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  • Smettere di fumare: meglio di colpo o in maniera graduale?

    31. 5. 2023 (Aggiornato il 20. 5. 2026) · Tempo di lettura: 10 minuti

    Smettere di fumare è un po' come mettersi a dieta: non sappiamo mai quando iniziare. Se il lunedì combacia con la nostra rivolta contro le cattive abitudini, Dr. Max può senza dubbio confermarvi che ogni giorno è quello più indicato per abbandonare il vizio del fumo, o almeno per iniziare a smettere il prima possibile.

    Dott. Enrico Magri
    Dott. Enrico Magri
    Smettere di fumare: meglio di colpo o in maniera graduale?

    Ma esistono metodi innovativi che permettono di abbandonare in modo definitivo la dipendenza di nicotina? I rimedi della nonna sono sempre i più efficaci? In questo articolo Dr. Max risponderà alle domande più comuni di chi ha deciso di intraprendere un percorso di vita più sano, e magari farà desistere potenziali fumatori dalla cattiva strada, evidenziando gli effetti più nocivi del vizio del fumo.

    I principali effetti del fumo sulla nostra salute

    Quando fumiamo una comune sigaretta dovremo tutti sapere che in ognuna di esse sono presenti all’incirca 4.000 sostanze, di cui 40 cancerogene. Ad ogni tiro, tutte queste, si diffondono all’interno del nostro organismo, intaccando vari distretti e organi. Primo tra tutti a subire le conseguenze è proprio l’apparato respiratorio dove si sviluppa, come evento minore, soltanto una frequente irritazione della mucosa.

    Questa infiammazione aumenta l'incidenza delle infezioni a carico delle vie respiratorie e di patologie specifiche come asma e carcinomi. Il tutto si estende, ovviamente, anche a carico dei polmoni, dove la probabilità di sviluppare un tumore è maggiore di 20 volte rispetto ad un non fumatore. I danni del fumo si diffondono anche a livello del cuore e della circolazione portando, nella migliore delle ipotesi ad un aumento della pressione, ma nella peggiore, al rischio di infarto ed ictus.

    Il fumo di sigaretta aumenta il rischio di aterosclerosi e di infarto miocardico essenzialmente perché danneggia le cellule che rivestono internamente i vasi arteriosi, favorendo in questo modo, la formazione di placche ostruttive e di trombi, tipici di queste patologie. Bisogna tenere a mente che, essendo il sistema circolatorio il collegamento tra tutti i distretti dell’organismo, eventuali alterazioni a carico di questo apparato portano dei danni che si riversano automaticamente anche in altre parti del corpo.

    Un esempio classico, purtroppo, sono le disfunzioni che si sviluppano a livello cerebrale (riduzione delle capacità cognitive, ictus), ma si possono avere frequentemente disturbi a livello sessuale (impotenza), gastrico (ulcere) e cutaneo (invecchiamento della pelle e gengiviti). Il tabagismo altera la percezione del gusto e dell’olfatto nel corso degli anni, e sin da subito aumenta il rischio di soffrire di alitosi, denti gialli, carie e tartaro. Queste condizioni che colpiscono la zona buccale può provocare infiammazione a livello delle gengive che possono sfociare nella peggiore, ma non improbabile, delle ipotesi in parodontite e perdita dei denti. Tra le 4.000 sostanze contenute nelle sigarette, ce ne sono alcune che rendono il cavo orale particolarmente predisposto alla proliferazione di batteri.

    Se vogliamo soffermarci anche soltanto sulla maggiore predisposizione nello sviluppare determinate malattie in base al sesso, possiamo senza dubbio affermare che il fumo di sigaretta, nelle donne, aumenta il rischio di osteoporosi, cancro dell’utero e può compromettere la gravidanza e la fertilità. Ti servono altre motivazioni per iniziare a pensare seriamente di smettere di fumare?

    Come nasce la dipendenza da fumo e come si può smettere di fumare

    I dati scientifici non mentono: la dipendenza da nicotina può instaurarsi anche con pochi pacchetti di sigaretta.

    Partiamo da un concetto base: una singola sigaretta contiene circa 10 mg di nicotina. Questa è la sostanza responsabile del famoso “vizio da sigaretta” o per meglio dire la molecola responsabile di questa dipendenza fisica. Ad ogni tiro, impiega circa 8 secondi per raggiungere il distretto cerebrale, legarsi a dei particolari recettori (nicotinici) e rilasciare dei specifici neurotrasmettitori, tra i quali la dopamina, coinvolti nel sistema di gratificazione. Con il tempo la quantità di recettori per la nicotina aumenta e questo genera quello che nel gergo viene definita assuefazione: il rilascio di dopamina avverrà principalmente in presenza del legame tra nicotina-recettore, e questo porterà ad un maggior consumo di sigarette. Minore dopamina, porta ai classici sintomi di astinenza, come stanchezza, nervosismo e mancanza di concentrazione.

    In effetti, chi è fumatore abituale, per rilassarsi o per riprendersi da uno stato di nervosismo è portato ad accendersi una sigaretta.

    I sintomi di astinenza si verificano in poco tempo (meno di 24 ore) e scompaiono gradualmente soltanto nelle 2-4 settimane seguenti. Quanto più velocemente una sostanza raggiunge il distretto cerebrale, tanto più in fretta porta dipendenza.

    Ora che conosciamo come e quanto velocemente possa svilupparsi la dipendenza da nicotina, la vera domanda è “come possiamo smettere di fumare?

    Smettere di fumare non è un’impresa facile, un po' come mettersi a dieta seriamente. La sigaretta durante la giornata crea non solo una dipendenza fisica ma anche un’abitudine psicologica. Infatti, a prescindere dal meccanismo con il quale la nicotina crea assuefazione, il vizio del fumo nasce per fattori esterni come stress, depressione, ansia o noia. Spesso l’allontanarsi da un vizio richiede una grande forza di volontà, soprattutto nei momenti in cui il proprio stato d’animo non è dei migliori. Inoltre, la sigaretta dopo il caffè o con gli amici in una pausa studio o lavoro crea un vero e proprio rituale, che con il tempo diventa sempre più difficile da sradicare. Quindi un buon piano di azione deve prevedere senza dubbio diverse strategie che vadano a disincentivare eventuali ricadute, anche a distanza di poco tempo. Bisogna innanzitutto riflettere su che tipo di fumatore si è (social smoker oppure fumatore solitario) e quali momenti della giornata richiedono una sigaretta e per quale motivo. Questo rappresenta una grande parte del lavoro nella lotta contro il vizio del fumo, poiché si individuano i cosiddetti trigger che scatenano maggiormente momenti di debolezza e la voglia di sigaretta.


    Un altro punto fondamentale è quello di “parlare” con amici e parenti che possono soltanto esserti di aiuto nel tuo percorso. Inoltre, parlare con uno specialista, può farti conoscere diverse strategie e metodi che ti possano sostenere nella lotta contro la nicotina. Azioni banali e quotidiane, che in realtà sono di grande aiuto, sono quelle di lavarsi i denti spesso e bere acqua durante la giornata, poiché riducono e minimizzano i sintomi di astinenza da nicotina. Allo stesso modo distrarsi nei momenti di solitudine, in qualunque modo, eviterà di compensare il tutto con una sigaretta. Tuttavia sappiamo bene che la mente spesso non è sempre forte e vigile nel contrastare l’irrefrenabile voglia di sigaretta, ed è per questo che ci sono molti strumenti in commercio che possono armarti nella guerra al tabagismo. Ad esempio, se sei una di quelle persone che ama fumare dopo i pasti o dopo il caffè, masticare delle specifiche gomme può aiutarti a frenare la voglia di fumare. Ricorda che non si è deboli a chiedere un sostegno in questa lotta, anche rivolgersi ad uno dei tanti esperti dell’Istituto Superiore di Sanità al numero verde 800 554 088, dove potrai ricevere una consulenza gratuita ed anonima

    Rimedi della nonna contro il fumo: funzionano?

    Gli insegnamenti dei nostri nonni sono sempre i più belli da ricevere, ma anche nella lotta contro il fumo vale lo stesso? Molti nonni “spacciano” una ricetta rivoluzionaria di una bevanda come in grado di arrestare la voglia di fumare: si tratta di acqua, zenzero e limone.  Cosa c’è di vero? Come già detto, bere spesso durante la giornata può aiutare davvero ad arrestare la voglia di fumare, ma questo non dipende assolutamente dal tipo di bevanda! Nonostante lo zenzero abbia numerose proprietà, non spicca quella di aiutare nella lotta contro il fumo.

    Stesso discorso vale per un’altra bevanda molto in voga nel passato a base di arancia, carota, cipolla, miele e ghiaccio. Va bene bere e idratarsi, ma la bevanda in questione non ha nessuna specifica caratteristica che si dimostri efficace per smettere di fumare.

    Il vero rimedio della nonna utile è quello di poterti sostenere a livello psicologico nel tuo percorso quotidiano contro questo vizio, e non dobbiamo scordarci che spesso i metodi antichi – i rimedi della nonna -  non sono sempre i migliori consigli da seguire, poiché non hanno valenze scientifiche.

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    Informazioni sull'autore
    Dott. Enrico Magri
    Dott. Enrico Magri
    Dopo aver conseguito la laurea magistrale in Farmacia nel 2017 presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, ho intrapreso nuovamente un percorso universitario, questa volta specialistico, in Scienze della Nutrizione Umana, laureandomi presso la medesima facoltà nel 2020. Dopo aver praticato diverse esperienze lavorative come farmacista, ho acquisito abilità nella dispensazione e conoscenza accurata di farmaci ed integratori. Sono entrato nel mondo della sperimentazione clinica come study coordinator impiegato nella breast unit, che si occupa appunto della ricerca sul tumore alla mammella. Tutte le esperienze pregresse ed attuali mi hanno facilitato molto anche nel mio successivo lavoro, come Web Content Editor dove ho potuto ampliare e consolidare le mie conoscenze nel settore farmaceutico. Da qui il mio lavoro per la piattaforma e-commerce di Dr. Max, dove scrivo sia le schede prodotto che gli articoli del blog.
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