Come nasce la dipendenza da fumo e come si può smettere di fumare
I dati scientifici non mentono: la dipendenza da nicotina può instaurarsi anche con pochi pacchetti di sigaretta.
Partiamo da un concetto base: una singola sigaretta contiene circa 10 mg di nicotina. Questa è la sostanza responsabile del famoso “vizio da sigaretta” o per meglio dire la molecola responsabile di questa dipendenza fisica. Ad ogni tiro, impiega circa 8 secondi per raggiungere il distretto cerebrale, legarsi a dei particolari recettori (nicotinici) e rilasciare dei specifici neurotrasmettitori, tra i quali la dopamina, coinvolti nel sistema di gratificazione. Con il tempo la quantità di recettori per la nicotina aumenta e questo genera quello che nel gergo viene definita assuefazione: il rilascio di dopamina avverrà principalmente in presenza del legame tra nicotina-recettore, e questo porterà ad un maggior consumo di sigarette. Minore dopamina, porta ai classici sintomi di astinenza, come stanchezza, nervosismo e mancanza di concentrazione.
In effetti, chi è fumatore abituale, per rilassarsi o per riprendersi da uno stato di nervosismo è portato ad accendersi una sigaretta.
I sintomi di astinenza si verificano in poco tempo (meno di 24 ore) e scompaiono gradualmente soltanto nelle 2-4 settimane seguenti. Quanto più velocemente una sostanza raggiunge il distretto cerebrale, tanto più in fretta porta dipendenza.
Ora che conosciamo come e quanto velocemente possa svilupparsi la dipendenza da nicotina, la vera domanda è “come possiamo smettere di fumare?”
Smettere di fumare non è un’impresa facile, un po' come mettersi a dieta seriamente. La sigaretta durante la giornata crea non solo una dipendenza fisica ma anche un’abitudine psicologica. Infatti, a prescindere dal meccanismo con il quale la nicotina crea assuefazione, il vizio del fumo nasce per fattori esterni come stress, depressione, ansia o noia. Spesso l’allontanarsi da un vizio richiede una grande forza di volontà, soprattutto nei momenti in cui il proprio stato d’animo non è dei migliori. Inoltre, la sigaretta dopo il caffè o con gli amici in una pausa studio o lavoro crea un vero e proprio rituale, che con il tempo diventa sempre più difficile da sradicare. Quindi un buon piano di azione deve prevedere senza dubbio diverse strategie che vadano a disincentivare eventuali ricadute, anche a distanza di poco tempo. Bisogna innanzitutto riflettere su che tipo di fumatore si è (social smoker oppure fumatore solitario) e quali momenti della giornata richiedono una sigaretta e per quale motivo. Questo rappresenta una grande parte del lavoro nella lotta contro il vizio del fumo, poiché si individuano i cosiddetti trigger che scatenano maggiormente momenti di debolezza e la voglia di sigaretta.
Un altro punto fondamentale è quello di “parlare” con amici e parenti che possono soltanto esserti di aiuto nel tuo percorso. Inoltre, parlare con uno specialista, può farti conoscere diverse strategie e metodi che ti possano sostenere nella lotta contro la nicotina. Azioni banali e quotidiane, che in realtà sono di grande aiuto, sono quelle di lavarsi i denti spesso e bere acqua durante la giornata, poiché riducono e minimizzano i sintomi di astinenza da nicotina. Allo stesso modo distrarsi nei momenti di solitudine, in qualunque modo, eviterà di compensare il tutto con una sigaretta. Tuttavia sappiamo bene che la mente spesso non è sempre forte e vigile nel contrastare l’irrefrenabile voglia di sigaretta, ed è per questo che ci sono molti strumenti in commercio che possono armarti nella guerra al tabagismo. Ad esempio, se sei una di quelle persone che ama fumare dopo i pasti o dopo il caffè, masticare delle specifiche gomme può aiutarti a frenare la voglia di fumare. Ricorda che non si è deboli a chiedere un sostegno in questa lotta, anche rivolgersi ad uno dei tanti esperti dell’Istituto Superiore di Sanità al numero verde 800 554 088, dove potrai ricevere una consulenza gratuita ed anonima