Vai al contenuto principale

Diabete e pressione alta: correlazione, importanza del controllo, cosa fare

25. 8. 2026 · Tempo di lettura: 11 minuti

Dr. Max ti aiuta a fare chiarezza sul rapporto tra diabete e pressione alta, per comprendere e gestire al meglio queste condizioni ed evitare rischi per la salute.

Dott.ssa Clelia Palanza
Dott.ssa Clelia Palanza
Diabete e pressione alta: correlazione, importanza del controllo, cosa fare

Diabete e pressione alta: che relazione c’è

La pressione alta è una delle condizioni più frequentemente associate al diabete: si stima che circa due terzi delle persone che soffrono di diabete di tipo II siano ipertesi, e le malattie cardiovascolari costituiscono la causa di morte più comune fra i diabetici.1

Il diabete può influenzare la pressione arteriosa attraverso diversi meccanismi:

  • aumento della gittata cardiaca (ovvero la quantità di sangue pompata dal cuore): nelle persone con diabete è frequente la ritenzione di sodio, che porta a un aumento del volume di sangue circolante. Questo fa sì che il cuore pompi più sangue a ogni battito, aumentando la gittata cardiaca;
  • aumento della resistenza dei vasi sanguigni: il diabete provoca stress ossidativo e infiammazione dei tessuti. Queste condizioni possono danneggiare l’endotelio, lo strato di cellule che riveste l’interno dei vasi sanguigni, le cui pareti perdono elasticità. Inoltre, nel diabete si osserva spesso una maggiore attivazione del sistema nervoso simpatico, che provoca vasocostrizione, cioè restringimento dei vasi. Con il tempo questi processi portano a modificazioni strutturali delle arterie, che diventano più rigide e strette, aumentando la resistenza al passaggio del sangue e favorendo l’ipertensione;
  • eccessiva attivazione della via renina–angiotensina–aldosterone (RAAS): questa via ormonale è uno dei principali sistemi che regolano l’equilibrio dei liquidi nell’organismo e la pressione arteriosa, influenzando la forza di contrazione del cuore, il volume di sangue circolante e la resistenza dei vasi sanguigni. Diversi studi sperimentali suggeriscono che l’attivazione del RAAS possa essere innescata dall’iperglicemia, cioè da livelli elevati di glucosio nel sangue, caratteristici del diabete;1, 2
  • accelerazione dei processi di aterosclerosi: resistenza insulinica e iperinsulinemia, condizioni che insorgono quando si è affetti da diabete, possono favorire l’aterosclerosi, processo che, nel lungo periodo, altera la struttura dei vasi sanguigni e contribuisce indirettamente alla mancata regolazione della pressione arteriosa.2

Nel loro insieme, questi processi favoriscono l’insorgenza dell’ipertensione e contribuiscono ad aumentare il rischio di sviluppare patologie cardiovascolari.1, 2

Sintomi: come si presentano (e quando preoccuparsi)

Nella maggior parte dei casi la pressione alta è asintomatica, oppure non si manifesta con sintomi evidenti: si può quindi essere ipertesi, anche da tempo, senza saperlo.

Meno frequentemente l’ipertensione può presentarsi con:

  • mal di testa;
  • vertigini o capogiri;
  • palpitazioni;
  • affanno;
  • perdita di sangue dal naso.

In presenza di questi sintomi è consigliabile consultare tempestivamente un medico, per individuarne le cause e intervenire nel modo più appropriato al fine di riportare la pressione arteriosa a valori normali.3

Qualora invece compaiano sintomi allarmanti, come:

  • dolore toracico;
  • difficoltà respiratorie;
  • deficit neurologici;
  • problemi alla vista improvvisi, come visione offuscata o doppia;
  • cefalea severa;
  • convulsioni;
  • segni di ictus, come asimmetria improvvisa del volto, alterazioni del linguaggio e debolezza di un arto,

è necessario rivolgersi immediatamente al più vicino pronto soccorso per evitare seri rischi per la salute.4

Perché il controllo è fondamentale (pressione, glicemia e rene-cuore)

Diabete e ipertensione arteriosa costituiscono due tra i principali fattori di rischio per patologie cardiovascolari. Quando non sono adeguatamente controllate, queste condizioni, nel tempo, possono danneggiare i vasi sanguigni di diversi distretti e sovraccaricare il sistema cardiocircolatorio, favorendo l’insorgenza di gravi complicanze, tra cui:

  • aritmie;
  • cardiopatia ischemica;
  • insufficienza cardiaca;
  • infarto;
  • ictus;
  • malattia renale;
  • retinopatia;
  • decadimento cognitivo e demenza.

Se si soffre di diabete e pressione alta, il monitoraggio dei valori pressori e della glicemia è fondamentale per gestire in maniera adeguata queste condizioni, valutare l’efficacia della terapia e ridurre il rischio di complicanze cardiovascolari e renali a lungo termine.2, 4

Le linee guida per la gestione dell’ipertensione arteriosa e del diabete raccomandano, nei pazienti che presentano entrambe le condizioni, il mantenimento di valori pressori inferiori a 130/80 mmHg. Il raggiungimento di questo obiettivo deve essere comunque adattato al singolo paziente, tenendo conto delle sue caratteristiche cliniche e dello stato di salute complessivo, per impostare la terapia più appropriata.4

Ti consigliamo anche la lettura del nostro articolo: Complicanze del Diabete Croniche e Acute: Riconoscerle e Prevenirle

Come monitorare a casa: HBPM/ABPM e diario

Il monitoraggio della pressione arteriosa può essere efficacemente effettuato attraverso l’automisurazione quotidiana dei valori pressori. È importante che gli strumenti utilizzati siano affidabili e validati.

Il monitoraggio può avvenire tramite:

  • HBPM (Home Blood Pressure Monitoring), ovvero monitoraggio domiciliare della pressione arteriosa, che consiste nella misurazione della pressione a casa, generalmente con uno sfigmomanometro automatico da braccio, secondo uno schema indicato dal medico (per esempio mattina e sera per alcuni giorni consecutivi). Questo metodo consente di valutare e valori pressori medi e l’andamento della pressione nel tempo, misurandola in un ambiente abituale, anche per ridurre l’influenza della cosiddetta “ipertensione da camice bianco” (l’aumento dei valori pressori che alcune persone possono manifestare quando la misurazione avviene in un contesto medico o ospedaliero);
  • ABPM (Ambulatory Blood Pressure Monitoring), o Holter pressorio, che effettua il monitoraggio pressorio delle 24 ore utilizzando un dispositivo portatile che misura automaticamente la pressione a intervalli regolari. Questo esame consente di analizzare il profilo pressorio durante l’intera giornata e durante il sonno, identificando ipertensione non rilevata dalle singole misurazioni. Viene utilizzato anche per valutare l’efficacia di una terapia antipertensiva in corso;
  • compilazione di un diario pressorio, in cui vengono annotati dal paziente i valori di pressione, l’orario della misurazione, le circostanze in cui è stata effettuata (farmaci assunti, attività fisica, stress) e gli eventuali sintomi manifestati. Questo strumento aiuta il medico a interpretare correttamente le misurazioni e a valutare l’andamento della pressione nel tempo.4

Un altro aspetto fondamentale per la gestione ottimale di diabete e ipertensione è il monitoraggio dei valori della glicemia: per saperne di più, ti consigliamo la lettura del nostro articolo Che cos’è la misurazione della glicemia?

Cosa mangiare con diabete e pressione alta (DASH/Mediterranea)

Un’alimentazione sana ed equilibrata è fondamentale per chi convive con diabete e ipertensione. La dieta rappresenta un valido strumento per mantenere il controllo metabolico e migliorare i risultati clinici. È sempre consigliabile rivolgersi a un nutrizionista esperto, in grado di creare un piano alimentare personalizzato, studiato sulle esigenze del singolo paziente.5

Alcuni consigli pratici per un’alimentazione corretta in caso di diabete e ipertensione includono:

  • gestire il peso corporeo: se si è condizioni di sovrappeso o obesità, ridurre l’apporto calorico può aiutare a raggiungere e mantenere un peso più sano. È stato dimostrato che una moderata perdita di peso, pari a circa il 7% del peso iniziale, può migliorare il controllo della glicemia e supportare efficacemente il trattamento del diabete5;
  • scegliere alimenti variati e di qualità, inserendo nella propria dieta verdure fresche non amidacee, cereali integrali ricchi di fibre, frutta fresca, olio extravergine di oliva, noci, legumi, pesce azzurro, carni magre, uova e latticini a basso contenuto di grassi;
  • evitare o limitare alimenti poco salutari: ridurre zuccheri aggiunti, bevande zuccherate, cereali raffinati, carni rosse o lavorate, cibi processati, dolci e prodotti industriali ad alto contenuto calorico, ridurre il contenuto di sale;
  • seguire un regime alimentare che promuova la salute cardiovascolare: numerosi studi dimostrano che diete basate su alimenti di alta qualità sono protettive nei confronti del diabete e delle sue complicanze. Modelli alimentari efficaci includono la dieta mediterranea, la dieta DASH (Dietary Approaches to Stop Hypertension, appositamente studiata per contrastare l’ipertensione), le diete a basso contenuto di grassi o carboidrati e quelle vegetariane o vegane. La scelta del regime alimentare può essere modulata in base alle preferenze e alle caratteristiche del paziente.6

Seguire questi principi può aiutare a mantenere sotto controllo la glicemia e a prevenire complicanze, migliorando la qualità della vita quotidiana.

Se hai domande o dubbi, consulta le domande del nostro servizio “chiedi al farmacista” oppure fai tu stesso una domanda.

1 piatto-guida per ogni pasto

L’alimentazione è un elemento chiave nella gestione del diabete e dell’ipertensione arteriosa, che contribuisce significativamente a migliorare gli esiti clinici di queste patologie e a evitarne le complicanze.

Riportiamo di seguito un esempio di porzioni giornaliere e settimanali degli alimenti più comuni, corrispondente a un apporto calorico di circa 2000 kcal al giorno e basato sulle raccomandazioni della dieta DASH7:

Gruppo alimentare Porzioni consigliate Esempi di porzione
Cereali e derivati 7–8 al giorno 1 fetta di pane (circa 30 g)
60–80 g di pasta o riso crudi (corrispondenti a circa150 g cotti)
40 g di cereali integrali per la colazione
2–3 fette biscottate
Carni magre, pollame e pesce ≤2 al giorno circa 80–90 g di carne magra (pollo, tacchino, vitello)
circa 100 g di pesce
2 uova
Verdure 4–5 al giorno 1 piatto di insalata o verdure crude (circa 80–100 g)
½ piatto di verdure cotte (circa 100 g)
minestrone o vellutata di verdure
Frutta 4–5 al giorno 1 frutto medio (mela, pera, arancia, pesca)
2 frutti piccoli (es. mandarini, albicocche)
30 g di frutta essiccata
Latte e latticini magri 2–3 al giorno 1 bicchiere di latte (200–250 ml)
1 vasetto di yogurt (125 g)
40 g di formaggio fresco o magro (es. ricotta magra, fiocchi di latte)
Frutta secca, semi e legumi 4–5 porzioni a settimana 30 g di mandorle, noci o nocciole
1 cucchiaio di semi (lino, zucca, sesamo)
100 g di legumi cotti (lenticchie, ceci, fagioli)
Grassi e oli 2–3 al giorno 1 cucchiaino di olio extravergine di oliva (circa 5 g)
piccole quantità di condimenti per insalata
Dolci ≤5 porzioni a settimana 1 cucchiaio di zucchero o marmellata
un piccolo dolce o biscotto
una bevanda zuccherata occasionale
Sodio (sale) <2300 mg al giorno (circa 5 g di sale) totale proveniente dagli alimenti e dal sale aggiunto in cucina o a tavola

È fondamentale ricordare che il piano alimentare individuale dovrebbe essere sempre formulato da uno specialista della nutrizione sulla base delle caratteristiche ed esigenze del singolo paziente, delle sue condizioni generali di salute e delle eventuali terapie farmacologiche in corso.7

Ti consigliamo la lettura del nostro articolo: Dieta per Diabetici: Cosa Mangiare e Cosa Evitare.

Sale e potassio: come regolarsi

In presenza di diabete, è particolarmente importante prestare attenzione all’assunzione di sodio e potassio, due minerali che influenzano la regolazione della pressione arteriosa e la salute cardiovascolare. Le linee guida raccomandano di limitare l’assunzione di sodio a meno di 2300 mg al giorno, pari a circa 5 g di sale, riducendo il consumo di alimenti trasformati e molto salati e privilegiando cibi freschi e preparati in casa. Un consumo eccessivo di sodio, infatti, può favorire l’insorgenza o il peggioramento dell’ipertensione. Al contrario, il potassio svolge un effetto favorevole sulla regolazione della pressione e dell’equilibrio elettrolitico, e si trova naturalmente in molti alimenti di origine vegetale come frutta, verdura e legumi. Un’alimentazione equilibrata, ricca di questi alimenti e povera di sodio, può quindi contribuire a migliorare il controllo metabolico e a ridurre il rischio di complicanze cardiovascolari nelle persone che soffrono di diabete.8

L’opportunità di eventuali restrizioni o integrazioni di potassio deve sempre essere valutata dal medico, tenendo conto delle caratteristiche del paziente e della presenza di altre patologie.8

Scopri quali sono gli alimenti naturalmente ricchi di potassio leggendo il nostro articolo Alimenti con potassio: come sfruttarli a proprio vantaggio.

Diabete e pressione alta in gravidanza

L’ipertensione in gravidanza si definisce come pressione sistolica pari o superiore a 140 mmHg o diastolica pari o superiore a 90 mmHg, rilevata in due misurazioni separate a distanza di 4–6 ore. Si stima che circa il 6–8% delle gravidanze sia interessato da una forma di ipertensione. La pressione alta in gravidanza può essere ricondotta a diverse condizioni, tra cui preeclampsia/eclampsia, ipertensione gestazionale e ipertensione cronica. Queste condizioni rappresentano le complicanze più rilevanti della gravidanza e contribuiscono in modo significativo alla morbidità e mortalità materna e perinatale.

La gestione dell’ipertensione in gravidanza si concentra principalmente su due obiettivi: proteggere la madre da complicanze cardiovascolari e cerebrovascolari, mantenendo allo stesso tempo un corretto apporto di sangue al feto, e limitare la tossicità dei farmaci sul feto.

Nei casi acuti di ipertensione, come nella preeclampsia/eclampsia, la soluzione della patologia generalmente coincide con il parto; se la pressione alta però si verifica prima della 32ª settimana può essere indicata una gestione attenta e osservativa fino al momento opportuno.

Le donne che soffrono di ipertensione e diabete in maniera cronica, invece, dovrebbero idealmente essere valutate prima del concepimento, per verificare il loro stato di salute e adeguare la terapia farmacologica in vista della gravidanza. La gestione delle pazienti ipertese in gravidanza richiede un monitoraggio costante da parte di un team specialistico che comprenda ginecologo e diabetologo, con consulenze prenatali, visite frequenti, formulazione di una dieta appropriata, monitoraggio durante il parto e follow-up post-partum. Un elemento fondamentale è informare costantemente la donna sui rischi per lei e per il feto, in modo da consentirle scelte consapevoli durante tutta la gravidanza.9

Fonti

  1. Balgobin S, Basak S, Teoh CW, Noone D. Hypertension in diabetes. Pediatr Nephrol. 2024 Jun;39(6):1739-1758. doi: 10.1007/s00467-023-06163-x. Epub 2023 Oct 13. PMID: 37831122.
  2. Ferrannini E, Cushman WC. Diabetes and hypertension: the bad companions. Lancet. 2012 Aug 11;380(9841):601-10. doi: 10.1016/S0140-6736(12)60987-8. PMID: 22883509.
  3. Istituto Superiore di Sanità, ISSalute, Ipertensione arteriosa o pressione alta. Ultimo aggiornamento: 18/11/2025.
  4. Cleveland Clinic, Hypertension (High Blood Pressure). Ultimo aggiornamento 23/09/2025.
  5. Tegegne BA, Adugna A, Yenet A, Yihunie Belay W, Yibeltal Y, Dagne A, Hibstu Teffera Z, Amare GA, Abebaw D, Tewabe H, Abebe RB, Zeleke TK. A critical review on diabetes mellitus type 1 and type 2 management approaches: from lifestyle modification to current and novel targets and therapeutic agents. Front Endocrinol (Lausanne). 2024 Oct 18;15:1440456. doi: 10.3389/fendo.2024.1440456. PMID: 39493778; PMCID: PMC1152768.
  6. American Association of Clinical Endocrinology Clinical Practice Guideline: Developing a Diabetes Mellitus Comprehensive Care Plan—2022 Update - Blonde, Lawrence et al. Endocrine Practice, Volume 28, Issue 10, 923 – 1049
  7. Campbell AP. DASH Eating Plan: An Eating Pattern for Diabetes Management. Diabetes Spectr. 2017 May;30(2):76-81. doi: 10.2337/ds16-0084. PMID: 28588372; PMCID: PMC5439361.
  8. American Diabetes Association. 5. Facilitating Behavior Change and Well-being to Improve Health OutcomesStandards of Medical Care in Diabetes-2020. Diabetes Care. 2020 Jan;43(Suppl 1):S48-S65. doi: 10.2337/dc20-S005. PMID: 31862748.
  9. Kattah AG, Garovic VD. The management of hypertension in pregnancy. Adv Chronic Kidney Dis. 2013 May;20(3):229-39. doi: 10.1053/j.ackd.2013.01.014. PMID: 23928387; PMCID: PMC3925675.
Informazioni sull'autore
Dott.ssa Clelia Palanza
Dott.ssa Clelia Palanza
Medical writer, copywriter e traduttrice scientifica con una solida formazione nelle scienze biologiche, nella comunicazione medico-scientifica e nella ricerca clinica. Vanta oltre 10 anni di esperienza nella produzione, revisione e localizzazione di contenuti destinati a professionisti sanitari, aziende farmaceutiche e pubblico generalista. Realizza report e moderazione di Advisory Board, articoli scientifici, materiali educazionali, contenuti web e progetti editoriali ad alto contenuto tecnico. Collabora con istituzioni accademiche, aziende farmaceutiche, agenzie specializzate e clienti privati in Italia e all’estero, garantendo accuratezza scientifica, chiarezza espositiva e rispetto delle esigenze comunicative del committente.
Leggi di più
Informazioni sull'autore
Dott.ssa Clelia Palanza
Dott.ssa Clelia Palanza
Medical writer, copywriter e traduttrice scientifica con una solida formazione nelle scienze biologiche, nella comunicazione medico-scientifica e nella ricerca clinica. Vanta oltre 10 anni di esperienza nella produzione, revisione e...
Leggi di più