Sintomi infarto donne: segnali da riconoscere e cosa fare
L’infarto non ha lo stesso volto per tutti. Soprattutto nelle donne, i sintomi possono essere più sfumati e per questo spesso sottovalutati. Questo ritardo nel riconoscimento è uno dei motivi per cui l’infarto femminile rappresenta una delle principali cause di mortalità tra le donne in Italia e nel mondo.

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Quando si parla di attacco cardiaco, la prima immagine che viene in mente è quella di un dolore improvviso e intenso al petto. Eppure, nelle donne, il cuore può lanciare segnali diversi, dando nausea, sudorazione fredda, affaticamento insolito, dolore alla mandibola. Segnali che, se ignorati, possono costare tempo prezioso.
Un’informazione corretta può fare la differenza. Conoscere i segnali, saperli interpretare e agire tempestivamente è il primo passo per proteggere il cuore femminile.
Infarto nelle donne: perché è diverso
Per anni, la medicina ha studiato e trattato le malattie cardiovascolari partendo dal modello maschile. In realtà, la ricerca scientifica, ha dimostrato che cuore maschile e cuore femminile non si ammalano allo stesso modo. L’infarto nelle donne può avere caratteristiche cliniche, evolutive e sintomatologiche molto diverse.
Vediamo meglio perché.
Differenze fisiologiche tra uomini e donne
Per prima cosa le donne hanno arterie coronariche più piccole, il che può rendere più difficile la diagnosi. Inoltre, il tessuto cardiaco femminile è più sensibile agli effetti degli ormoni, in particolare agli estrogeni, che proteggono il cuore fino alla menopausa. Con il calo estrogenico, il rischio cardiovascolare aumenta rapidamente nelle donne, fino a raggiungere e superare quello maschile. I meccanismi patogenetici dell’infarto femminile coinvolgono più spesso la disfunzione microvascolare (cioè delle piccole arterie) rispetto all’occlusione di grosse coronarie tipica negli uomini.
Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità:
- Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte per le donne in Italia.
- Le donne hanno una maggiore probabilità di morire entro l’anno successivo a un infarto rispetto agli uomini.
- Spesso le diagnosi arrivano in ritardo, perché i sintomi non sono quelli “classici”.
Perché l’infarto femminile è più difficile da diagnosticare
L’infarto nelle donne è spesso più difficile da riconoscere e diagnosticare rispetto a quello negli uomini. Esistono fattori clinici, biologici e culturali che concorrono a rendere meno immediata l’identificazione dell’attacco cardiaco nel sesso femminile, tra questi:
- Sintomi atipici: nelle donne, l’infarto si manifesta spesso senza il classico dolore toracico. Malessere diffuso, nausea, stanchezza o dolore alla schiena vengono facilmente attribuiti ad altre cause.
- Bassa percezione del rischio: molte donne non si considerano “a rischio infarto”, e anche il personale sanitario può sottovalutare i sintomi, specialmente in donne giovani.
- Fattori ormonali e psicosomatici: il quadro ormonale femminile può influenzare la risposta del cuore allo stress e mascherare l’evento acuto. In più, sintomi come ansia, tachicardia o nausea sono spesso associati a disturbi emotivi.
Il risultato? Le donne ricevono più spesso una diagnosi in ritardo, con conseguente aumento del rischio di complicanze, ospedalizzazione prolungata o mortalità.
I Sintomi dell’infarto nelle donne
Il cuore femminile può manifestare un infarto in modo molto diverso rispetto a quello maschile. Per questo è fondamentale sapere che non sempre il dolore toracico è presente e che alcuni sintomi, spesso confusi con altri disturbi, possono essere i veri segnali di un attacco cardiaco.
Sintomi tipici dell’infarto anche nelle donne
Anche se meno frequente rispetto agli uomini, il dolore toracico può comunque comparire nelle donne. Quando presente, è spesso associato a:
- dolore o oppressione al petto;
- sensazione di bruciore retrosternale;
- dolore alla spalla sinistra, al braccio o alla schiena;
- mancanza di respiro (dispnea);
- palpitazioni, battito accelerato o irregolare.
Infarto silente nelle donne: il pericolo senza sintomi evidenti
Qui si nasconde la vera insidia. L’infarto nelle donne può presentarsi con sintomi “silenziosi”, che spesso vengono attribuiti ad ansia, disturbi gastrointestinali o stress.
Ecco i segnali più comuni:
- nausea o disturbi digestivi, simili a una forte indigestione;
- sudorazione fredda e improvvisa, non correlata a sforzo fisico;
- stanchezza insolita, anche dopo attività lievi;
- vertigini o senso di svenimento;
- ansia improvvisa e ingiustificata, simile a un attacco di panico;
- dolore alla mandibola, al collo o tra le scapole;
- sensazione di “testa vuota” o confusione mentale.
Molte donne, anche in presenza di sintomi importanti, tendono a minimizzare o a “resistere” prima di chiedere aiuto. Questo atteggiamento può essere fatale.
Quando compaiono i sintomi?
- Durante uno sforzo fisico anche leggero
- Dopo un forte stress emotivo
- In pieno riposo o durante il sonno
Infarto nelle donne: età e rischi
L'infarto miocardico nelle donne può manifestarsi in qualsiasi fase della vita, ma i fattori di rischio e le modalità di come si manifesta variano in base all’età e ai cambiamenti ormonali.
Durante l’età fertile, gli estrogeni esercitano un effetto protettivo sul sistema cardiovascolare: aiutano a mantenere i livelli di colesterolo HDL (“buono”) elevati, riducono l’infiammazione e migliorano la funzione endoteliale. Tuttavia, anche in giovane età non si è del tutto esenti da rischi: il fumo, la sindrome dell’ovaio policistico, l’ipertensione gestazionale possono contribuire all’insorgenza di eventi cardiovascolari, anche in assenza di segni evidenti.
Con l’arrivo della menopausa, la produzione di estrogeni cala drasticamente e con essa anche la protezione vascolare. È proprio in questo periodo che il rischio cardiovascolare femminile tende ad aumentare.
Dopo i 65 anni, l’infarto nelle donne è non solo più frequente, ma anche spesso più grave e sottodiagnosticato, complice una sintomatologia talvolta atipica (come affaticamento, nausea, dolore epigastrico o dispnea anziché il classico dolore toracico).
Cause e fattori di rischio dell’infarto nelle donne
Tra i più rilevanti fattori di rischio cardiovascolare troviamo:
- Ipertensione arteriosa
- Colesterolo alto (dislipidemie
- Diabete
- Fumo di sigaretta
- Sedentarietà
- Obesità e sovrappeso
Lo stress cronico è un fattore scatenante dell’infarto, perché induce ipertensione, infiammazione e disfunzioni del sistema nervoso autonomo.
Molte abitudini diffuse, anche tra donne giovani, aumentano il rischio di infarto, come:
- alimentazione ricca di grassi saturi, sale e zuccheri;
- consumo eccessivo di alcol;
- disturbi del sonno cronici;
- mancanza di prevenzione regolare (screening, visite periodiche);
- tendenza a trascurare i propri sintomi per priorità familiari o lavorative.
Cosa fare in caso di sintomi sospetti di infarto
Di fronte a un sospetto infarto, ogni minuto conta. Il tempo è un fattore determinante per la sopravvivenza e per limitare i danni al cuore. Ecco perché è fondamentale sapere cosa fare e cosa evitare, in modo lucido ed efficace. In presenza dei seguenti sintomi, soprattutto se improvvisi, persistenti o insoliti, bisogna sospettare un infarto:
- dolore o pressione al petto, anche lieve ma costante
- affanno improvviso
- sudorazione fredda
- malessere
- nausea o vomito
- senso di oppressione
- dolore al collo, mandibola, braccio o schiena
- stanchezza estrema, improvvisa e ingiustificata
- confusione o senso di svenimento
In caso di dubbio, è sempre meglio agire: meglio un falso allarme che un ritardo pericoloso.
Se si sospetta un infarto, si deve:
- Chiamare immediatamente il 112 o il 118: Non aspettare che il sintomo passi da solo e spiegare chiaramente che sospetti un infarto e descrivi i sintomi.
- Mettere la persona in posizione semiseduta
- Mantienere la calma
- Non somministrare cibo, acqua o altri farmaci (In attesa dei soccorsi, evitare di dare qualsiasi cosa da ingerire)
Cosa NON fare:
- Non aspettare che i sintomi passino: l’infarto può peggiorare rapidamente.
- Non guidare da soli fino al pronto soccorso: è pericoloso e può far perdere tempo prezioso.
- Non sottovalutare i sintomi perché “non sembrano infarto”: l’infarto femminile spesso si presenta in modo atipico.
Prevenzione e salute del cuore al femminile
La prevenzione conta moltissimo. Oltre l’80% degli infarti può essere prevenuto. Nelle donne, l’arma più potente è la consapevolezza: conoscere il proprio rischio, monitorare i parametri vitali e adottare uno stile di vita sano è fondamentale per proteggere il cuore, in ogni fase della vita.
Anche in assenza di sintomi, è importante sottoporsi a controlli periodici, soprattutto dopo i 40 anni o in presenza di familiarità.
I parametri da tenere sotto controllo:
- Pressione arteriosa: deve rimanere stabilmente sotto 130/80 mmHg.
- Colesterolo totale, HDL, LDL e trigliceridi: per valutare il profilo lipidico.
- Glicemia a digiuno e curva da carico: per identificare precocemente il rischio diabetico.
- Indice di massa corporea (IMC) e circonferenza vita: l’obesità viscerale è un fattore di rischio indipendente.
- ECG e se necessario test da sforzo
La dieta è uno degli strumenti più efficaci di prevenzione. Il modello consigliato è quello mediterraneo.
Gli alimenti da privilegiare sono:
- frutta e verdura fresca, di stagione
- cereali integrali
- legumi
- pesce azzurro, ricco di omega-3
- frutta secca (noci, mandorle, semi di lino)
- olio extravergine d’oliva
quelli da limitare
- insaccati, carni rosse e formaggi stagionati
- prodotti industriali ricchi di zuccheri e grassi trans
- sale in eccesso
- bevande zuccherate e alcolici
Il cuore ama il movimento. Ecco le piccole abitudini quotidiane che fanno bene al cuore:
- attività aerobica (camminata veloce, bicicletta, nuoto, danza);
- esercizi di rinforzo muscolare (2 volte a settimana);
- ridurre il tempo trascorso seduti: alzati ogni 30–60 minuti per qualche minuto di stretching o camminata.
FONTI:
Domande frequenti
I segnali d’allarme di un infarto possono variare da persona a persona, soprattutto nelle donne. Il sintomo più conosciuto è il dolore o senso di oppressione al centro del petto, che può irradiarsi al braccio sinistro, alla mandibola, alla schiena o allo stomaco. Tuttavia, nelle donne l’infarto può presentarsi anche in modo atipico: con affaticamento improvviso, difficoltà a respirare, nausea, sudorazione fredda, vertigini o un senso di ansia ingiustificato. È importante non sottovalutare questi segnali, soprattutto se insorgono all’improvviso e non migliorano con il riposo. In caso di dubbio, è sempre meglio chiamare immediatamente il 112.
Gli infarti silenziosi sono episodi di infarto che avvengono senza sintomi evidenti o con segnali così lievi da non essere riconosciuti come un evento cardiaco. Possono manifestarsi, ad esempio, con un semplice senso di stanchezza, lievi disturbi digestivi o un generico malessere. Sono più frequenti nelle donne, nei pazienti diabetici e negli anziani, e vengono spesso scoperti solo in seguito, attraverso esami come l’ECG o una risonanza cardiaca. Anche se “silenziosi”, questi infarti possono provocare danni al cuore e aumentare il rischio di complicanze future.
Durante un infarto la pressione può essere sia alta che bassa, a seconda del momento e della gravità della situazione. In alcuni casi, lo stress e il dolore iniziale possono causare un aumento della pressione. Con il progredire dell’infarto, però, la pressione può abbassarsi, soprattutto se il cuore non riesce più a pompare sangue in modo efficace. Un calo importante della pressione (ipotensione) può essere segno di uno stato critico e richiede intervento medico urgente. Va sottolineato che la pressione, da sola, non è un indicatore affidabile per escludere o confermare un infarto: è sempre la valutazione clinica completa a fare la differenza.
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