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  • Pressione alta nelle donne: quando può diventare pericolosa

    26. 6. 2026 · Tempo di lettura: 11 minuti

    Scopri con Dr. Max come cambia il rischio di ipertensione nelle diverse fasi della vita di una donna, come monitorare correttamente la pressione e quali strategie possono aiutare a mantenerla sotto controllo nel tempo.


    Dott.ssa Clelia Palanza
    Dott.ssa Clelia Palanza
    Pressione alta nelle donne: quando può diventare pericolosa

    Quando si parla di ipertensione, o di pressione alta

    La pressione arteriosa è la forza che il sangue, pompato dal cuore, esercita contro le pareti delle arterie, i vasi sanguigni che lo trasportano verso tutti gli organi.

    La maggioranza dei soggetti adulti sani presenta valori pressori pari o inferiori a 120/80 mmHg (millimetri di mercurio).1 I due valori con cui si indica la pressione corrispondono a:

    • pressione sistolica: è la pressione massima del sangue nelle arterie, misurata quando il cuore si contrae e pompa il sangue;
    • pressione diastolica: è la pressione minima, misurata quando il cuore si rilassa tra un battito e l'altro.2

    Le linee guida della European Society of Cardiology classificano i valori di pressione arteriosa nel seguente modo:3

    Categoria Sistolica (massima)   Diastolica (minima) Stato
    Ottimale < 120 e < 80 Ottimale
    Normale 120 – 129 e/o 80 – 84 Normale
    Normale-alta 130 – 139 e/o 85 – 89 Attenzione
    Ipertensione Grado 1 140 – 159 e/o 90 – 99 Ipertensione
    Ipertensione Grado 2 160 – 179 e/o 100 – 109 Ipertensione
    Ipertensione Grado 3 ≥ 180 e/o ≥ 110 Ipertensione Severa

    L'ipertensione, o pressione alta, è una condizione in cui la forza con cui il sangue spinge contro le pareti delle arterie è più elevata del normale. Questo costringe il cuore a lavorare di più per riuscire a pompare il sangue in tutto l'organismo. Se la pressione rimane alta per molto tempo, può danneggiare le arterie e il cuore, aumentando il rischio di complicazioni serie, come l'infarto del miocardio o l'ictus cerebrale, e provocare modificazioni strutturali e funzionali (danno d'organo) a carico di diversi organi, come reni, cervello e occhi.2, 3

    È importante notare che la diagnosi di ipertensione non viene formulata sulla base di una singola misurazione, ma richiede valori elevati confermati in occasioni ripetute.3

    Pressione alta donne: quali valori sono preoccupanti?

    Le malattie cardiovascolari sono spesso considerate un problema quasi esclusivamente maschile. In realtà, esse costituiscono la prima causa di malattia e di morte per le donne a livello globale.4 Non è ancora chiaro se i fattori di rischio cardiovascolare abbiano un peso diverso negli uomini rispetto alle donne, né se il trattamento debba essere effettivamente distinto in base al genere. Ciò che sappiamo con certezza, però, è che non esistono valori pressori specifici per le donne: le soglie che definiscono l'ipertensione sono le stesse. I valori normali di pressione arteriosa per le donne restano quindi quelli pari o inferiori a 120/80 mmHg, e possono essere controllati facilmente anche tramite il monitoraggio domiciliare.4

    Come misurare la pressione correttamente e quando sentire il medico

    Negli adulti senza particolari problemi di salute è consigliabile controllare la pressione periodicamente, per esempio durante le visite mediche di routine e, se i valori sono normali, almeno ogni 1–2 anni. Chi ha valori ai limiti o già elevati dovrebbe invece seguire un programma più strutturato concordato con il medico, spesso con misurazioni a casa mattina e sera per alcuni giorni consecutivi, così da ottenere una media attendibile.

    Per il monitoraggio domiciliare della pressione si raccomanda di:

    • utilizzare un misuratore validato automatico da braccio, assicurandosi che il bracciale sia della misura giusta;
    • misurare alla stessa ora, di solito al mattino (prima di colazione e prima di aver assunto farmaci) e alla sera (prima di cena);
    • stare seduti e a riposo da almeno 5 minuti, in ambiente tranquillo;
    • evitare nelle 3–4 ore precedenti fumo e alcol, e nei 30 minuti precedenti caffè, altre bevande eccitanti, pasti abbondanti ed esercizio fisico intenso;
    • effettuare ogni volta almeno due misurazioni a 1 minuto di distanza e annotare data, ora e valori compilando un diario pressorio da condividere con il medico.1, 3

    Per approfondire, ti consigliamo anche la lettura del nostro articolo Pressione arteriosa: quando e come misurarla, valori e pressione bassa d'estate

    Ipertensione nella donna: come cambia il rischio con l'età

    Nel corso della vita della donna, il rischio di sviluppare ipertensione aumenta in modo significativo con l'avanzare dell'età:

    • fino a circa 45 anni, la pressione alta è in media leggermente meno frequente nelle donne rispetto agli uomini;
    • tra i 45 e i 64 anni le percentuali tendono a uguagliarsi;
    • dopo i 65 anni il numero di donne ipertese supera quello degli uomini.

    In particolare, dopo la menopausa i valori di pressione arteriosa tendono ad aumentare più rapidamente e gli studi indicano che, nelle donne in postmenopausa, la prevalenza di ipertensione può essere più che doppia rispetto alle donne in premenopausa. Non è sempre semplice, tuttavia, stabilire quanto ciò dipenda direttamente dalla menopausa e quanto, invece, dall'invecchiamento e da fattori concomitanti come l'aumento di peso e il peggioramento del profilo lipidico.5 Per questo motivo, con l'avanzare dell'età diventa cruciale, per le donne, effettuare uno screening periodico della pressione arteriosa.

    Cause della pressione alta nelle donne: fattori comuni e sintomi da non sottovalutare

    Diversi fattori di rischio possono rendere le donne particolarmente vulnerabili allo sviluppo di ipertensione nel corso della vita. Il rischio non dipende da un solo elemento, ma dall'interazione tra fattori legati all'età e allo stile di vita, azione degli ormoni, condizioni particolari come la gravidanza, familiarità e altri fattori cardiovascolari.4, 5

    Nella maggior parte dei casi la pressione alta, soprattutto nelle fasi iniziali, non provoca sintomi marcati e riconoscibili: si può quindi essere ipertese senza saperlo. Sintomi come cefalea, vertigini, dispnea, dolore toracico o deficit neurologici compaiono tipicamente solo in fase avanzata o in presenza di danno d'organo. Per questo motivo è fondamentale la misurazione periodica della pressione.3

    Scopri i principali rimedi per gestire la pressione alta leggendo il nostro articolo Pressione alta o ipertensione: sintomi, rimedi, come abbassarla

    Pressione alta nelle giovani donne

    Nelle donne giovani la pressione è in genere più bassa rispetto agli uomini, ma alcuni fattori possono anticipare la comparsa di ipertensione e meritano attenzione fin da subito:

    • l'uso di contraccettivi orali combinati (pillola anticoncezionale), che può favorire un aumento della pressione in una minoranza di utilizzatrici, soprattutto quando sono presenti altri fattori di rischio come obesità, età superiore ai 35 anni, precedente ipertensione in gravidanza, malattie renali o una marcata familiarità per ipertensione;
    • una gravidanza complicata da preeclampsia in età relativamente giovane, che si associa a un rischio nettamente più elevato di sviluppare pressione alta e malattie cardiovascolari negli anni successivi;
    • la sindrome dell'ovaio policistico (PCOS), recentemente ridefinita PMOS (sindrome polioendocrina metabolica ovarica), frequente nelle donne in età fertile, che si associa a disturbi metabolici (come insulino‑resistenza e sovrappeso), contribuendo a innalzare il rischio di sviluppare ipertensione nel corso della vita;
    • la condizione di sovrappeso o obesità, in particolare con accumulo di grasso addominale;
    • i disturbi del sonno (per esempio le apnee notturne) e i disturbi d'ansia o dell'umore, che possono aumentare in modo cronico l'attivazione del sistema nervoso simpatico, favorendo la comparsa di ipertensione più avanti nella vita.5, 6

    Pressione alta in gravidanza e dopo il parto

    La gravidanza è una fase della vita in cui possono comparire disturbi ipertensivi specifici, rischiosi sia per la salute della madre che per quella del feto. Queste condizioni richiedono una sorveglianza particolarmente attenta della pressione arteriosa, con controlli regolari durante tutta la gravidanza.3

    I disturbi ipertensivi della gravidanza comprendono quattro quadri principali:

    • l'ipertensione cronica, già presente prima del concepimento o diagnosticata nelle prime 20 settimane;
    • l'ipertensione gestazionale, pressione che si eleva dopo la 20a settimana senza proteinuria (ovvero presenza di proteine nelle urine);
    • la preeclampsia, ipertensione dopo la 20a settimana associata a proteinuria significativa;
    • la preeclampsia sovrapposta a ipertensione cronica.7

    I campanelli d'allarme che richiedono particolare attenzione sono la comparsa di valori pressori elevati e persistenti (in particolare se la sistolica raggiunge o supera 170 mmHg e/o la diastolica 110 mmHg), l'insorgenza o il peggioramento della proteinuria e la presenza di sintomi di interessamento d'organo, come cefalea importante, disturbi visivi, dolore epigastrico (in alto nell'addome) o segni di sofferenza fetale, perché associati a un aumento del rischio di complicanze gravi per madre e feto.7

    Gli episodi di ipertensione in gravidanza, inoltre, non si esauriscono necessariamente con il parto: le donne che hanno avuto preeclampsia o altre forme di ipertensione gravidica presentano un rischio aumentato di sviluppare ipertensione cronica e malattie cardiovascolari nel post-partum e negli anni successivi, e dovrebbero quindi essere seguite nel tempo con controlli pressori periodici e valutazione globale del rischio cardiovascolare.3

    Pressione alta nelle donne di 40 e 50 anni

    Intorno ai 40 e 50 anni, età che mediamente coincidono con le condizioni di perimenopausa e menopausa, il rischio di ipertensione nelle donne aumenta, e con esso il rischio cardiovascolare globale. La riduzione degli estrogeni, infatti, determina la perdita di parte della protezione mediata da questi ormoni sul sistema cardiovascolare, tipica dell'età fertile. I cambiamenti ormonali di questa fase della vita, inoltre, si accompagnano spesso ad aumento di peso, ridistribuzione del grasso verso il distretto addominale, peggioramento del profilo lipidico e incremento dell'attivazione del sistema nervoso simpatico, tutti elementi che favoriscono un rialzo più rapido e marcato della pressione rispetto alle fasi precedenti della vita.5, 6

    Il ruolo di menopausa, ormoni e contraccettivi nell'ipertensione

    Come abbiamo visto nei paragrafi precedenti, i cambiamenti ormonali che accompagnano le diverse fasi della vita della donna influenzano l'andamento della pressione arteriosa e i livelli di rischio cardiovascolare. Nella donna giovane, gli ormoni sessuali e la regolazione del sistema nervoso autonomo rendono la pressione alta meno frequente (anche se l'assunzione della pillola anticoncezionale può, in alcune donne predisposte, anticipare la comparsa o peggiorare il controllo dell'ipertensione). La menopausa invece, con il calo degli estrogeni, i cambiamenti che riguardano il sistema nervoso autonomo e il sistema cardiovascolare, ribalta gradualmente questo vantaggio.5, 6

    La menopausa è una fase fisiologica della vita della donna. Per saperne di più, leggi anche i nostri articoli Menopausa: Cause, Rimedi, Sintomi e Prevenzione e Menopausa dalla A alla Z: tutto quello che ti serve sapere.

    Rimedi per abbassare la pressione alta (minima e massima)

    Il rischio di ipertensione può essere ridotto in maniera significativa modificando il proprio stile di vita. Per le donne, le raccomandazioni delle linee guida sono le stesse previste per la popolazione adulta generale, ma diventano particolarmente rilevanti in perimenopausa e menopausa, perché il rischio di soffrire di pressione alta e di patologie cardiovascolari cresce con l'età.3

    Le indicazioni principali degli esperti sono:

    • controllo del peso e riduzione della circonferenza addominale: puntare a un peso nella norma e ridurre il grasso viscerale, che in postmenopausa tende ad aumentare e si associa a un rischio maggiore di ipertensione e malattie cardiovascolari;3, 8
    • alimentazione cardio‑protettiva: adottare una dieta ricca di frutta, verdura, legumi, cereali integrali, pesce, oli vegetali, e povera di grassi saturi e zuccheri semplici (come la dieta mediterranea o la dieta DASH); 3, 8
    • poco sale: limitare il sale aggiunto e gli alimenti molto salati (insaccati, formaggi stagionati, cibi pronti), perché l'eccesso di sodio favorisce l'aumento pressorio, soprattutto nelle persone predisposte; 3, 8
    • attività fisica regolare: praticare esercizio aerobico moderato (camminata veloce, bici, nuoto) per almeno 150 minuti a settimana, eventualmente associando esercizi di resistenza leggera; 3
    • evitare l'alcol o assumerlo con moderazione: evitare o comunque non superare piccole quantità quotidiane, perché l'alcol in eccesso aumenta la pressione e il rischio di problemi cardiovascolari; 3
    • evitare il fumo: smettere di fumare deve essere una priorità assoluta, perché fumo e ipertensione moltiplicano il rischio di infarto e ictus, soprattutto dopo la menopausa; 3
    • automisurazione della pressione a casa: monitorare autonomamente l'andamento della pressione arteriosa, utilizzando un misuratore validato, e registrare le misurazioni compilando un diario pressorio, al fine di rilevare precocemente rialzi pressori e seguire l'effetto dei cambiamenti di stile di vita o delle terapie; 3
    • aderenza alla terapia farmacologica: in caso di ipertensione è fondamentale seguire le indicazioni del medico, assumendo con costanza e precisione i farmaci prescritti, senza saltare dosi o modificare autonomamente il dosaggio.3

    L'insieme di queste strategie consente di tenere sotto controllo i livelli di pressione arteriosa, proteggendo il sistema cardiovascolare e riducendo sensibilmente il rischio di gravi problemi di salute.

    Sapevi che il potassio può essere un alleato contro l'ipertensione? Scopri l'importanza di questo elemento nell'alimentazione, leggendo il nostro articolo Alimenti con potassio: come sfruttarli a proprio vantaggio.

    Consulta il tuo medico di fiducia sull'opportunità di assumere un integratore specifico per la funzione circolatoria.

    Fonti

    1. Cleveland Clinic, Blood Pressure.
    2. Cleveland Clinc, Hypertension.
    3. McEvoy JW, McCarthy CP, Bruno RM, Brouwers S, Canavan MD, Ceconi C, Christodorescu RM, Daskalopoulou SS, Ferro CJ, Gerdts E, Hanssen H, Harris J, Lauder L, McManus RJ, Molloy GJ, Rahimi K, Regitz-Zagrosek V, Rossi GP, Sandset EC, Scheenaerts B, Staessen JA, Uchmanowicz I, Volterrani M, Touyz RM, ESC Scientific Document Group. Linee guida ESC 2024 per la gestione della pressione arteriosa elevata e dell'ipertensione. G Ital Cardiol 2024;25(11 Suppl. 1):e1-e107. doi 10.1714/4361.43518.
    4. Lodi E, Carollo A, Martinotti V, Modena MG. Hypertension and Pharmacological Therapy in Women. High Blood Press Cardiovasc Prev. 2018 Jun;25(2):147-150. doi: 10.1007/s40292-018-0257-0. Epub 2018 Apr 5. PMID: 29623553.
    5. Pimenta E. Hypertension in women. Hypertens Res. 2012 Feb;35(2):148-52. doi: 10.1038/hr.2011.190. Epub 2011 Dec 1. PMID: 22129517.
    6. Akins JD, Washio T, Fu Q. Autonomic control of blood pressure in women: The roles of hypertension and aging. Auton Neurosci. 2025 Aug;260:103274. doi: 10.1016/j.autneu.2025.103274. Epub 2025 Mar 29. PMID: 40188759; PMCID: PMC12276993.
    7. Magee LA. Treating hypertension in women of child-bearing age and during pregnancy. Drug Saf. 2001;24(6):457-74. doi: 10.2165/00002018-200124060-00004. PMID: 11368252.
    8. Cabre HE, Woolf EK, Redman LM. Precision Nutrition for Management of Cardiovascular Disease Risk during Menopause. Lifestyle Genom. 2024;17(1):93-101. doi: 10.1159/000540337. Epub 2024 Jul 24. PMID: 39047690; PMCID: PMC11394930.
    Informazioni sull'autore
    Dott.ssa Clelia Palanza
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    Medical writer, copywriter e traduttrice scientifica con una solida formazione nelle scienze biologiche, nella comunicazione medico-scientifica e nella ricerca clinica. Vanta oltre 10 anni di esperienza nella produzione, revisione e localizzazione di contenuti destinati a professionisti sanitari, aziende farmaceutiche e pubblico generalista. Realizza report e moderazione di Advisory Board, articoli scientifici, materiali educazionali, contenuti web e progetti editoriali ad alto contenuto tecnico. Collabora con istituzioni accademiche, aziende farmaceutiche, agenzie specializzate e clienti privati in Italia e all’estero, garantendo accuratezza scientifica, chiarezza espositiva e rispetto delle esigenze comunicative del committente.
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