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Colesterolo: differenza LDL/HDL, target per rischio e come leggere il rischio cardiovascolare

17. 4. 2026 · Tempo di lettura: 10 minuti

Colesterolo “buono” e “cattivo”: differenza tra HDL e LDL, come funziona il calcolo del rischio cardiovascolare e cosa fare per ridurlo.

Staff Dr. Max
Staff Dr. Max
Colesterolo: differenza LDL/HDL, target per rischio e come leggere il rischio cardiovascolare

Comprendere il ruolo del colesterolo e la differenza tra LDL e HDL è importante per la tua salute. Questo lipide sostiene l'organismo nella costruzione delle membrane cellulari e nella produzione di ormoni. Ma quando c'è sovrabbondanza di colesterolo nel sangue, il grasso in eccesso tende a depositarsi sulle pareti dei vasi sanguigni con il rischio di sviluppare malattie cardiache. Te ne parliamo in questa guida, in cui approfondiamo con chiarezza:

  • la differenza tra colesterolo buono e cattivo
  • i valori desiderabili e i fattori che li influenzano
  • cos'è e come si calcola il rischio cardiovascolare
  • come migliorare alimentazione e stile di vita.

Colesterolo LDL e HDL: che cosa sono e qual è la differenza

Colesterolo LDL e HDL sono lipoproteine che trasportano il colesterolo nel sangue.

  • Il colesterolo LDL (cattivo) distribuisce il grasso nei tessuti, ma tende a depositarlo sulle arterie se i livelli sono elevati, con il rischio di formare placche aterosclerotiche.
  • Il colesterolo HDL (buono) si occupa del trasporto inverso del colesterolo, ovvero aiuta l'organismo a rimuovere l'eccesso di grasso portandolo verso il fegato, dove viene smaltito.

Il trasporto inverso del colesterolo è una reazione naturale del corpo che permette di pulire le arterie. Per sostenere il processo e prevenire patologie come l'aterosclerosi, tra le principali cause delle malattie vascolari, è importante mantenere i due valori in equilibrio. Su consiglio del medico e del cardiologo, si può aumentare l'attività fisica e seguire una dieta per il colesterolo alto.

HDL e LDL: valori ottimali e cosa influenza i livelli

Secondo l'Istituto Superiore di Sanità (ISS), i valori desiderabili di colesterolo sono:

  • fino a 200 mg/dl: colesterolo totale
  • fino a 100 mg/dl: colesterolo cattivo
  • non inferiore a 50 mg/dl: colesterolo buono.

L'alimentazione, la genetica e lo stile di vita riescono a condizionare i livelli di colesterolo HDL e LDL. Mangiare regolarmente i cibi fritti, per esempio, aumenta le quantità di grassi nel sangue, mentre il fumo danneggia le arterie. Anche l'assunzione di alcuni farmaci, come i cortisonici e la pillola anticoncezionale, può alzare i valori del colesterolo cattivo. Per favorire il profilo lipidico complessivo l'ideale è praticare attività fisica regolare, evitare il fumo e mantenere il peso forma. La dieta mediterranea è una valida alleata per controllare il colesterolo. Gli alimenti ricchi di fibre, Omega 3 e grassi sani migliorano il metabolismo lipidico.

Altri indicatori utili: non-HDL, ApoB e Lp(a) e quando considerarli

Colesterolo LDL e HDL non sempre bastano a prevedere il rischio cardiovascolare, pur rimanendo i pilastri della diagnosi. A volte è necessario determinare il rischio residuo misurando:

  • colesterolo non-HDL: per individuare tutte le lipoproteine cattive e prevedere i rischi delle malattie del cuore, soprattutto in pazienti con trigliceridi alti, diabete e obesità.
  • apolipoproteina B: per valutare il rischio cardiovascolare aterosclerotico in presenza di ipertrigliceridemia o familiarità con le malattie cardiovascolari.
  • lipoproteina(a): per prevenire casi di infarti o ictus in persone giovani e apparentemente sane, quando dieta e attività fisica non migliorano il valore.

Gli indicatori non-HDL, ApoB e Lp(a) sono risk modifiers, utili nella valutazione del rischio cardiovascolare globale della persona e per la personalizzazione della terapia. Lo specialista ne richiede l'analisi in caso di familiarità con le malattie cardiovascolari precoci o ad alto rischio (con trigliceridi elevati, diabete di tipo 2).

Che cos'è il "rischio cardiovascolare" e come si calcola

Il rischio cardiovascolare misura la possibilità di subire un evento critico al cuore o ai vasi sanguigni in un determinato lasso di tempo.

  • In Italia si quantifica con la carta del rischio cardiovascolare - Progetto CUORE dell'ISS. Il calcolatore incrocia i dati relativi ad età, pressione arteriosa sistolica, colesterolo totale e HDL, fumo, diabete e farmaci ipertensivi. Il risultato identifica il rischio cardiovascolare assoluto in 10 anni su persone dai 40 ai 69 anni. Il valore stimato, inoltre, aiuta il medico a individuare la terapia farmacologica o di integratori per il cuore più indicata.
  • SCORE2 e SCORE2-OP sono i modelli sviluppati dalla Società Europea di Cardiologia (ESC). SCORE2 riesce a predire il rischio di eventi cardiovascolari negli adulti sotto i 65 anni, SCORE2-OP si focalizza sull'età avanzata. Età, sesso, abitudine al fumo, pressione arteriosa sistolica e colesterolo non-HDL sono i valori analizzati.

Alcuni di questi calcolatori si trovano online, ma si consiglia sempre di consultare un medico per avere una stima precisa, prima di modificare lo stile di vita o iniziare ad assumere integratori.

La carta del rischio cardiovascolare italiana: come si legge

Per interpretare correttamente la carta del rischio vascolare il medico identifica sulla tabella: sesso, presenza/assenza di diabete, fumo ed età. Si incrociano, poi, i dati della pressione arteriosa sistolica con la colesterolemia totale. Ne risulta un colore che equivale a una classe cardiovascolare di rischio:

  • basso: verde
  • moderato: giallo
  • medio: arancione
  • alto: rosso
  • molto alto: viola.

Esempio pratico: come cambia il rischio se abbasso l'LDL e smetto di fumare

La prevenzione primaria riesce a limitare i fattori di rischio e prevenire le patologie cardiovascolari legate a uno stile di vita errato. Per esempio, seguire la dieta mediterranea permette di assumere circa 30 g di fibre al giorno. Secondo uno studio basterebbero 8 g di fibre (contenute in 400-500 g di verdura mista) per ridurre il rischio fino al 15% di malattie coronariche, diabete di tipo 2 e mortalità. Se si smette di fumare il rischio cardiovascolare si dimezza già dopo un anno.

Target di LDL: i valori obiettivo per ogni categoria di rischio

Le linee guida ESC/EAS 2019, aggiornate nel 2025, riconoscono cinque target di colesterolo LDL:

  • basso rischio: < 116 mg/dL
  • rischio moderato: < 100 mg/dL
  • alto rischio: < 70 mg/dL
  • rischio molto alto: < 55 mg/dL
  • rischio estremo: < 40 mg/dL.

Chi non rientra nelle categorie a basso rischio dovrebbe puntare a una riduzione percentuale del c-LDL ≥ 50% per abbassare i valori basali. Evitare i cibi grassi, mangiare più fibre, smettere di fumare e fare attività fisica sono alcune strategie di prevenzione secondaria in grado di ridurre il colesterolo alto. Quando il rischio di incorrere in patologie del cuore è elevato, e lo stile di vita non basta a ridurre i valori, il medico valuta l'uso di farmaci, come le statine.

Rischio alto vs molto alto: cosa cambia concretamente

Quando una persona è a rischio alto l'obiettivo del medico è evitare che la patologia inizi. Al contrario, se il rischio è molto alto, la persona presenta già:

  • malattia aterosclerotica documentata
  • diabete con danno d'organo
  • insufficienza renale cronica avanzata (IRC)
  • ipercolesterolemia familiare con fattori di rischio
  • eventi cardiovascolari pregressi (come infarto).

Se sussistono queste condizioni, lo specialista interviene con una terapia farmacologica d'urto (statine, ezetimibe ed eventuali inibitori PCSK9) per scongiurare un episodio fatale. Grazie alla frequenza costante dei controlli è possibile modificare in tempi rapidi la terapia in mancanza di progressi.

Fattori di rischio cardiovascolare: quali sono e come incidono

Nel calcolo del rischio cardiovascolare ci sono due categorie di fattori da considerare:

  • Non modificabili: come età, familiarità, sesso ed etnia. In una persona sana le arterie tendono a irrigidirsi naturalmente con l'invecchiamento. Inoltre, il rischio di incorrere in patologie cardiovascolari è statisticamente maggiore negli uomini che nelle donne. Anche una predisposizione genetica a trattenere più colesterolo può indebolire le pareti dei vasi sanguigni. Sono fattori che aumentano il rischio e non si possono correggere perché intrinsechi.
  • Modificabili: come fumo, alimentazione, sedentarietà, sovrappeso, obesità viscerale, ipertensione, diabete, ipercolesterolemia, dislipidemia (con trigliceridi alti, LDL alto e HDL basso). La pressione alta tende a creare delle micro lesioni nelle pareti delle arterie, in cui l'LDL può accumularsi nel tempo e formare le placche aterosclerotiche. Il fumo e una dieta troppo grassa restringono i vasi sanguigni mentre l'obesità viscerale contribuisce all'instabilità delle placche, facilitandone la rottura (causa principale di infarti e ictus). Si possono correggere con terapie mediche e modifiche allo stile di vita.

Trigliceridi e rischio: quando preoccuparsi

I trigliceridi sono influenzati da ciò che mangiamo e dal consumo energetico corporeo. Quando superano la soglia di 150-200 mg/dL, in presenza di fegato grasso, affaticamento dopo i pasti o nebbia mentale, si entra in una zona a rischio che richiede una normalizzazione dell'assetto lipidico. Il consiglio è quello di:

  • assumere omega 3: un dosaggio tra 2 e 4 grammi al giorno, concordato con il medico.
  • modificare lo stile di vita: ridurre il consumo di zuccheri, alcol, carboidrati raffinati e aumentare l'attività fisica.

L'ipertrigliceridemia può influire sul rischio residuo, aumentando la possibilità che si verifichi un evento cardiovascolare, anche quando il colesterolo LDL è sotto controllo.

Come raggiungere i target: stile di vita e terapie

Per raggiungere il target LDL concordato con il medico agisci su:

  • alimentazione: prova la dieta mediterranea, ricca di fibre, grassi buoni e omega 3 utili per abbassare il colesterolo cattivo.
  • sport: pratica attività fisica regolare, come discipline aerobiche moderate (camminata veloce e nuoto) in grado di abbassare l'LDL del 20% in un anno.
  • fumo: elimina l'abitudine per migliorare il profilo lipidico.
  • peso: favorisci la perdita di peso controllata con il dietista per ridurre i livelli di LDL.
  • farmaci: segui la terapia personalizzata del medico con farmaci e integratori specifici per il benessere cardiovascolare.

L'efficacia di queste misure dipende dall'aderenza terapeutica. Per raggiungere i risultati stimati dal medico è fondamentale seguire tutte le indicazioni dello specialista, dalla cessazione del fumo alla gestione del peso, senza sospendere in autonomia i trattamenti.

Vuoi saperne di più su alimentazione e colesterolo? Puoi approfondire la tematica nello speciale Dieta e colesterolo alto: cosa mangiare.

Donne e rischio cardiovascolare: segnali da non sottovalutare

Il rischio cardiaco richiede un'attenzione specifica nelle donne. Con l'arrivo della menopausa si verifica un calo degli estrogeni che altera il metabolismo lipidico. In questa fase aumenta il colesterolo LDL, mentre l'HDL si riduce. Da riconoscere anche le differenze di presentazione clinica tra uomini e donne. In caso di problematiche al cuore, i primi avvertono spesso un dolore al petto. Nelle donne, invece, i sintomi dell'infarto si manifestano anche con segnali atipici come:

  • stanchezza fisica persistente ed estrema
  • nausea
  • dolore alla schiena
  • fiato corto
  • fastidio, pressione o bruciore al petto
  • palpitazioni
  • vertigini
  • dolore addominale

Una prevenzione mirata può scongiurare eventi cardiovascolari. È consigliabile monitorare costantemente la pressione e il profilo lipidico dopo i 50 anni, oltre a modificare lo stile di vita e l'alimentazione in accordo con il medico.

Bibliografia

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