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  • Le risposte del farmacista Dr. Max ai dubbi più comuni sugli antistaminici

    5. 5. 2025 · Tempo di lettura: 7 minuti

    In questo articolo che risponde alle domande più comuni sugli antistaminici, trovi chiarimenti pratici sull’uso di questa classe di farmaci nella vita quotidiana. 

    Dott.ssa Maria Virginia Carra
    Dott.ssa Maria Virginia Carra
    Le risposte del farmacista Dr. Max ai dubbi più comuni sugli antistaminici

    Gli antistaminici sono farmaci utilizzati per contrastare i sintomi che caratterizzano le allergie. Un’allergia è una risposta anomala del sistema immunitario verso sostanze che per un soggetto non allergico risultano innocue. Tali sostanze prendono il nome di allergeni. Nei soggetti allergici, il contatto con l’allergene è quindi in grado di scatenare il rilascio di istamina, neurotrasmettitore responsabile della sintomatologia che caratterizza le reazioni allergiche. Qui entrano in gioco i farmaci antistaminici, utilizzati proprio per contrastare gli effetti dell’istamina.  

    Gli antistaminici sono impiegati soprattutto per trattare sintomi quali riniti, congiuntiviti allergiche, prurito, naso che sola, orticaria ecc. 

    Esistono diversi tipi di antistaminici, divisi tra quelli di prima e seconda generazione: i primi possono provocare sonnolenza, mentre i secondi sono generalmente meglio tollerati e meno sedativi. Sono disponibili in varie forme, dalle compresse alle gocce, agli spray nasali e colliri. Gli antistaminici sono farmaci utili ed efficaci ma da utilizzare con attenzione, soprattutto in presenza di altre terapie o condizioni di salute particolari. 

    1) Quali sono le controindicazioni e gli effetti collaterali comuni degli antistaminici?

    Gli antistaminici possono causare effetti collaterali, che variano in base al tipo di principio attivo contenuto nel farmaco.  

    Quelli di prima generazione (come difenidramina o clorfenamina) attraversano la barriera emato-encefalica e possono provocare sedazione, sonnolenza, difficoltà di concentrazione, secchezza delle fauci, vertigini e stitichezza.  

    Sono quindi da evitare se si deve guidare o usare macchinari. Quelli di seconda generazione (come cetirizina o loratadina) penetrano meno nel sistema nervoso centrale e di conseguenza l’effetto sedativo è meno marcato. Tuttavia, potrebbero comunque causare mal di testa, affaticamento e lievi disturbi gastrointestinali. Gli antistaminici sono controindicati in caso di: 

    • ipersensibilità al principio attivo;
    • problemi cardiaci (solo per alcuni antistaminici);
    • glaucoma ad angolo chiuso (per i farmaci di prima generazione);
    • gravidanza e allattamento, se non sotto controllo medico. 

    Inoltre, i farmaci antistaminici possono interagire con altri farmaci. Ad esempio, possono interagire con: 

    • farmaci che causano depressione del sistema nervoso centrale (per potenziamento dell’effetto sedativo);
    • alcolici (per potenziamento dell'effetto sedativo)
    • antibiotici macrolidi (es. eritromicina)
    • farmaci antimicotici (es. ketoconazolo, itraconazolo). 

    2) Gli antistaminici fanno ingrassare? 

    Alcuni studi suggeriscono che gli antistaminici di prima generazione possano interferire con i segnali cerebrali che regolano fame e il senso di sazietà, favorendo così un leggero aumento dell’appetito con conseguente aumento di peso. Tuttavia, non è un effetto comune e dipende dal principio attivo, dalla durata della terapia e dallo stile di vita. 

    3) Antistaminici e sport: posso prenderli se mi alleno?

    Gli antistaminici possono essere assunti anche da chi pratica sport, anche se con qualche attenzione. Gli antistaminici, infatti, non sono vietati nello sport, ma è importante sapere che potrebbero influenzare la performance, soprattutto quelli di prima generazione che causano  sonnolenza e rallentamento dei riflessi.  

    Inoltre, gli antistaminici, soprattutto se assunti ad alte dosi, potrebbero interferire con i processi fisiologici legati al recupero muscolare. Un recente studio condotto dall’Università dell’Oregon ha evidenziato che l’assunzione di dosi elevate di antistaminici (tre volte superiori a quelle degli antistaminici senza ricetta) riduce l’attività di circa 800 geni coinvolti nel recupero post-allenamento con potenziali effetti sul ripristino delle funzioni muscolari,  

    Tuttavia, è bene precisare che si tratta solo di risultati preliminari e che i ricercatori stessi sottolineano la necessità di ulteriori studi per capire se e come le normali dosi di antistaminici usate dagli sportivi possano avere effetti concreti. 

    4) Cosa succede se prendo due antistaminici diversi insieme? 

    Assumere due antistaminici contemporaneamente non è raccomandato, a meno che non sia stato indicato espressamente da un medico. Si rischia un sovradosaggio, che può portare aforte sedazione, confusione, palpitazioni, secchezza delle mucose e aumento degli effetti collaterali. 

    In caso di dubbi o sintomi persistenti è sempre meglio rivolgersi al proprio medico curante per valutare il farmaco più adatto, magari con un principio attivo diverso, ma mai in autonomia. 

    5) Cosa succede se prendo troppi antistaminici? 

    Prendere troppi antistaminici (sovradosaggio), può essere pericoloso.  

    I principali sintomi includono: 

    • forte sonnolenza o al contrario agitazione e confusione mentale,
    • tachicardia,
    • tremori,
    • crisi convulsive (nei casi gravi). 

    Nei bambini, gli effetti possono essere più intensi. In caso di assunzione accidentale o eccessiva è importante contattare subito il medico. 

    6) Quante ore devono passare tra un antistaminico e l'altro?

    Dipende dal tipo di antistaminico. I più comuni come cetirizina o loratadina si assumono generalmente una volta al giorno, ogni 24 ore.  

    Altri principi attivi possono essere prescritti ogni 8 o 12 ore. La frequenza di somministrazione, nonché la posologia esatta è sempre indicata nel foglietto illustrativo o dal medico: non va modificata autonomamente. 

    7) Quanto tempo ci vuole per smaltire gli antistaminici?

    Il tempo necessario per eliminare gli antistaminici dal corpo varia in base al tipo di farmaco e alle caratteristiche individuali del paziente. In linea generale, gli antistaminici di prima generazione (come la difenidramina) hanno un’emivita più breve, intorno alle 4–6 ore, mentre quelli di seconda generazione (come la cetirizina) possono avere un’emivita di 8–10 ore o anche di più. L’emivita rappresenta il tempo impiegato dall’organismo per ridurre del 50% la concentrazione del farmaco nel sangue ed è un parametro fondamentale per stabilire ogni quanto tempo va assunta una nuova dose per mantenere l’efficacia terapeutica. 

    Anche se il farmaco viene eliminato dal corpo in tempi relativamente brevi, i suoi effetti potrebbero durare più a lungo, soprattutto con i prodotti di seconda generazione che spesso garantiscono sollievo per 24 ore con una sola somministrazione. 

    Certamente, fattori individuali, come l’età, il metabolismo e soprattutto la funzionalità renale ed epatica, influenzano il tempo di eliminazione. Chi ha problemi renali potrebbe smaltire gli antistaminici più lentamente e in questi casi potrebbe essere necessario modificare la dose o la frequenza di assunzione per evitare l’accumulo del farmaco nel corpo. 

    In sintesi, la durata dell’effetto e il tempo di smaltimento dipendono dalla molecola e dalla persona. Per un uso sicuro, è sempre bene attenersi ai dosaggi indicati nel foglietto illustrativo o prescritti dal proprio medico. 

    8) Cosa non fare dopo aver preso l'antistaminico?

    Se hai assunto un antistaminico, specialmente di prima generazione, evita di guidare, usare macchinari, bere alcol o svolgere attività che richiedono attenzione.  

    Inoltre, è sconsigliato interrompere bruscamente il trattamento senza aver prima consultato il medico, specialmente se si sta assumendo il farmaco da tanto tempo.  

    Infine, durante l’uso di antistaminici è importante informare il medico se si verificano effetti indesiderati. 

    9) Cosa non mangiare con l'antistaminico?

    In generale, non esistono restrizioni alimentari severe, ma alcuni cibi possono interagire con specifici antistaminici. In particolare durante l’uso di antistaminici è bene evitare o assumere con cautela: 

    • Agrumi, in particolare il pompelmo che contiene sostanze che inibiscono l’enzima CYP3A4, coinvolto nel metabolismo degli antistaminici. Questo può causare un accumulo del farmaco nel sangue, con conseguente aumento del rischio di sonnolenza, vertigini e secchezza delle fauci. Anche arance, limoni e integratori a base di estratti di agrumi possono avere un effetto simile. 
    • Latticini (latte, yogurt, formaggi) Il calcio presente nei latticini può legarsi ad alcuni antistaminici nell’intestino, riducendone l’assorbimento e quindi l’efficacia. Questo è particolarmente rilevante per i farmaci che richiedono un buon assorbimento per funzionare correttamente. 
    • Alimenti ricchi di tiramina presente in molti alimenti fermentati o stagionati come formaggi stagionati, insaccati, pesce conservato, crauti, salsa di soia
    • Alimenti molto zuccherati o acidi che sebbene non interagiscano direttamente con l’antistaminico, alimenti troppo zuccherati o molto acidi possono irritare lo stomaco, specialmente se il farmaco viene preso a stomaco vuoto, aumentando il rischio di nausea o bruciore. 

    10) Cosa non bere con l'antistaminico? 

    L’alcol è la bevanda da evitare assolutamente durante l’assunzione di antistaminici.  

    In particolare, quelli di prima generazione possono interagire in modo pericoloso, amplificando gli effetti sedativi e aumentando il rischio di sonnolenza, confusione e calo dei riflessi. Anche con antistaminici di seconda generazione, che in genere sono meno sedativi, l’associazione con alcol rimane sconsigliata, perché può comunque compromettere il sistema nervoso centrale e affaticare il fegato, che metabolizza entrambi. 

    Oltre all’alcol, esistono altre bevande che è bene consumare con cautela: 

    • Succo di pompelmo: può interferire con il metabolismo epatico di alcuni farmaci, compresi alcuni antistaminici con il rischio di aumentarne i livelli nel sangue e quindi anche gli effetti collaterali.
    • Bevande energetiche e con caffeina: in genere non hanno interazioni dirette con gli antistaminici, ma in combinazione con farmaci sedativi possono mascherare la sonnolenza, inducendo a sottovalutare i rischi (es. mettersi alla guida). In più, l’effetto stimolante potrebbe accentuare tachicardia, nervosismo o agitazione in soggetti sensibili.
    • Bevande zuccherate o molto acide: anche se non interferiscono direttamente con il farmaco, possono irritare lo stomaco, soprattutto se l’antistaminico viene assunto a stomaco vuoto, aumentando il rischio di nausea o reflusso in soggetti predisposti. 

    Quindi, durante un trattamento con antistaminici, meglio evitare alcol, succo di pompelmo e bevande stimolanti e preferire acqua o tisane neutre, salvo diversa indicazione medica. 

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    Informazioni sull'autore
    Dott.ssa Maria Virginia Carra
    Dott.ssa Maria Virginia Carra
    Mi laureo nel 2010 in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche all’Università degli Studi di Parma, successivamente continuo i miei studi con un Master alla Business School del Sole24Ore in Management del settore sanità, Pharma e Biomed. Dopo aver lavorato per circa 5 anni nel mondo della comunicazione e PR in ambito scientifico, prima in agenzia poi in azienda, intraprendo un nuovo percorso professionale in farmacia. Da allora, indosso il camice e continuo a coltivare la mia passione per la comunicazione, il mondo dell’healthcare e dell’integrazione alimentare.
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    Dott.ssa Maria Virginia Carra
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    Mi laureo nel 2010 in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche all’Università degli Studi di Parma, successivamente continuo i miei studi con un Master alla Business School del Sole24Ore in Management del...
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