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  • Sintomi infarto donne: segnali da riconoscere e cosa fare

    16. 9. 2025 · Tempo di lettura: 8 minuti

    L’infarto non ha lo stesso volto per tutti. Soprattutto nelle donne, i sintomi possono essere più sfumati e per questo spesso sottovalutati. Questo ritardo nel riconoscimento è uno dei motivi per cui l’infarto femminile rappresenta una delle principali cause di mortalità tra le donne in Italia e nel mondo.


    Dott.ssa Maria Virginia Carra
    Dott.ssa Maria Virginia Carra
    Sintomi infarto donne: segnali da riconoscere e cosa fare

    Quando si parla di attacco cardiaco, la prima immagine che viene in mente è quella di un dolore improvviso e intenso al petto. Eppure, nelle donne, il cuore può lanciare segnali diversi, dando nausea, sudorazione fredda, affaticamento insolito, dolore alla mandibola. Segnali che, se ignorati, possono costare tempo prezioso.

    Un’informazione corretta può fare la differenza. Conoscere i segnali, saperli interpretare e agire tempestivamente è il primo passo per proteggere il cuore femminile.

    Infarto nelle donne: perché è diverso

    Per anni, la medicina ha studiato e trattato le malattie cardiovascolari partendo dal modello maschile. In realtà, la ricerca scientifica, ha dimostrato che cuore maschile e cuore femminile non si ammalano allo stesso modo. L’infarto nelle donne può avere caratteristiche cliniche, evolutive e sintomatologiche molto diverse.

    Vediamo meglio perché.

    Differenze fisiologiche tra uomini e donne

    Per prima cosa le donne hanno arterie coronariche più piccole, il che può rendere più difficile la diagnosi. Inoltre, il tessuto cardiaco femminile è più sensibile agli effetti degli ormoni, in particolare agli estrogeni, che proteggono il cuore fino alla menopausa. Con il calo estrogenico, il rischio cardiovascolare aumenta rapidamente nelle donne, fino a raggiungere e superare quello maschile. I meccanismi patogenetici dell’infarto femminile coinvolgono più spesso la disfunzione microvascolare (cioè delle piccole arterie) rispetto all’occlusione di grosse coronarie tipica negli uomini.

    Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità:

    • Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte per le donne in Italia.
    • Le donne hanno una maggiore probabilità di morire entro l’anno successivo a un infarto rispetto agli uomini.
    • Spesso le diagnosi arrivano in ritardo, perché i sintomi non sono quelli “classici”.

    Perché l’infarto femminile è più difficile da diagnosticare

    L’infarto nelle donne è spesso più difficile da riconoscere e diagnosticare rispetto a quello negli uomini. Esistono fattori clinici, biologici e culturali che concorrono a rendere meno immediata l’identificazione dell’attacco cardiaco nel sesso femminile, tra questi:

    • Sintomi atipici: nelle donne, l’infarto si manifesta spesso senza il classico dolore toracico. Malessere diffuso, nausea, stanchezza o dolore alla schiena vengono facilmente attribuiti ad altre cause.
    • Bassa percezione del rischio: molte donne non si considerano “a rischio infarto”, e anche il personale sanitario può sottovalutare i sintomi, specialmente in donne giovani.
    • Fattori ormonali e psicosomatici: il quadro ormonale femminile può influenzare la risposta del cuore allo stress e mascherare l’evento acuto. In più, sintomi come ansia, tachicardia o nausea sono spesso associati a disturbi emotivi.

    Il risultato? Le donne ricevono più spesso una diagnosi in ritardo, con conseguente aumento del rischio di complicanze, ospedalizzazione prolungata o mortalità.

    I Sintomi dell’infarto nelle donne

    Il cuore femminile può manifestare un infarto in modo molto diverso rispetto a quello maschile. Per questo è fondamentale sapere che non sempre il dolore toracico è presente e che alcuni sintomi, spesso confusi con altri disturbi, possono essere i veri segnali di un attacco cardiaco.

    Sintomi tipici dell’infarto anche nelle donne

    Anche se meno frequente rispetto agli uomini, il dolore toracico può comunque comparire nelle donne. Quando presente, è spesso associato a:

    • dolore o oppressione al petto;
    • sensazione di bruciore retrosternale;
    • dolore alla spalla sinistra, al braccio o alla schiena;
    • mancanza di respiro (dispnea);
    • palpitazioni, battito accelerato o irregolare.

    Infarto silente nelle donne: il pericolo senza sintomi evidenti

    Qui si nasconde la vera insidia. L’infarto nelle donne può presentarsi con sintomi “silenziosi”, che spesso vengono attribuiti ad ansia, disturbi gastrointestinali o stress.

    Ecco i segnali più comuni:

    • nausea o disturbi digestivi, simili a una forte indigestione;
    • sudorazione fredda e improvvisa, non correlata a sforzo fisico;
    • stanchezza insolita, anche dopo attività lievi;
    • vertigini o senso di svenimento;
    • ansia improvvisa e ingiustificata, simile a un attacco di panico;
    • dolore alla mandibola, al collo o tra le scapole;
    • sensazione di “testa vuota” o confusione mentale.

    Molte donne, anche in presenza di sintomi importanti, tendono a minimizzare o a “resistere” prima di chiedere aiuto. Questo atteggiamento può essere fatale.

    Quando compaiono i sintomi?

    • Durante uno sforzo fisico anche leggero
    • Dopo un forte stress emotivo
    • In pieno riposo o durante il sonno

    Infarto nelle donne: età e rischi

    L'infarto miocardico nelle donne può manifestarsi in qualsiasi fase della vita, ma i fattori di rischio e le modalità di come si manifesta variano in base all’età e ai cambiamenti ormonali.

    Durante l’età fertile, gli estrogeni esercitano un effetto protettivo sul sistema cardiovascolare: aiutano a mantenere i livelli di colesterolo HDL (“buono”) elevati, riducono l’infiammazione e migliorano la funzione endoteliale. Tuttavia, anche in giovane età non si è del tutto esenti da rischi: il fumo, la sindrome dell’ovaio policistico, l’ipertensione gestazionale possono contribuire all’insorgenza di eventi cardiovascolari, anche in assenza di segni evidenti.

    Con l’arrivo della menopausa, la produzione di estrogeni cala drasticamente e con essa anche la protezione vascolare. È proprio in questo periodo che il rischio cardiovascolare femminile tende ad aumentare.

    Dopo i 65 anni, l’infarto nelle donne è non solo più frequente, ma anche spesso più grave e sottodiagnosticato, complice una sintomatologia talvolta atipica (come affaticamento, nausea, dolore epigastrico o dispnea anziché il classico dolore toracico).

    Cause e fattori di rischio dell’infarto nelle donne

    Tra i più rilevanti fattori di rischio cardiovascolare troviamo:

    Lo stress cronico è un fattore scatenante dell’infarto, perché induce ipertensione, infiammazione e disfunzioni del sistema nervoso autonomo.

    Molte abitudini diffuse, anche tra donne giovani, aumentano il rischio di infarto, come:

    • alimentazione ricca di grassi saturi, sale e zuccheri;
    • consumo eccessivo di alcol;
    • disturbi del sonno cronici;
    • mancanza di prevenzione regolare (screening, visite periodiche);
    • tendenza a trascurare i propri sintomi per priorità familiari o lavorative.

    Cosa fare in caso di sintomi sospetti di infarto

    Di fronte a un sospetto infarto, ogni minuto conta. Il tempo è un fattore determinante per la sopravvivenza e per limitare i danni al cuore. Ecco perché è fondamentale sapere cosa fare e cosa evitare, in modo lucido ed efficace. In presenza dei seguenti sintomi, soprattutto se improvvisi, persistenti o insoliti, bisogna sospettare un infarto:

    • dolore o pressione al petto, anche lieve ma costante
    • affanno improvviso
    • sudorazione fredda
    • malessere
    • nausea o vomito
    • senso di oppressione
    • dolore al collo, mandibola, braccio o schiena
    • stanchezza estrema, improvvisa e ingiustificata
    • confusione o senso di svenimento

    In caso di dubbio, è sempre meglio agire: meglio un falso allarme che un ritardo pericoloso.

    Se si sospetta un infarto, si deve:

    • Chiamare immediatamente il 112 o il 118: Non aspettare che il sintomo passi da solo e spiegare chiaramente che sospetti un infarto e descrivi i sintomi.
    • Mettere la persona in posizione semiseduta
    • Mantienere la calma
    • Non somministrare cibo, acqua o altri farmaci (In attesa dei soccorsi, evitare di dare qualsiasi cosa da ingerire)

    Cosa NON fare:

    • Non aspettare che i sintomi passino: l’infarto può peggiorare rapidamente.
    • Non guidare da soli fino al pronto soccorso: è pericoloso e può far perdere tempo prezioso.
    • Non sottovalutare i sintomi perché “non sembrano infarto”: l’infarto femminile spesso si presenta in modo atipico.

    Prevenzione e salute del cuore al femminile

    La prevenzione conta moltissimo. Oltre l’80% degli infarti può essere prevenuto. Nelle donne, l’arma più potente è la consapevolezza: conoscere il proprio rischio, monitorare i parametri vitali e adottare uno stile di vita sano è fondamentale per proteggere il cuore, in ogni fase della vita.

    Anche in assenza di sintomi, è importante sottoporsi a controlli periodici, soprattutto dopo i 40 anni o in presenza di familiarità.

    I parametri da tenere sotto controllo:

    • Pressione arteriosa: deve rimanere stabilmente sotto 130/80 mmHg.
    • Colesterolo totale, HDL, LDL e trigliceridi: per valutare il profilo lipidico.
    • Glicemia a digiuno e curva da carico: per identificare precocemente il rischio diabetico.
    • Indice di massa corporea (IMC) e circonferenza vita: l’obesità viscerale è un fattore di rischio indipendente.
    • ECG e se necessario test da sforzo

    La dieta è uno degli strumenti più efficaci di prevenzione. Il modello consigliato è quello mediterraneo.

    Gli alimenti da privilegiare sono:

    • frutta e verdura fresca, di stagione
    • cereali integrali
    • legumi
    • pesce azzurro, ricco di omega-3
    • frutta secca (noci, mandorle, semi di lino)
    • olio extravergine d’oliva

    quelli da limitare

    • insaccati, carni rosse e formaggi stagionati
    • prodotti industriali ricchi di zuccheri e grassi trans
    • sale in eccesso
    • bevande zuccherate e alcolici

    Il cuore ama il movimento. Ecco le piccole abitudini quotidiane che fanno bene al cuore:

    • attività aerobica (camminata veloce, bicicletta, nuoto, danza);
    • esercizi di rinforzo muscolare (2 volte a settimana);
    • ridurre il tempo trascorso seduti: alzati ogni 30–60 minuti per qualche minuto di stretching o camminata.

    FONTI:

    Domande frequenti

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    Informazioni sull'autore
    Dott.ssa Maria Virginia Carra
    Dott.ssa Maria Virginia Carra
    Mi laureo nel 2010 in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche all’Università degli Studi di Parma, successivamente continuo i miei studi con un Master alla Business School del Sole24Ore in Management del settore sanità, Pharma e Biomed. Dopo aver lavorato per circa 5 anni nel mondo della comunicazione e PR in ambito scientifico, prima in agenzia poi in azienda, intraprendo un nuovo percorso professionale in farmacia. Da allora, indosso il camice e continuo a coltivare la mia passione per la comunicazione, il mondo dell’healthcare e dell’integrazione alimentare.
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    Informazioni sull'autore
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    Mi laureo nel 2010 in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche all’Università degli Studi di Parma, successivamente continuo i miei studi con un Master alla Business School del Sole24Ore in Management del...
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