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Psoriasi e cuore: perché aumenta il rischio cardiovascolare e cosa fare?

20. 3. 2026 · Tempo di lettura: 6 minuti

La psoriasi non riguarda solo la pelle: l’infiammazione sistemica può aumentare il rischio cardiovascolare. Scopri come proteggere il cuore: screening, stile di vita, terapie e quando sentire lo specialista.

Dott. Biagio Flavietti
Dott. Biagio Flavietti
Psoriasi e cuore: perché aumenta il rischio cardiovascolare e cosa fare?

La psoriasi viene considerata quasi sempre una patologia di tipo cutaneo, che coinvolge la pelle del viso e del corpo intero. Tuttavia, negli ultimi anni la ricerca scientifica ha dimostrato che si tratta di una patologia infiammatoria sistemica che può coinvolgere diversi organi interni, come ad esempio il cuore e il sistema cardiovascolare.

Si è notato che le persone affette da psoriasi severa presentano un rischio più elevato di sviluppare malattie cardiovascolari e metaboliche. Per questo è importante capire il legame tra salute del cuore e psoriasi, in modo da prevenire complicanze e accidenti cardiovascolari.

In questo articolo di Dr. Max cercheremo di capire come fa la psoriasi a influenzare il benessere del cuore e quali strategie si possono adottare per ridurre i pericoli per la salute.

Psoriasi oltre la pelle: perché riguarda anche il cuore

La psoriasi è conosciuta principalmente come una patologia cutanea e dermatologica, caratterizzata da una condizione infiammatoria cronica che coinvolge i tessuti. Questo quadro infiammatorio se persiste a lungo può generare problemi di aterosclerosi e aumentare il rischio cardiovascolare nelle persone che ne soffrono.

Sono sempre di più gli studi che mettono in correlazione la psoriasi con una maggiore probabilità di sviluppare problematiche come ipertensione, colesterolo alto, diabete e obesità. Tutta una serie di patologie metaboliche, che possono aumentare il rischio di infarti, ictus e accidenti cardiovascolari.

Nella maggior parte degli studi presenti in letteratura si è notato che il rischio di eventi cardiovascolari può aumentare fino al 50% nelle persone che soffrono di una psoriasi moderata-grave prolungata nel tempo.

Nonostante esistano e si utilizzino numerosi prodotti di dermocosmesi per ridurre le infiammazioni cutanee provocate dalla psoriasi, questi non agiscono all'interno del corpo umano. Infatti, la maggior parte delle formulazioni a base di urea, acido salicilico e altre sostanze emollienti agiscono esclusivamente riducendo la secchezza e l'infiammazione localizzata a livello della cute, ma non agiscono in alcun modo sul processo infiammatorio che può coinvolgere anche organi e tessuti interni.

Dall'infiammazione all'aterosclerosi: cosa succede nei vasi

Il collegamento esistente tra la psoriasi e la salute del cuore nasce da un processo biologico ben preciso. Infatti, la psoriasi determina un quadro di infiammazione cronica che può colpire non solo la cute ma anche i vasi sanguigni. In questi pazienti si producono alte quantità di citochine infiammatorie, come TNF-alfa, IL-17 e IL-23, che favoriscono lo stress ossidativo, il danno endoteliale e l'ispessimento delle arterie. Ciò può condurre quindi ad una maggiore formazione di placche aterosclerotiche e disfunzione endoteliale, che rappresenta uno dei principali segni di danno cardiovascolare nei pazienti affetti da psoriasi cronica.

Artrite psoriasica e cuore: perché il rischio può essere più alto

Anche l'artrite psoriasica e il cuore sono strettamente correlati, poiché questa forma articolare della patologia genera un quadro infiammatorio ancora maggiore rispetto alla sola patologia cutanea. La maggior parte dei pazienti affetti da artrite psoriasica può presentare anche:

Generando un quadro infiammatorio maggiore, questa tipologia di artrite può causare più danni al cuore e al sistema cardiovascolare, incidendo sulla percentuale di infarti, aritmie e scompensi cardiaci.

Perché talvolta "polmoni e cuore" entrano in gioco

Nei pazienti che sono affetti da psoriasi o artrite psoriasica possono comparire più facilmente anche sintomi come affanno, stanchezza e ridotta tolleranza allo sforzo. Questi sono tutti segnali che indicano un coinvolgimento del sistema cardiaco e respiratorio all'interno del quadro infiammatorio generato dalla patologia.

Qualora si riscontrassero questi problemi, magari accompagnati anche da dispnea persistente (difficoltà a respirare bene), il medico potrà prescrivere una visita cardiologica con elettrocardiogramma e una valutazione da parte di uno pneumologo.

Valutare il proprio profilo: gli screening da non saltare

Chi soffre di psoriasi o altre forme di questa patologia dovrebbe controllare regolarmente la propria salute attraverso degli screening specifici, che mettono al centro il rischio e il benessere cardiovascolare.

Gli esami più importanti includono:

Cosa fare in pratica per proteggere il cuore (con psoriasi o PsA)

Chi convive con la psoriasi dovrebbe adottare uno stile di vita quanto più possibile orientato al benessere e una prevenzione del rischio cardiovascolare. Per questo motivo andrebbero intraprese le seguenti strategie:

Attività fisica regolare
Bisogna praticare almeno 150 minuti a settimana di attività aerobica, che è capace di migliorare la funzione vascolare e ridurre l'infiammazione.

Dieta cardioprotettiva
La dieta mediterranea ricca di:

  • pesce
  • olio d'oliva
  • frutta
  • verdura
  • cereali integrali

riduce il rischio cardiovascolare e aumenta il rischio di infarti, ictus e altri accidenti.

Stop al fumo
Il fumo aumenta sia la gravità della psoriasi sia il rischio cardiaco e polmonare.

Controllo del peso
Il tessuto adiposo viscerale produce molecole infiammatorie che aggravano la malattia. E' di fondamentale importanza ridurre il grasso addominale, in modo da migliorare il benessere generale dell'organismo.

Aderenza terapeutica
Seguire correttamente le terapie prescritte aiuta a ridurre l'infiammazione sistemica. Non si tratta solo di farmaci, ma anche di integratori e prodotti salute che aiutano a mantenere il benessere del corpo a 360 gradi.

Terapie per la psoriasi: possono influire sul rischio cardiovascolare?

Alcuni trattamenti farmacologici che vengono prescritti dal medico per attenuare la psoriasi possono agire indirettamente anche sul rischio cardiovascolare. Esistono, infatti, farmaci biologici che hanno la capacità di ridurre le citochine proinfiammatorie, producendo una riduzione del quadro infiammatorio sistemico, un miglioramento della funzione endoteliale e di conseguenza una riduzione del rischio cardiovascolare.

Secondo quanto riportato in letteratura scientifica, la riduzione del quadro infiammatorio può avvenire sia attraverso farmaci biologici sia applicando trattamenti topici che aiutano ad agire sulla psoriasi che coinvolge anche i tessuti più esterni dell'organismo.

Ciò conferma ancora una volta come ci sia una stretta correlazione tra psoriasi e benessere del cuore e, come agendo sull'una, si hanno anche miglioramenti dell'altra condizione.

Ad affiancare le terapie specifiche per il trattamento della psoriasi, ci sono anche integratori alimentari specifici che aiutano a tenere sotto controllo il colesterolo e i trigliceridi. Si tratta di formulazioni, come Berberol K 30 Compresse e Cardioritmon Colesterolo 60 Capsule, che contengono berberina, omega-3 e fitosteroli, che contribuiscono proprio a mantenere in regola il profilo lipidico e ridurre i rischi cardiovascolari.

Fonti bibliografiche:

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Informazioni sull'autore
Dott. Biagio Flavietti
Dott. Biagio Flavietti
Dopo aver conseguito una laurea in Farmacia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II e successivamente una seconda laurea specialistica in Scienze della Nutrizione Umana, presso la medesima facoltà, ho lavorato in diverse farmacie del territorio. Qui ho avuto modo di ampliare la mia conoscenza sull’utilizzo e la vendita di farmaci e integratori e ho toccato con mano le esigenze delle persone. A partire dal 2017 ho fondato una pagina di divulgazione scientifica (Farmabook) che mi ha permesso di inserirmi nel mondo della comunicazione Healthcare. Ho ottenuto diversi brevetti come Social Media Manager e conseguito un Master in Sostenibilità ambientale e prodotti biologici. A partire dal 2020 lavoro in Dr. Max, come Web Content Editor. In questo modo ho fatto convergere la mia passione per la divulgazione con una professione che ad oggi risulta importantissima per aziende farmaceutiche e siti di e-commerce.
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Dott. Biagio Flavietti
Dott. Biagio Flavietti
Dopo aver conseguito una laurea in Farmacia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II e successivamente una seconda laurea specialistica in Scienze della Nutrizione Umana, presso la medesima facoltà,...
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