Parassiti Intestinali: Sintomi, Vermi nelle feci e Cure
In questo articolo si cercherà di capire cos'è un parassita intestinale, quante tipologie ne esistono e come fare a prevenirli e ad eliminarli.

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“Io non vado a mangiare sushi, ci sono i parassiti!” Quante volte abbiamo sentito questa frase pronunciata da quell'amico che odia il sushi e vuole snobbare a tutti i costi il nostro invito a cena? Negli ultimi anni, il nome Anisakis è salito alla ribalta della cronaca, diventando il pericoloso parassita del pesce crudo, tanto nominato dagli “anti-sushi”. Eppure, i parassiti intestinali non si limitano a minacciare nigiri e sashimi, ma possono arrivare da frutta e verdura lavate male, dall’acqua contaminata o semplicemente da mani sporche.
Cosa sono i parassiti intestinali?
Con il termine parassiti intestinali ci si riferisce a piccoli organismi che possono arrivare all'interno dell'intestino umano o animale per sfruttarne le risorse, causando danni e complicazioni di vario genere. Chiamati anche vermi intestinali, questi piccoli esserini sono diffusi in tutto il mondo, anche se hanno una maggiore presenza nei paesi in via di sviluppo, nei quali gli standard igienico sanitari sono solitamente più bassi. I parassiti intestinali sono suddivisibili in due categorie principali:
- Protozoi: sono organismi unicellulari, ovvero formati da un'unica grande cellula, capaci di moltiplicarsi direttamente all'interno del corpo umano. Uno degli esempi classici di protozoo è la Giardia lamblia, responsabile della giardiasi accompagnata da diarrea cronica e malassorbimento intestinale. I protozoi si trasmettono attraverso l'ingestione di cisti presenti in acqua o cibo contaminato. Una volta che queste cisti raggiungono l'intestino, si trasformano nella loro forma attiva (trofozoi), causando l'infezione e i danni ad essa correlati.
- Vermi: si tratta di organismi pluricellulari, come gli ascaridi e la tenia, che non si riproducono all'interno dell'ospite ma possono deporre uova, che possono essere espulse con le feci (visibili ad occhio nudo) e diffuse nell'ambiente. Tali uova possono essere ingerite o penetrare attraverso la pelle, e dopo svariate settimane, le larve che ne derivano possono attraversare i tessuti e stabilirsi all'interno dell'intestino. Le infezioni da vermi intestinali possono provocare dolori addominali molto forti e prurito anale, oltre che malassorbimento di nutrienti a livello intestinale.
Protozoi e vermi intestinali? Differenze
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Caratteristica |
Protozoi Intestinali |
Vermi Intestinali |
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Definizione |
Organismi unicellulari |
Organismi pluricellulari |
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Dimensioni |
Microscopici (5-50 µm) |
Visibili a occhio nudo, possono raggiungere diversi metri. |
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Ciclo di vita |
Si riproducono direttamente nell'ospite |
Depongono uova che vengono espulse con le feci; non si riproducono direttamente nell'ospite. |
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Modalità di trasmissione |
Ingestione di cisti attraverso acqua o cibo contaminato. |
Ingestione di uova o larve, oppure penetrazione attraverso la pelle. |
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Localizzazione nell'intestino |
Colonizzano specifiche aree, come il duodeno o il colon. |
Occupano l'intero tratto intestinale; alcune specie migrano in altri organi. |
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Sintomi principali |
Diarrea persistente, malassorbimento, dolori addominali. |
Prurito anale, gonfiore addominale, perdita di peso, anemia. |
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Diagnosi |
Identificazione delle cisti o trofozoiti nelle feci tramite esami microscopici o molecolari. |
Identificazione di uova o segmenti di vermi nelle feci o tramite test sierologici. |
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Terapia |
Farmaci specifici come metronidazolo. |
Antielmintici come albendazolo o mebendazolo per ossiuri e ascaridi; Praziquantel per le tenie. |
Quali sono i parassiti intestinali più comuni
Ossiuri (Enterobius vermicularis)
Gli ossiuri sono dei piccoli vermi bianchi che infestano in modo preferenziale l'intestino dei bambini. La loro trasmissione avviene per via oro-fecale, ovvero attraverso il contatto con superfici contaminate da residui di feci. I sintomi di questa infezione includono un prurito anale intenso, soprattutto notturno, e piccoli crampi addominali. Per evitare squilibri nutrizionali e sostenere l'organismo del bambino affetto da tale parassitosi, spesso possono essere consigliati integratori come Gse Vermint junior sciroppo 250 ml, in modo da sostenere l'organismo dei più piccoli durante la terapia eradicante prescritta dal medico.
Tenia (Taenia spp.) o verme solitario
Chiamati anche vermi solitari, le tenie sono esseri con una forma a nastro appartenenti al gruppo dei cestodi, che possono raggiungere e superare i 9 metri di lunghezza. Questo tipo di parassita si contrae attraverso l'ingestione di carne cruda o poco cotta contaminata da cisti. I sintomi derivanti da questa infezione comprendono nausea e perdita di peso, dovute al nutrimento del parassita stesso. Inoltre, potrebbero essere presenti segmenti del verme all'interno delle feci.
Ascaridi (Ascaris lumbricoides)
Gli ascaridi sono parassiti che si trovano molto spesso in aree con scarse condizioni igienico sanitarie. Le loro uova sono resistenti e possono sopravvivere nel suolo anche fino a 10 anni. Una volta infestati da tali parassiti si possono avvertire dolori addominali e problematiche intestinali. Il parassita può generare anche sintomi come la tosse e la dispnea, durante la migrazione delle larve all'interno dei polmoni.
Giardia (Giardia lamblia)
La giardia è un protozoo che si trasmette attraverso l'ingestione di acqua contaminata o l'assunzione di alimenti vegetali lavati in modo non appropriato. Questa parassitosi è tipica dei viaggiatori, che frequentano zone tropicali o paesi in via di sviluppo. I sintomi correlati alla giardiasi sono la diarrea cronica, il gonfiore addominale e il malassorbimento di nutrienti a livello intestinale.
Anisakis
Anisakis simplex, Pseudoterranova decipiens e Contracaecum osculatum sono diverse specie di Anisakis. Questo piccolo parassita è presente soprattutto all'interno di pesce crudo contaminato e per questo è diventato famoso anche con il nome di “parassita del sushi”. La sua infestazione può generare reazioni allergiche acute e dolori addominali molto intensi, tali da richiedere l'intervento di un medico.
Altri parassiti meno comuni ma pericolosi
Schistosoma, Ancylostoma, verme solitario e chi più ne ha più ne metta! Il mondo dei parassiti intestinali è davvero variegato e, soprattutto per chi viaggia molto in paesi lontani e tropicali, può essere un problema da tenere in considerazione. Per questo motivo è fondamentale capire in che modo questi microrganismi possono entrare in contatto con il nostro organismo e prevenire le loro infestazioni.
Come si prendono i parassiti? A cosa stare attenti
Le principali vie di trasmissione dipendono dal tipo di parassita intestinale che si sta andando a considerare, anche se la maggior parte di essi viene trasmessa nei seguenti modi:
- Alimentazione contaminata: carne cruda o pesce poco cotto possono contenere larve o cisti.
- Acqua non potabile: le acque contaminate sono una fonte comune di infezione da protozoi.
- Scarsa igiene personale: mani sporche o contaminate attraverso superfici infette possono facilitare la trasmissione di uova di parassiti.
- Contatti con animali: gli animali domestici possono essere portatori di parassiti e per questo è necessario salvaguardarli e mantenere un buono stato di igiene.
- Viaggi all'estero: anche visitare paesi con sistemi sanitari carenti può aumentare il rischio di infezioni da parassita. Può interessarti anche l’articolo su Malattie Tropicali: come evitarle durante i viaggi? | Dr. Max
Quali sono i sintomi se si hanno i parassiti nell’intestino?
Le infestazioni intestinale possono generare un enorme quantità di sintomi, che possono variare da parassita a parassita, ma i più comuni sono:
- Diarrea cronica;
- Dolori addominali;
- Nausea;
- Gonfiore addominale;
- Prurito anale
- Perdita di peso;
- Nei casi più gravi possono verificarsi anemia e malnutrizione. Queste due condizioni sono generate dal fatto che i parassiti possono sottrarre nutrimento all'ospite e generare stati infiammatori derivanti dall'azione delle difese immunitarie dell' ospite.
Cure contro i parassiti intestinali: come eliminare parassiti dal corpo?
Proprio come succede quando è necessario combattere i parassiti del cane o del gatto, così anche nel caso di queste infestazioni è necessaria l'assunzione di farmaci antiparassitari specifici. Sarà il medico, attraverso diagnosi specifiche, a stabilire il tipo di terapia e di principio attivo più adatto per l'eradicazione del parassita, ma generalmente i farmaci più utilizzati sono:
- Protozoi: metronidazolo o nitazoxanide per Giardia.
- Vermi: Albendazolo o mebendazolo per ossiuri e ascaridi
In alcuni studi vengono enunciate le proprietà vermifughe dell'aglio, un rimedio naturale tradizionalmente utilizzato contro i parassiti intestinali. La sua efficacia è attribuita all'allicina, un principio attivo che svolge un'azione antiparassitaria e antibatterica. Secondo alcune ricerche, l'assunzione di aglio crudo a stomaco vuoto può contribuire a contrastare diverse tipologie di vermi, come gli ossiuri e gli ascaridi, anche se il suo utilizzo non sostituisce le terapie farmacologiche prescritte dal medico. Tra gli integratori che potrebbero essere utilizzati con questa finalità c'è sicuramente Tenafer Senza Aglio 140Past - DR. GIORGINI
Fonti bibliografiche:
- CDC - DPDx - Diagnostic Procedures - Stool Specimens
- Hemphill A, Müller N, Müller J. Comparative Pathobiology of the Intestinal Protozoan Parasites Giardia lamblia, Entamoeba histolytica, and Cryptosporidium parvum. Pathogens. 2019 Jul 29;8(3):116. doi: 10.3390/pathogens8030116. PMID: 31362451; PMCID: PMC6789772.
- Common Intestinal Parasites | AAFP
- Clinical Treatment of Taeniasis | Human Tapeworm (Taeniasis) | CDC
Domande frequenti
Qualora si abbia un'infestazione da parassiti le feci possono contenere segmenti di vermi (come nel caso della tenia) oppure uova visibili esclusivamente al microscopio. In ogni caso, se sono riscontrati sintomi tipici e persistenti, è sempre opportuno rivolgersi al proprio medico ed eseguire analisi specifiche.
A seconda del tipo di parassita i sintomi possono variare leggermente, anche se i più frequenti sono: dolore addominale, diarrea, prurito anale e gonfiore.
La frutta e la verdura ricche in fibre possono favorire la regolarità intestinale e aiutare a pulire l'intestino, ma non sono assolutamente in grado di contrastare infestazioni parassitarie. Qualora si fosse infettati da vermi intestinali o protozoi è necessario adottare terapie di eradicazione specifiche fornite dal medico.
No, attualmente non esistono vaccini che abbiano la capacità di prevenire infezioni da parassiti intestinali. L'unico vaccino in corso di sperimentazione riguarda il distoma epatico, provocato da un parassita che colpisce il fegato degli animali, ma che è in grado di infettare anche l'uomo.
I parassiti intestinali possono manifestarsi attraverso diversi sintomi caratteristici. I segnali più comuni includono diarrea persistente accompagnata da dolori e crampi addominali. Si possono riscontrare anche nausea, gonfiore della pancia e perdita di peso ingiustificata. Un sintomo particolarmente distintivo è il prurito anale, soprattutto nelle ore notturne, tipico delle infestazioni da ossiuri. Nei casi più gravi, le parassitosi possono portare a malassorbimento dei nutrienti e conseguente anemia. In presenza di questi sintomi, specialmente se persistenti, è fondamentale consultare un medico per una diagnosi accurata, poiché solo attraverso specifici esami delle feci si può confermare la presenza di parassiti e identificarne la tipologia.
Sì, alcuni parassiti intestinali del cane possono infestare anche l'uomo. I più comuni sono:
- Ascaridi: possono essere trasmessi attraverso il contatto accidentale con feci contaminate e causare problemi anche gravi, inclusa la cecità nei casi più seri
- Anchilostomi: penetrano attraverso la pelle (specialmente dei piedi nudi) causando dermatiti, prurito e cicatrici
- Giardia: anche se rara, la trasmissione può avvenire in condizioni di scarsa igiene
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