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Vaccino antinfluenzale 2026: linee guida e interazioni con i farmaci

14. 10. 2026 · Tempo di lettura: 14 minuti

Vaccino antinfluenzale 2026-2027: scopri chi deve farlo, quando inizia la campagna, dove vaccinarsi, costi e precauzioni con i farmaci

Dott.ssa Laura Santarcangelo
Dott.ssa Laura Santarcangelo
Vaccino antinfluenzale 2026: linee guida e interazioni con i farmaci

Con l’arrivo dell’autunno torna la campagna vaccinale antinfluenzale 2026-2027, pensata per ridurre il rischio di influenza e delle possibili complicanze, soprattutto nelle persone più fragili. In questa guida puoi trovare tutte le informazioni utili per orientarti: quando iniziano le vaccinazioni, chi può ricevere il vaccino gratuitamente, dove farlo e quali farmaci o terapie è importante segnalare al medico prima della somministrazione.

Le prime dosi sono previste a partire da ottobre 2026, con una distribuzione progressiva ai medici di medicina generale e ai pediatri, in base al calendario stabilito dalle singole Regioni.

La vaccinazione antinfluenzale è gratuita per le seguenti categorie:

  • over 60
  • bambini dai 6 mesi ai 6 anni
  • donne in gravidanza e nel periodo postpartum
  • persone con patologie croniche o condizioni di fragilità
  • alcune categorie professionali

In base alle disposizioni regionali, può essere estesa anche ai conviventi e caregiver delle persone fragili e ad altre fasce della popolazione.

Per vaccinarti potrai rivolgerti al medico di famiglia, al pediatra, alle farmacie aderenti e ai centri vaccinali delle ASL. Per chi non è autosufficiente può essere prevista anche la vaccinazione a domicilio.

Prima di vaccinarti comunica al professionista sanitario eventuali terapie in corso e in particolare l’assunzione di: anticoagulanti, corticosteroidi ad alte dosi, farmaci immunosoppressori o antitumorali. Ricorda anche di segnalare la presenza di allergie gravi, immunodepressione, febbre o malattie acute, disturbi della coagulazione o se hai effettuato di recente vaccinazioni con vaccini vivi attenuati.

Quando inizierà la campagna antinfluenzale 2026-2027?

L’avvio della campagna antinfluenzale 2026-2027 è raccomandato dal Ministero della Salute all’inizio di ottobre, compatibilmente con la disponibilità delle dosi e con la programmazione regionale. Il periodo ideale per la vaccinazione è generalmente compreso tra metà ottobre e fine novembre. Tieni presente, infatti, che occorrono circa due settimane affinché il sistema immunitario sviluppi una risposta protettiva.

Se non dovessi riuscire a vaccinarti entro novembre, non preoccuparti: sei ancora in tempo! La vaccinazione può essere utile anche a dicembre o nei mesi successivi: l’influenza stagionale raggiunge generalmente il picco durante l’inverno e può continuare a circolare fino a marzo. Qualora avessi avuto uno o più episodi simil-influenzali, confrontati con il medico per valutare se vaccinarti: febbre, tosse e raffreddore possono essere causati anche da altri virus respiratori, come rinovirus e virus respiratorio sinciziale, e non indicano necessariamente che tu abbia già contratto l’influenza stagionale.

Ricorda: è importante ripetere la vaccinazione ogni anno! Nel tempo, i virus influenzali possono cambiare e la protezione immunitaria tende a diminuire.

Vaccino antinfluenzale 2026: per chi è indicato?

Il vaccino antinfluenzale è indicato a partire dai 6 mesi di età, salvo specifiche controindicazioni. Alcune categorie hanno la priorità e possono accedere alla vaccinazione gratuita secondo le raccomandazioni nazionali e le disposizioni regionali:

  • persone più vulnerabili alle complicanze dell’influenza, come bambini dai 6 mesi ai 6 anni, adulti dai 60 anni in su, donne in gravidanza e persone con patologie croniche o immunodepressione
  • persone che, per lavoro o per contatto diretto con soggetti fragili, possono contribuire a limitare la diffusione del virus, come operatori sanitari, addetti ai servizi essenziali e conviventi o caregiver di persone vulnerabili.

In particolare, nella stagione 2026-2027, alle persone dai 60 anni in su è raccomandato l’impiego di vaccini antinfluenzali potenziati. Tra questi rientrano il vaccino inattivato trivalente adiuvato e quello inattivato trivalente ad alto dosaggio, progettati per stimolare una risposta immunitaria e una produzione di anticorpi più elevate. Questa scelta tiene conto dell’immunosenescenza, cioè del graduale indebolimento della risposta immunitaria legato all’invecchiamento, che può ridurre l’efficacia dei vaccini convenzionali. La formulazione più adatta viene individuata in base all’età, alle condizioni di salute e alle raccomandazioni sanitarie.

Per saperne di più su come affrontare i disturbi influenzali, consulta anche la nostra guida dedicata ai rimedi per l’influenza, con informazioni sui sintomi, sulle possibili cause e su come affrontare i disturbi influenzali.

Chi ha diritto al vaccino antinfluenzale gratuito?

Nello specifico, tra le categorie che possono accedere alla vaccinazione antinfluenzale gratuita rientrano:

  • persone dai 60 anni in su
  • bambini dai 6 mesi ai 6 anni compresi
  • donne in gravidanza, in qualsiasi trimestre all’inizio della stagione influenzale, e nel periodo postpartum
  • persone con patologie croniche respiratorie (inclusa l’asma grave, la displasia broncopolmonare, la fibrosi cistica e la broncopatia cronico ostruttiva-BPCO), cardiovascolari (comprese le cardiopatie congenite e acquisite), diabete mellito e altre malattie metaboliche (inclusi gli obesi con indice di massa corporea BMI >30), renali, oncologiche, ematologiche, immunitarie o neuromuscolari
  • persone in trattamento o candidate a terapie immunosoppressive o immunomodulanti
  • ospiti delle strutture per lungodegenti
  • familiari conviventi e caregiver a stretto contatto con persone ad alto rischio
  • medici e personale sanitario e sociosanitario
  • forze di polizia, vigili del fuoco e personale scolastico
  • lavoratori a contatto con animali, appartenenti alle categorie individuate dalle indicazioni ministeriali
  • donatori di sangue

L’elenco non è tassativo, ma può essere integrato in base alle indicazioni regionali e alla valutazione clinica dei medici; regioni e province autonome possono stabilire modalità organizzative specifiche ed estendere la gratuità ad altre categorie, anche all’intera popolazione dopo aver garantito l’offerta prioritaria.

Quante dosi servono per bambini, adulti e anziani?

Il numero di dosi di vaccino antinfluenzale da somministrare dipende dall’età e dalle vaccinazioni effettuate in passato. Per adulti e anziani è generalmente sufficiente una dose stagionale, così come per i bambini dai 9 anni in su. Invece, per i bambini sotto i 9 anni, il numero di dosi varia in base alla storia vaccinale:

  • prima vaccinazione antinfluenzale - sono generalmente raccomandate due dosi, da somministrare a distanza di almeno quattro settimane.
  • vaccinazione già effettuata in una stagione precedente - è generalmente sufficiente una sola dose per la stagione in corso.

Per stabilire il numero di dosi più adatto, è quindi importante verificare l’anamnesi vaccinale del bambino e seguire le indicazioni del pediatra.

Dove fare il vaccino antinfluenzale 2026 e come prenotarlo

Per la campagna antinfluenzale 2026-2027, puoi rivolgerti a diversi servizi sanitari, in base alla tua Regione di residenza e alle modalità organizzative locali. In particolare, puoi effettuare la vaccinazione presso:

  • il medico di medicina generale o il pediatra di libera scelta
  • gli ambulatori e i centri vaccinali delle ASL
  • le farmacie convenzionate che aderiscono alla campagna
  • le strutture ospedaliere e socio-sanitarie che offrono il servizio
  • i servizi di vaccinazione a domicilio, se previsti per le persone che ne hanno bisogno
  • il medico competente aziendale, quando la vaccinazione è disponibile sul luogo di lavoro

Per prenotare, puoi consultare la piattaforma online della tua regione, contattare direttamente il medico o il pediatra oppure rivolgerti a una farmacia aderente. In alternativa puoi verificare le modalità di accesso tramite il CUP (Centro Unico di Prenotazione), la ASL di riferimento o i numeri verdi dedicati. In alcune zone sono inoltre previsti accessi liberi senza prenotazione e giornate vaccinali dedicate, come gli Open Day e i Vax Day.

Prima di recarti presso la struttura scelta, verifica sempre le modalità di accesso e l’eventuale necessità di prenotare e i documenti da portare con te, come la tessera sanitaria. Non tutti i medici, le farmacie e i centri vaccinali aderiscono alla campagna: consulta il sito della tua regione o della ASL per informazioni aggiornate.

Quanto costa il vaccino antinfluenzale 2026?

Il costo del vaccino antinfluenzale varia in base alla formulazione, alla regione di residenza e al servizio scelto per la somministrazione. Se rientri tra le categorie aventi diritto, puoi vaccinarti gratuitamente attraverso i servizi previsti dal Servizio sanitario regionale, come il medico di famiglia, il pediatra, i centri vaccinali e le farmacie convenzionate aderenti alla campagna. In alcune Regioni, la gratuità può essere estesa anche ad altre fasce della popolazione.

Se non hai diritto alla vaccinazione gratuita, puoi acquistare il vaccino in farmacia con prescrizione medica. In questo caso, è importante considerare:

  • il costo del vaccino - indicativamente tra 19 e 40 euro, a seconda del prodotto e della formulazione
  • il costo della somministrazione - può essere aggiuntivo rispetto al prezzo del vaccino e varia in base al servizio offerto. Nelle farmacie aderenti si applicano le tariffe previste dagli accordi vigenti, mentre nelle strutture private, il costo complessivo può essere diverso.

Inoltre, il prezzo finale può dipendere da eventuali convenzioni regionali, accordi con le farmacie o iniziative aziendali che prevedono tariffe agevolate per i lavoratori. Quindi, prima di prenotare, verifica i costi e le condizioni presso il servizio scelto.

Ricorda: la spesa per il vaccino e la sua somministrazione può essere detraibile come spesa sanitaria, se sono soddisfatti i requisiti fiscali previsti.

Vaccino antinfluenzale e farmaci: esistono interazioni a rischio?

Nella maggior parte dei casi, assumere farmaci non impedisce di fare il vaccino antinfluenzale e non comporta una vera e propria interazione farmacologica. È però importante valutare la terapia concomitante, le condizioni di salute e il tipo di vaccino scelto, per individuare eventuali precauzioni e stabilire il momento più adatto per la somministrazione. Durante il triage pre-vaccinale, informa il medico o il personale sanitario di tutti i medicinali che assumi, compresi quelli acquistati senza prescrizione. Ecco quali aspetti considerare in base alle principali categorie di farmaci.

  • Antibiotici - generalmente non compromettono l’efficacia dei vaccini antinfluenzali, sia inattivati sia vivi attenuati. La loro assunzione, quindi, non è di per sé un motivo per rinviare la vaccinazione. Occorre invece valutare l’infezione per cui sono stati prescritti: in presenza di una malattia acuta moderata o grave, potrebbe essere opportuno attendere il miglioramento delle condizioni cliniche. È inoltre importante segnalare eventuali allergie agli antibiotici o ad altri componenti del vaccino, perché alcune formulazioni possono contenere residui in tracce. Per saperne di più sull’uso responsabile degli antibiotici, leggi l’articolo di Dr. Max sui pericoli dell’antibiotico-resistenza e su come evitarla.
  • Corticosteroidi e immunosoppressori - trattamenti con corticosteroidi sistemici ad alte dosi, chemioterapia, immunoterapia e altri farmaci immunosoppressori possono ridurre la risposta immunitaria alla vaccinazione. Il vaccino inattivato può generalmente essere somministrato anche alle persone immunodepresse, sebbene la protezione ottenuta possa essere inferiore. Il vaccino vivo attenuato intranasale, noto come LAIV, è invece controindicato in alcune condizioni di immunodepressione. Non tutti i trattamenti con cortisonici comportano le stesse limitazioni: contano la dose, la durata e la via di somministrazione. Per questo, è importante concordare con il medico la formulazione e i tempi della vaccinazione, senza modificare autonomamente la terapia.
  • Anticoagulanti e antiaggreganti - questi farmaci non rendono inefficace il vaccino, ma richiedono alcune precauzioni quando la somministrazione avviene per via intramuscolare, a causa del possibile rischio di ematomi o sanguinamento. Se assumi medicinali come warfarin, anticoagulanti orali diretti, eparina o antiaggreganti, informa il professionista sanitario prima dell’iniezione. In base alla situazione, potrà adottare le misure necessarie per ridurre il rischio di sanguinamento. Non sospendere né modificare autonomamente la terapia. Un’ulteriore precauzione riguarda i bambini e gli adolescenti di età inferiore ai 18 anni che assumono acido acetilsalicilico a lungo termine: il vaccino vivo attenuato intranasale è controindicato ma può essere valutato un vaccino inattivato.
  • Farmaci antivirali contro l’influenza - medicinali come oseltamivir, zanamivir, peramivir e baloxavir possono interferire con la replicazione dei virus contenuti nel vaccino vivo attenuato intranasale, riducendo potenzialmente l’efficacia. Questa interferenza non si verifica nello stesso modo con il vaccino inattivato. Se stai assumendo o hai assunto di recente farmaci antivirali informa il medico: in base al medicinale e al momento della somministrazione possono essere necessari intervalli specifici o la scelta di un’altra formulazione vaccinale.

In sintesi, assumere farmaci non significa necessariamente dover rinunciare alla vaccinazione. Durante il triage pre vaccinale, comunica al professionista sanitario tutte le terapie concomitanti e le eventuali condizioni cliniche rilevanti per individuare la formulazione più adatta e stabilire il momento più adatto per vaccinarti.

Si può fare il vaccino antinfluenzale insieme ad altri vaccini?

Sì, il vaccino antinfluenzale può essere somministrato nella stessa seduta di altri vaccini, senza compromettere la risposta immunitaria. La co-somministrazione deve rispettare le indicazioni previste per ciascun prodotto e prevede l’utilizzo di siringhe e sedi di iniezione differenti.

In base all’età, all’anamnesi e alle condizioni cliniche, insieme al vaccino antinfluenzale possono essere somministrati:

  • vaccino anti-COVID-19
  • vaccino antipneumococcico
  • vaccino contro l’Herpes Zoster
  • vaccino dTpa (difterite, tetano e pertosse)

La somministrazione del vaccino antinfluenzale vivo attenuato tramite spray nasale (LAIV) con altri vaccini vivi attenuati richiede particolare attenzione: se non sono effettuati nella stessa seduta, può essere necessario rispettare un intervallo di almeno quattro settimane, secondo le indicazioni specifiche applicabili. Infatti, ricevere più vaccini nella stessa occasione può semplificare il calendario vaccinale e ridurre il numero di accessi ai servizi sanitari.

Quando è meglio rimandare il vaccino antinfluenzale?

Può essere opportuno posticipare la vaccinazione antinfluenzale fino al miglioramento delle condizioni di salute in presenza di una malattia acuta di media o grave entità, con o senza febbre. Si tratta di una precauzione temporanea, da valutare caso per caso durante il triage pre-vaccinale, sulla base dei sintomi e del quadro clinico complessivo. Un semplice raffreddore o un lieve malessere, in assenza di sintomi importanti, generalmente non richiedono di posticipare la vaccinazione.

Invece, in presenza di febbre o disturbi particolarmente intensi, è consigliabile contattare il medico o il centro vaccinale per capire se sia preferibile attendere qualche giorno.

Vaccino antinfluenzale in gravidanza e allattamento

La vaccinazione antinfluenzale è raccomandata e offerta gratuitamente alle donne in gravidanza in qualsiasi trimestre e nel periodo postpartum. Durante la gestazione, infatti, aumenta il rischio di sviluppare complicanze anche gravi legate all’influenza. Vaccinarsi aiuta a proteggere la futura mamma e, grazie al trasferimento di anticorpi attraverso la placenta, contribuisce a offrire al bambino una protezione nei primi mesi di vita. In gravidanza è raccomandato il vaccino antinfluenzale inattivato, che può essere somministrato in tutti e tre i trimestri, a differenza del vaccino vivo attenuato intranasale che non è raccomandato durante la gestazione.

Anche durante l’allattamento al seno è possibile vaccinarsi. Se contrai l’influenza durante questo periodo, segui le indicazioni del medico e adotta le precauzioni consigliate per ridurre il rischio di trasmettere il virus al neonato, come curare attentamente l’igiene delle mani e indossare una mascherina durante le poppate, se indicato.

Effetti indesiderati del vaccino antinfluenzale 2026

I vaccini antinfluenzali autorizzati presentano generalmente un buon profilo di sicurezza. Dopo la somministrazione possono comparire alcuni effetti indesiderati, nella maggior parte dei casi lievi e temporanei. Tra i più comuni ci sono:

  • dolore, arrossamento (eritema) o gonfiore nel punto di iniezione
  • malessere generale e stanchezza
  • febbre lieve
  • dolori muscolari (mialgie) o articolari
  • mal di testa

Queste reazioni si manifestano generalmente nelle ore successive alla vaccinazione, spesso entro 6-12 ore, e tendono a risolversi spontaneamente nell’arco di uno o due giorni.

È importante sapere che il vaccino antinfluenzale inattivato non può provocare l’influenza, perché contiene virus inattivati o loro componenti, incapaci di causare l’infezione. Se dopo la vaccinazione compaiono tosse, raffreddore o altri sintomi respiratori, potrebbero essere dovuti ad altri virus contro cui il vaccino non protegge oppure a un’infezione contratta prima che si sviluppasse una risposta immunitaria adeguata.

Più raramente possono verificarsi reazioni avverse e allergiche, come orticaria o gonfiore improvviso. Se dopo la vaccinazione avverti difficoltà respiratorie o noti un gonfiore improvviso della lingua o della gola, richiedi immediatamente assistenza medica, perché potrebbero essere segnali di una reazione allergica grave. Anche in presenza di sintomi intensi, persistenti o insoliti è opportuno rivolgersi a un professionista sanitario.

Le sospette reazioni avverse possono essere segnalate attraverso il sistema italiano di farmacovigilanza dell’AIFA, contribuendo al monitoraggio della sicurezza dei vaccini anche dopo la loro autorizzazione.

Fonti

FAQ

Il vaccino antinfluenzale può causare l’influenza?

No, il vaccino antinfluenzale inattivato non può provocare l’influenza, perché contiene virus inattivati o loro componenti, incapaci di causare l’infezione. Dopo la vaccinazione possono comparire effetti indesiderati lievi e temporanei, come febbre leggera, stanchezza e dolori muscolari, che non sono sintomi di influenza.

Posso vaccinarmi se ho già avuto l’influenza?

Sì, puoi valutare la vaccinazione anche se hai già avuto sintomi simil-influenzali. Febbre, tosse e raffreddore, infatti, possono essere causati da altri virus respiratori e non indicano necessariamente che tu abbia già contratto l’influenza stagionale. Consulta il tuo medico per valutare se vaccinarti.

Quanto tempo impiega il vaccino a fare effetto?

Il vaccino antinfluenzale impiega circa due settimane per stimolare una risposta immunitaria adeguata. Per questo è consigliabile vaccinarsi prima del periodo di maggiore circolazione dei virus influenzali. Tuttavia, la vaccinazione può essere utile anche nei mesi successivi, se l’influenza continua a circolare.

Il vaccino antinfluenzale protegge anche dal raffreddore?

No, il vaccino antinfluenzale protegge dai virus influenzali inclusi nella formulazione, ma non dai virus responsabili del raffreddore, come i rinovirus, né da altri agenti respiratori. Puoi quindi contrarre un raffreddore anche dopo esserti vaccinato contro l’influenza.

Informazioni sull'autore
Dott.ssa Laura Santarcangelo
Dott.ssa Laura Santarcangelo
Medical Writer, laureata in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche. Dopo otto anni di esperienza come farmacista, dal 2022 svolgo attività di Medical Writing offrendo consulenza medico-scientifica ad aziende farmaceutiche, agenzie di comunicazione e realtà del settore healthcare. Mi occupo della progettazione, redazione e revisione di contenuti scientifici e medico-divulgativi, realizzando materiali promozionali ed educazionali per medici, farmacisti e pazienti, e redigo report per Advisory Board. In questi anni sono riuscita a coniugare la mia esperienza nel mondo del farmaco e degli integratori con la passione per la divulgazione e il marketing scientifico
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Dott.ssa Laura Santarcangelo
Medical Writer, laureata in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche. Dopo otto anni di esperienza come farmacista, dal 2022 svolgo attività di Medical Writing offrendo consulenza medico-scientifica ad aziende farmaceutiche, agenzie di...
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