per ridurre prurito, bruciore e irritazione.1-3

Dr. Max ti aiuta a proteggere la pelle dal sole con solari ad alto sfp e a curarla in caso di scottature ed eritemi.

Quando preoccuparsi e chiamare il medico

È opportuno contattare il medico di base o il dermatologo, o chiedere un consiglio al farmacista, quando:

  • il rash da herpes-zoster compare intorno o vicino all’occhio (ad es. sulla palpebra) o sul naso, oppure in caso di alterazioni della vista, arrossamento o gonfiore dell’occhio. Le forme di herpes zoster oftalmico, infatti, possono compromettere la vista e richiedono una terapia antivirale tempestiva;

  • i sintomi dolorosi sono intensi e peggiorano rapidamente, il rash cutaneo è molto esteso, la febbre è alta e/o persistente;

  • la persona affetta da herpes zoster è a rischio di complicazioni: il consulto medico è particolarmente importante in caso di immunodepressione (ad es. dovuta a chemioterapia, terapie immunosoppressive, malattie croniche, HIV), durante la gravidanza e nei bambini e adolescenti;

  • sono presenti segni infezione cutanea insorta sulle lesioni da herpes (sovrainfezione, ad es. provocata da batteri), come pus, cattivo odore, aumento del rossore o del gonfiore;

  • è presente dolore persistente anche dopo la guarigione della pelle. Questo sintomo deve essere valutato dal medico perché potrebbe indicare una nevralgia post-erpetica e richiedere una terapia specifica.1, 3, 4

Fonti

  1. Lim DZJ, Tey HL, Salada BMA, Oon JEL, Seah ED, Chandran NS, Pan JY. Herpes Zoster and Post-Herpetic Neuralgia-Diagnosis, Treatment, and Vaccination Strategies. Pathogens. 2024 Jul 17;13(7):596. doi: 10.3390/pathogens13070596. PMID: 39057822; PMCID: PMC11280284.

  2. U.S. Centers for Disease Control an Prevention (CDC), Clinical Overview of Shingles (Herpes Zoster). 27/06/2024.

  3. Patil A, Goldust M, Wollina U. Herpes zoster: A Review of Clinical Manifestations and Management. Viruses. 2022 Jan 19;14(2):192. doi: 10.3390/v14020192. PMID: 35215786; PMCID: PMC8876683.

  4. Kawai K, Yawn BP. Risk Factors for Herpes Zoster: A Systematic Review and Meta-analysis. Mayo Clin Proc. 2017 Dec;92(12):1806-1821. doi: 10.1016/j.mayocp.2017.10.009. PMID: 29202939.

  5. Berlinberg EJ, Kim E, Deiner MS, Patterson C, Porco TC, Acharya NR. Seasonality of herpes zoster and herpes zoster ophthalmicus. J Clin Virol. 2020 May;126:104306. doi: 10.1016/j.jcv.2020.104306. Epub 2020 Feb 26. PMID: 32151977; PMCID: PMC8760721.

FAQ

Informazioni sull'autore
Dott.ssa Clelia Palanza
Dott.ssa Clelia Palanza
Medical writer, copywriter e traduttrice scientifica con una solida formazione nelle scienze biologiche, nella comunicazione medico-scientifica e nella ricerca clinica. Vanta oltre 10 anni di esperienza nella produzione, revisione e localizzazione di contenuti destinati a professionisti sanitari, aziende farmaceutiche e pubblico generalista. Realizza report e moderazione di Advisory Board, articoli scientifici, materiali educazionali, contenuti web e progetti editoriali ad alto contenuto tecnico. Collabora con istituzioni accademiche, aziende farmaceutiche, agenzie specializzate e clienti privati in Italia e all’estero, garantendo accuratezza scientifica, chiarezza espositiva e rispetto delle esigenze comunicative del committente.
Leggi di più
Informazioni sull'autore
Dott.ssa Clelia Palanza
Dott.ssa Clelia Palanza
Medical writer, copywriter e traduttrice scientifica con una solida formazione nelle scienze biologiche, nella comunicazione medico-scientifica e nella ricerca clinica. Vanta oltre 10 anni di esperienza nella produzione, revisione e...
Leggi di più