Obesità e gestione del peso corporeo: dal BMI alla terapia
Dal calcolo del BMI allo stile di vita, fino al confronto con il medico: scopri come affrontare obesità e gestione del peso in modo consapevole.

Indice dei contenuti
- Obesità e gestione del peso corporeo: l’importanza di un percorso personalizzato
- Fase 1 – Presa di consapevolezza: BMI, peso e segnali metabolici
- Fase 2 – Stile di vita e primi tentativi per gestire il peso
- Fase 3 – Quando il peso non risponde: plateau e possibili cause
- Fase 4 – Dal confronto medico alle opzioni terapeutiche disponibili
- Fase 5 – Aderenza terapeutica, follow-up e supporto nel tempo
- Ruolo del farmacista nella gestione del peso corporeo
L'obesità non è un problema di natura esclusivamente estetico o legato al numero che appare sulla bilancia. Si tratta, invece, di una vera e propria malattia cronica, così come affermato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. Infatti, una persona obesa può influenzare in modo più o meno diretto la propria salute metabolica e predisporre l'organismo a sviluppare patologie come il diabete di tipo II, l'ipertensione arteriosa, il colesterolo alto e le malattie cardiovascolari.
Obesità e gestione del peso corporeo: l’importanza di un percorso personalizzato
L'obesità è una patologia multifattoriale caratterizzata da un eccessivo accumulo di tessuto adiposo, tale da compromettere la salute dell'organismo. Ovviamente, non tutte le persone obese presentano gli stessi rischi per la salute né le stesse difficoltà nella perdita di peso.
La gestione del peso corporeo richiede un'attenta valutazione della propria storia clinica, delle abitudini alimentari del soggetto e dei livelli di attività fisica svolta durante la giornata e la settimana. Inoltre, è importante tener conto di eventuali comorbidità e definire obiettivi individuali che siano graduali e sostenibili nel tempo.
Un percorso personalizzato consente non solo di migliorare il proprio girovita, ma anche di agire su numerosi parametri metabolici che potrebbero risultare alterati. Tra questi troviamo la glicemia, la pressione arteriosa, il profilo lipidico e i livelli di infiammazione sistemica. Quante volte è capitato di vedere persone che, semplicemente perdendo i chili di troppo, hanno ottenuto notevoli miglioramenti anche nei livelli di colesterolo nel sangue e nella pressione arteriosa.
Attraverso l'aiuto di medici, farmacisti e nutrizionisti è possibile creare e definire strategie realistiche, ma soprattutto sostenibili sul lungo periodo, per quanto riguarda la perdita di peso e il miglioramento del benessere dell'organismo.
Fase 1 – Presa di consapevolezza: BMI, peso e segnali metabolici
La prima fase di un percorso costruito per la perdita di peso è quello legato alla comprensione della propria situazione di partenza. Senza rendersi conto del proprio stato di salute non è possibile intraprendere alcun percorso che risulti veramente efficace.
Molte persone valutano il proprio stato di salute esclusivamente in base al peso corporeo, ma questo dato isolato non è sufficiente per determinarlo. Infatti, è necessario sempre considerare l'indice di massa corporea (BMI), la circonferenza vita e i parametri correlati alla sindrome metabolica (glicemia, colesterolo, trigliceridi e pressione sanguigna).
Cos’è il BMI e cosa misura
Il BMI, o Indice di Massa Corporea (IMC), è uno strumento utilizzato per stimare il rapporto tra peso e altezza.
Si calcola dividendo il peso espresso in chilogrammi per il quadrato dell'altezza espressa in metri (kg/m²).
Secondo l'OMS:
| BMI | Classificazione |
|---|---|
| <18,5 | Sottopeso |
| 18,5-24,9 | Normopeso |
| 25-29,9 | Sovrappeso |
| ≥30 | Obesità |
Calcolatore BMI (Body Mass Index)
Il BMI rappresenta un utile indicatore iniziale, ma presenta alcuni limiti. Non distingue infatti tra massa grassa e massa muscolare e non fornisce informazioni sulla distribuzione del grasso corporeo. Basti pensare al confronto tra una persona obesa e un culturista: entrambi potrebbero avere lo stesso peso e lo stesso indice BMI, pur avendo una percentuale di massa grassa e massa magra completamente differenti l'uno dall'altro. Molti professionisti della nutrizione utilizzano l'analisi bioimpedenziometrica per valutare la percentuale di diversi tipi di tessuti nell'organismo e avere una stima più veritiera per quanto riguarda gli accumuli adiposi.
Anche la circonferenza addominale assume un ruolo particolarmente importante. Un accumulo eccessivo di grasso viscerale è associato a un aumento del rischio cardiovascolare e metabolico, indipendentemente dal peso totale.
Parametri come glicemia, pressione arteriosa, colesterolo e trigliceridi contribuiscono a identificare precocemente condizioni come sindrome metabolica e diabete di tipo 2.
Fase 2 – Stile di vita e primi tentativi per gestire il peso
Uno dei primi approcci per intervenire sulla gestione del peso riguarda proprio la modifica del proprio stile di vita. Molto spesso già riequilibrando i livelli di macronutrienti all'interno della propria quotidianità si ottengono diversi benefici sull'organismo e sul peso corporeo.
Associare una regolare attività fisica a una dieta equilibrata rappresenta la migliore strategia per favorire la perdita graduale di peso e migliorare il benessere dell'organismo. Tuttavia, non basta semplicemente mangiare di meno, ma bisogna creare un deficit calorico mantenendo allo stesso tempo il giusto apporto di nutrienti essenziali.
Leggi anche lo speciale di Dr.Max su tutti gli errori e i falsi miti legati al dimagrimento.
La costruzione di una dieta pensata per la riduzione del peso partirà sicuramente da un buon apporto di proteine e fibre alimentari, che contribuiscono al senso di sazietà e riducono gli episodi di fame nervosa, ma dovrà essere affiancata da un sonno adeguato e dalla gestione dello stress, nonché da movimento e sport.
Fase 3 – Quando il peso non risponde: plateau e possibili cause
Sono tante le persone che sperimentano un fenomeno noto come plateau del peso. Si tratta di una fase in cui la perdita di peso rallenta o si arresta nonostante sane abitudini alimentari e regolare attività fisica. Si tratta di una risposta fisiologica dell'organismo, spesso legata all'adattamento metabolico.
Quando il peso diminuisce, il corpo tende a consumare meno energia per preservare le proprie riserve. Questo meccanismo evolutivo può rendere più difficile continuare a perdere peso.
Altre possibili cause includono:
- riduzione della massa muscolare;
- scarsa aderenza al piano alimentare;
- ritenzione idrica;
- stress cronico;
- sonno insufficiente;
- diete troppo restrittive;
- effetto yo-yo.
In alcuni casi possono essere presenti condizioni mediche che ostacolano il dimagrimento, come ipotiroidismo, sindrome dell'ovaio policistico (PCOS) o l'assunzione di farmaci che favoriscono l'aumento di peso. Per questo motivo può essere utile effettuare controlli metabolici e una valutazione clinica approfondita in caso di stagnazione del peso corporeo prolungata nel tempo.
Fase 4 – Dal confronto medico alle opzioni terapeutiche disponibili
Quando le modifiche dello stile di vita non sono sufficienti a indurre una riduzione del peso, il confronto con il medico rappresenta il passaggio successivo. Infatti, possono essere presenti comorbidità e altre problematiche che compromettono il dimagrimento e peggiorano lo stato di salute del soggetto obeso.
Infatti, le principali condizioni associate all'obesità comprendono:
- diabete di tipo 2;
- sindrome metabolica;
- ipertensione;
- dislipidemia;
- apnea ostruttiva del sonno;
- malattie cardiovascolari.
Solo dopo un'attenta analisi di tutti i criteri clinici, il medico potrà valutare l'eventuale opportunità di integrare il percorso dietetico con una terapia per l'obesità.

Terapia farmacologica e tirzepatide: quando considerarla
Negli ultimi anni sono state sviluppate molecole e farmaci innovativi che aiutano a gestire in modo più agevole il peso corporeo. Tra questi troviamo la tirzepatide, conosciuta con il nome commerciale di Mounjaro.
Questo principio attivo agisce principalmente sui recettori GIP e GLP-1 e si lega a specifici recettori coinvolti nella regolazione dell'appetito, della sazietà e quindi del metabolismo dei glucidi.
Gli studi hanno dimostrato che questi farmaci oltre ad essere utilizzati per la gestione della glicemia, possono avere effetti significativi anche sulla riduzione del peso corporeo in soggetti particolarmente obesi o in sovrappeso. La terapia non si sostituisce in alcun modo all'attività fisica e una dieta equilibrata, ma rappresenta comunque uno strumento aggiuntivo che può aiutare a perdere peso, soprattutto nei soggetti affetti da numerose comorbidità.
Come qualsiasi farmaco, richiede una valutazione individuale del rapporto rischio-beneficio e un attento follow-up clinico da parte del medico, in modo da tenere sotto controllo l'efficacia del medicinale, il suo dosaggio nel tempo ed eventuali effetti collaterali.
Fase 5 – Aderenza terapeutica, follow-up e supporto nel tempo
La perdita di peso non deve essere vista come il traguardo finale; infatti, la vera sfida consiste nel mantenimento nel tempo dei risultati raggiunti. Basti pensare a una dieta low carb o chetogenica non adeguatamente reintegrata nei carboidrati, che può far recuperare tutto il peso perso in pochi giorni, risultando quindi inutile e deleteria per l'organismo.
L'aderenza alla terapia e alla dieta è fondamentale per prevenire il recupero del peso e il cosiddetto effetto yo-yo. Durante il follow-up medico vengono monitorati i seguenti parametri di salute:
- peso corporeo;
- circonferenza vita;
- pressione arteriosa;
- glicemia;
- emoglobina glicata;
- colesterolo;
- trigliceridi.
Ruolo del farmacista nella gestione del peso corporeo
Il farmacista è una figura sempre più centrale per quanto riguarda il monitoraggio della salute delle persone e anche per quanto concerne la perdita di peso. Grazie alla sua formazione è in grado di svolgere un'attività di educazione sanitaria e orientare le persone nella gestione dei prodotti destinati al controllo del peso. All'interno delle farmacie Dr. Max è possibile accedere a tantissimi servizi differenti, utili a monitorare i propri parametri di salute, come la pressione arteriosa e il controllo della glicemia.
Inoltre, il farmacista può aiutare a riconoscere eventuali effetti indesiderati correlati a terapie medicinali, nonché può aiutare il paziente nell'aderenza terapeutica e indirizzarlo quando necessario al consulto col medico.
La gestione dell'obesità richiede un approccio multidisciplinare, basato sulla collaborazione tra diverse figure sanitarie, come medici, farmacisti, nutrizionisti e psicologi.
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