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Morso di zecca: primo soccorso, trattamento e prevenzione

17. 8. 2026 · Tempo di lettura: 13 minuti

Piccoli parassiti presenti in molti ambienti naturali, le zecche possono essere veicolo di infezioni anche serie. Sapere come prevenire il morso di zecca, riconoscerne le caratteristiche e intervenire nel modo corretto è fondamentale per ridurre possibili rischi per la salute.


Dott.ssa Clelia Palanza
Dott.ssa Clelia Palanza
Morso di zecca: primo soccorso, trattamento e prevenzione

Cosa sono le zecche?

Le zecche sono piccoli artropodi appartenenti alla classe degli aracnidi e all’ordine degli Ixodidi, lo stesso gruppo che comprende ragni e acari. Si tratta di parassiti ematofagi, cioè organismi che si nutrono del sangue di un ospite, animale o umano. Le zecche hanno dimensioni che possono variare da pochi millimetri fino a circa un centimetro, a seconda della specie e dello stadio di sviluppo, e presentano un corpo tondeggiante e un apparato boccale specializzato, chiamato ipostoma, che permette loro di ancorarsi saldamente alla cute dell’ospite, penetrarla e nutrirsi del suo sangue.1

Nel mondo esistono circa 900 specie di zecche; in Europa quella di maggiore rilevanza per la salute umana è Ixodes ricinus, comunemente nota come zecca dei boschi. Nei cani, invece, è particolarmente diffusa Rhipicephalus sanguineus, conosciuta come zecca del cane. Le zecche si nutrono del sangue di numerose specie animali, sia selvatiche sia domestiche. Tra gli ospiti più comuni figurano mammiferi come scoiattoli e cervi, animali da allevamento come le pecore, e numerose specie di uccelli.1, 2

Le zecche vivono soprattutto in ambienti ricchi di vegetazione, come boschi, prati, cespugli, pascoli e aree frequentate da animali selvatici o domestici. La loro presenza dipende infatti dalla disponibilità di ospiti di cui nutrirsi. La zecca dei boschi predilige ambienti freschi e umidi, mentre la zecca del cane è più comune nelle aree calde e asciutte. Contrariamente a quanto si pensa, le zecche non saltano né volano: si appostano sull'estremità di fili d'erba o arbusti e attendono il passaggio di un ospite. Quando percepiscono il calore corporeo e l'anidride carbonica emessa dalla respirazione, vi si aggrappano e cercano un punto della pelle in cui ancorarsi per iniziare il pasto di sangue. Per questo motivo, il rischio di puntura aumenta durante le attività all'aperto in aree verdi, soprattutto quando si attraversa la vegetazione alta o fitta.2

Durante il pasto ematico, la zecca inserisce l’ipostoma nella pelle e secerne una saliva contenente sostanze ad azione anestetica che rendono il morso indolore, permettendogli quindi di passare spesso inosservato. Questa caratteristica consente al parassita di rimanere attaccato all’ospite per ore, o persino giorni, fino al completamento dell’alimentazione. In alcuni casi, i morsi di zecca possono trasmettere infezioni responsabili di diverse malattie: quando una zecca infetta morde una persona, infatti, rilascia nella piccola ferita i microrganismi patogeni (batteri, virus o parassiti) che ha acquisito in precedenza succhiando sangue da animali o persone infette.1, 3

Puntura o morso di zecca: come riconoscerlo

Come abbiamo visto, il morso di zecca passa spesso inosservato perché generalmente è indolore. Mentre si ancora alla pelle, infatti, il parassita secerne una saliva ricca di sostanze anestetiche, che attenuano la percezione del morso, e una sostanza cementante, che mantiene la zecca saldamente fissata alla pelle dell’ospite. Nelle prime ore dopo il morso, può comparire soltanto un piccolo puntino rosso, talvolta accompagnato da un lieve arrossamento o gonfiore locale, simile a quello provocato da una puntura di zanzara. Si tratta di una normale reazione infiammatoria della pelle, che nella maggior parte dei casi si risolve spontaneamente entro uno o due giorni. Spesso il segno più caratteristico per riconoscere la puntura di zecca è la presenza dell’animale stesso ancora attaccato alla pelle. In alcuni casi possono comparire anche prurito, un arrossamento più esteso o una chiazza cutanea che tende ad allargarsi progressivamente. Quando questa lesione assume un aspetto anulare, con il centro più chiaro e il bordo arrossato, prende il nome di eritema migrante ed è considerata uno dei principali segni precoci dell'infezione da Borrelia, il batterio responsabile della malattia di Lyme.3

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Dove si attaccano più spesso le zecche?

Dopo essersi aggrappata all’ospite, la zecca non si fissa necessariamente nel punto di contatto, ma può spostarsi sulla pelle alla ricerca della sede più favorevole per il pasto di sangue. Le zecche cercano in particolare aree in cui la cute è più sottile, calda e umida, e zone nascoste in corrispondenza delle pieghe cutanee. Le zone dove si attaccano più spesso le zecche sono:

  • cuoio capelluto;

  • regione della testa e del collo;

  • ascelle;

  • inguine;

  • regione dietro le ginocchia.

In queste sedi, spesso poco visibili, la zecca può rimanere attaccata per molte ore o persino per diversi giorni senza essere notata. I bambini sono particolarmente esposti perché, per la loro statura, entrano più facilmente in contatto con erba alta e cespugli, dove le zecche sono in attesa del passaggio di un ospite. Per questo motivo il controllo accurato della pelle dei bambini dopo il rientro da attività all’aria aperta è una misura chiave di prevenzione.3

Primo soccorso in caso di puntura di zecca: cosa fare e cosa osservare

In caso di puntura di zecca, la prima misura da adottare è la rimozione tempestiva del parassita, perché il rischio di trasmissione di batteri, virus o altri microrganismi patogeni aumenta con il tempo di permanenza sulla pelle. La rimozione può essere effettuata attraverso un apposito estrattore per zecche o una pinzetta a punte sottili, assicurandosi di lavare bene le mani o indossare guanti monouso, disinfettando poi accuratamente la cute. È consigliabile annotare la data della puntura e monitorare l’area interessata nelle settimane successive, prestando particolare attenzione all'eventuale comparsa di un arrossamento che tende ad allargarsi, di febbre o di sintomi simil-influenzali. In presenza di questi segni è opportuno rivolgersi al medico.1, 3 ,4

Come togliere una zecca in modo corretto

La rimozione corretta e tempestiva della zecca riduce il rischio di contrarre un’infezione attraverso il parassita. Per effettuare l’operazione in modo sicuro, è utile seguire alcune semplici indicazioni:

  1. se possibile, indossare guanti monouso per ridurre il contatto diretto con sangue e saliva della zecca;

  2. utilizzare un apposito estrattore per zecche oppure una pinzetta a punte sottili;

  3. posizionare la pinzetta il più vicino possibile alla superficie della pelle, afferrando la zecca alla base, dove l’apparato boccale entra nella cute, senza stringere il corpo dell’animale;

  4. tirare verso l’alto in modo lento e costante, esercitando una pressione uniforme, senza torcere o strappare, non ruotare la zecca e non scuoterla;

  5. evitare di schiacciare il corpo della zecca, perché questo potrebbe favorire il rilascio di patogeni nella ferita;

  6. se alcuni frammenti della testa della zecca dovessero rimanere all’interno della cute, si può tentare di eliminarli delicatamente utilizzando la pinzetta. Qualora la rimozione completa non riuscisse, si può aspettare che la pelle li espella spontaneamente: non aumentano il rischio di trasmissione di patogeni, ma possono causare una lieve irritazione locale;

  7. dopo la rimozione, disinfettare accuratamente la zona del morso usando un prodotto antisettico adatto (evitare disinfettanti che colorano la cute) oppure lavare con acqua tiepida e sapone; lavare bene anche le mani;

  8. smaltire la zecca in sicurezza: per eliminare la zecca viva, immergerla in alcol, metterla in un sacchetto sigillato e gettarla nei rifiuti, oppure smaltirla direttamente nel WC;

  9. in caso di necessità di analisi dell’aracnide, conservare la zecca immersa in alcol a 70% in un piccolo contenitore pulito con indicata la data del morso.1, 3

Come trattare una puntura di zecca

Dopo la rimozione della zecca, le linee guida raccomandano un’accurata pulizia e disinfezione della zona interessata. Generalmente la cute guarisce spontaneamente nell’arco di pochi giorni. Se compaiono irritazione, prurito o gonfiore locale, può essere utile applicare un prodotto lenitivo specifico dopo-puntura. In alcuni casi, ed esclusivamente su indicazione del medico, potrebbe essere opportuna l’assunzione di un farmaco antistaminico per via orale.5

Cosa non fare dopo un morso di zecca

Dopo un morso di zecca è consigliabile evitare di applicare i cosiddetti “rimedi della nonna” e seguire invece indicazioni affidabili per una rimozione sicura e una corretta gestione della puntura.

In particolare, è necessario:

  • non usare sostanze oleose, irritanti o alcoliche (olio, benzina, solventi, ecc.) sulla zecca nel tentativo di farla staccare;

  • non utilizzare fiamme, calore diretto o altri metodi “artigianali” sul parassita;

  • non schiacciare o strappare la zecca afferrandola dal corpo: aumenta il rischio di rilascio di patogeni;

  • non applicare disinfettanti che colorano la cute (es. tintura di iodio) sul sito del morso, perché rendono più difficile osservare eventuali arrossamenti successivi;

  • non trascurare il monitoraggio dell’area cutanea e dei sintomi sistemici nei giorni e settimane seguenti.1

Cura per morso di zecca e monitoraggio nei giorni successivi

Nella maggior parte dei casi, il morso di zecca non richiede trattamenti specifici. È tuttavia importante, nei giorni e nelle settimane successive, tenere sotto osservazione l’area cutanea interessata e monitorare lo stato generale della persona, prestando attenzione all’eventuale comparsa di sintomi tardivi locali o generalizzati da comunicare al medico curante. In alcuni casi, può essere utile la conservazione della zecca rimossa, indicando data del morso e luogo dell’esposizione, per un’eventuale valutazione.5

Antibiotico per morso di zecca: serve davvero?

Durante il periodo di osservazione successivo al morso di zecca, l’uso preventivo di antibiotici non è raccomandato, poiché potrebbe modificare o attenuare la comparsa dei sintomi di un’eventuale infezione trasmessa dal parassita, rendendone più difficile il riconoscimento. Qualora, per specifiche indicazioni cliniche diverse dalla puntura di zecca, fosse necessario iniziare una terapia antibiotica, è opportuno ricorrere a farmaci efficaci anche nei confronti delle principali patologie trasmesse dalle zecche. È quindi importante evitare l’automedicazione e rivolgersi al medico, che valuterà la situazione e, solo quando indicato, potrà prescrivere il trattamento più appropriato.1

Un uso improprio degli antibiotici può avere conseguenze anche gravi: leggi il nostro articolo I pericoli dell’antibiotico resistenza: cos’è e come evitarla.

Per quanto tempo controllare la zona del morso

Le linee guida non indicano un intervallo di tempo preciso per il monitoraggio a seguito del morso di zecca, ma consigliano di controllare la zona del morso per un periodo che varia tra alcuni giorni a diverse settimane. Oltre al tipico eritema migrante (arrossamento che si allarga), segno caratteristico dell’infezione da Borrelia, è importante prestare attenzione anche a sintomi generalizzati simili a quelli dell’influenza, come febbre, cefalea, dolori articolari, stanchezza intensa, malessere generale, sintomi gastrointestinali.1, 2, 5

Malattie e complicazioni trasmesse dalle zecche: rischi e segnali di allarme

Non tutte le punture di zecca provocano un'infezione, ma, quando la zecca è infetta, il suo morso può trasmettere diversi microrganismi (batteri, virus o parassiti) responsabili di patologie. In Europa le più frequenti sono la malattia di Lyme (o borreliosi di Lyme), causata da batteri del genere Borrelia; la meningoencefalite da zecca (TBE), provocata da un virus; le rickettsiosi, tra cui la febbre bottonosa del Mediterraneo, e altre infezioni batteriche come tularemia ed ehrlichiosi. Sebbene molte infezioni abbiano un decorso lieve, alcune possono evolvere in forme gravi, con interessamento di diversi organi e apparati. In questi casi, dopo una puntura di zecca infetta, l'infezione non si limita alla sede del morso, ma si diffonde all'organismo causando una malattia sistemica.1, 3, 4

Per questo motivo, nelle settimane successive al morso di zecca è importante osservare attentamente sia l'area della puntura sia il proprio stato di salute, così da riconoscere tempestivamente eventuali segnali di allarme:

  • la malattia di Lyme (borreliosi) si manifesta tipicamente con l'eritema migrante, una chiazza arrossata dal caratteristico aspetto “a bersaglio” che tende ad allargarsi progressivamente, spesso accompagnata da febbre, cefalea, dolori muscolari e articolari e marcata stanchezza. Se non trattata, può danneggiare articolazioni, sistema nervoso e cuore;

  • la meningoencefalite da zecca (TBE) può iniziare con sintomi simili a quelli dell'influenza, come febbre, mal di testa e dolori muscolari. In alcuni casi, dopo un apparente miglioramento, può comparire un interessamento del sistema nervoso centrale con meningoencefalite che si manifesta con cefalea intensa, rigidità del collo, alterazioni dello stato di coscienza e deficit neurologici;

  • le rickettsiosi, tra cui la febbre bottonosa del Mediterraneo, si presentano generalmente con febbre, brividi, cefalea, intensa stanchezza e malessere generale, associati a un esantema maculo-papuloso che può coinvolgere anche palmi delle mani e piante dei piedi. Nei casi più severi possono insorgere complicanze a carico dell'apparato cardiovascolare, dei reni e del sistema nervoso;

  • la tularemia può causare febbre, brividi, cefalea, malessere generale e ingrossamento doloroso dei linfonodi; in alcuni casi compare un'ulcerazione nel punto della puntura e l'infezione può estendersi ad altri organi;

  • l'ehrlichiosi provoca un quadro iniziale simile all'influenza, caratterizzato da febbre, brividi, cefalea, dolori muscolari e disturbi gastrointestinali. Se non riconosciuta e trattata, può evolvere con complicanze a carico del sistema nervoso o dell'apparato respiratorio.1, 3, 4

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Quando è consigliabile richiedere assistenza di emergenza?

Dopo una puntura di zecca, l’assistenza di emergenza va richiesta quando compaiono segni di malattia grave o rapidamente progressiva, soprattutto a livello neurologico, respiratorio o a carico di più organi.

È opportuno rivolgersi urgentemente al pronto soccorso o chiamare i servizi di emergenza se dopo il morso di zecca compaiono:

  • sintomi neurologici acuti compatibili con encefalite o meningite: cefalea molto intensa, rigidità del collo, vomito, fotofobia, confusione mentale, alterazione dello stato di coscienza, convulsioni, deficit di forza o sensibilità, difficoltà a camminare, paralisi flaccida degli arti;

  • compromissione respiratoria o circolatoria: difficoltà a respirare, fiato corto o sensazione di mancanza d’aria, palpitazioni importanti, sensazione di svenimento, collasso, segni di shock cardiocircolatorio;

  • quadro sistemico severo: febbre alta persistente con brividi e malessere marcato, rash cutaneo esteso (soprattutto se maculo‑papuloso che coinvolge palmi delle mani e piante dei piedi), malessere generale importante, dolore intenso non controllabile, segni di disidratazione o impossibilità a bere;

  • lesioni locali gravi: ulcero‑necrosi sul punto di morso con forte dolore, estensione rapida dell’arrossamento o dei segni cutanei, associati a febbre e malessere generale.3, 4

È opportuno ricordare che, se compaiono solo segni più lievi (ad es. eritema che si allarga, febbre moderata, cefalea, dolori articolari, stanchezza), è comunque necessario contattare il medico curante o un infettivologo, ma non sempre serve un accesso in emergenza.3, 4

Prevenzione: come evitare punture di zecche

La prevenzione delle punture di zecche si basa sull'adozione di specifiche precauzioni quando si frequentano ambienti in cui questi parassiti sono più diffusi, come boschi, prati, pascoli, sentieri con erba alta e aree ricche di cespugli, soprattutto durante escursioni e attività all'aria aperta.

Per ridurre il rischio di morso di zecca è consigliabile:

  • indossare pantaloni lunghi, infilandone il fondo nelle calze, e indossare scarpe chiuse;

  • scegliere abiti chiari, che rendono più facile individuare eventuali zecche prima che si attacchino alla pelle;

  • rimanere al centro dei sentieri, evitare di attraversare l'erba alta e non sedersi direttamente sul terreno;

  • applicare sulla cute esposta e sugli indumenti prodotti repellenti efficaci contro le zecche, come quelli a base di DEET o icaridina, seguendo sempre le istruzioni riportate in etichetta;

  • al termine dell'attività all'aperto, effettuare un accurato controllo della pelle, prestando particolare attenzione a cuoio capelluto, collo, ascelle, inguine, aree dietro le ginocchia e fianchi.

  • prima di rientrare in casa, ispezionare anche gli indumenti utilizzati e gli animali domestici che hanno accompagnato l'escursione.1, 2

L’adozione di queste semplici precauzioni consente di ridurre significativamente il rischio di entrare in contatto con le zecche o, qualora ciò avvenga, di individuarle e rimuoverle tempestivamente, prima che possano trasmettere un'infezione.1, 2

 

Fonti

  1. Istituto Superiore di Sanità. EpiCentro - L'epidemiologia per la sanità pubblica, Zecche. Ultimo aggiornamento: 04/06/2026.

  2. NHS Inform, Tick bites. Ultimo aggiornamento: 11/05/2026

  3. Wellins AM (2017) Tick-Borne Diseases Identification, Management and Prevention. Int J Nurs Clin Pract 4: 248. doi: https://doi.org/10.15344/2394-4978/2017/248

  4. Pace EJ, O'Reilly M. Tickborne Diseases: Diagnosis and Management. Am Fam Physician. 2020 May 1;101(9):530-540. PMID: 32352736.

  5. MSD Manuals, Morsi da zecche. Ultimo aggiornamento 01/2025.

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Informazioni sull'autore
Dott.ssa Clelia Palanza
Dott.ssa Clelia Palanza
Medical writer, copywriter e traduttrice scientifica con una solida formazione nelle scienze biologiche, nella comunicazione medico-scientifica e nella ricerca clinica. Vanta oltre 10 anni di esperienza nella produzione, revisione e localizzazione di contenuti destinati a professionisti sanitari, aziende farmaceutiche e pubblico generalista. Realizza report e moderazione di Advisory Board, articoli scientifici, materiali educazionali, contenuti web e progetti editoriali ad alto contenuto tecnico. Collabora con istituzioni accademiche, aziende farmaceutiche, agenzie specializzate e clienti privati in Italia e all’estero, garantendo accuratezza scientifica, chiarezza espositiva e rispetto delle esigenze comunicative del committente.
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