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Gonfiore addominale: Cause, Rimedi, Sintomi e Prevenzione

1. 10. 2026 (Aggiornato il 25. 9. 2026) · Tempo di lettura: 18 minuti

Il gonfiore addominale è una condizione fastidiosa caratterizzata da sensazione di pienezza e tensione all’addome ed in particolare alla pancia che risulta dura e gonfia. I meccanismi che possono scatenare questa problematica sono tanti e complessi e nella maggioranza dei casi sono combinati tra loro. Conoscere le possibili cause e i sintomi più comuni che accompagnano il gonfiore addominale può essere utile per indentificare il trattamento più adatto.

Dott. Biagio Flavietti
Dott. Biagio Flavietti
Gonfiore addominale: Cause, Rimedi, Sintomi e Prevenzione

Capita a tutti, prima o poi, di sentirsi la pancia gonfia, tesa o molto più pesante del solito. A volte succede semplicemente dopo un pasto abbondante, altre volte il disturbo tende a ripresentarsi e può accompagnarsi ad aria nella pancia, eruttazioni, flatulenza, crampi o alterazioni della regolarità intestinale.

Dietro al gonfiore addominale possono esserci tantissime cause molto diverse: alcune di queste dipendono dalle abitudini a tavola, altre dalla digestione o dal transito intestinale. In determinati casi entrano in gioco anche problemi di intolleranza alimentare o veri e propri disturbi gastrointestinali.

Ecco perché non esiste un rimedio universale per sgonfiare la pancia. Capire quando compare il disturbo, quali altri sintomi lo accompagnano e cosa sembra peggiorarlo è il primo passo per identificare il problema, analizzarlo ed alleviarlo efficacemente.

In questo articolo di Dr. Max vediamo quali sono le principali cause della pancia gonfia, cosa mangiare, quali rimedi possono aiutare e quali segnali, invece, meritano un controllo da parte del medico.

Che cos'è il gonfiore addominale?

Quando parliamo di gonfiore addominale spesso ci riferiamo principalmente alla sensazione di avere la pancia piena, tesa o sotto pressione. Una sensazione che non sempre corrisponde a un reale aumento del volume dell'addome.

Per orientarsi meglio è utile distinguere tre termini spesso utilizzati come sinonimi:

  • gonfiore addominale: è la percezione soggettiva di tensione, pressione o pienezza;
  • distensione addominale: indica un aumento effettivo, visibile o misurabile, della circonferenza dell'addome;
  • meteorismo: si riferisce alla presenza di gas nel tratto gastrointestinale che diventa eccessiva o fastidiosa.

Le tre condizioni possono presentarsi insieme, ma non per forza. Si può avvertire, per esempio, una forte sensazione di gonfiore senza che la pancia aumenti significativamente di volume.

Non è sempre colpa dell "aria in pancia"!
Il modo in cui l'intestino si muove, la sua sensibilità e la comunicazione tra apparato gastrointestinale e sistema nervoso possono influenzare la percezione del disturbo. Basti pensare a tutti quei sintomi gastrointestinali, che hanno una componente emotiva legata a stress, ansia e preoccupazione, ma non hanno alcun cambiamento strutturale o funzionale dell'apparato gastro-intestinale.

Le principali cause della pancia gonfia

Alla domanda sul "perché la pancia si gonfia?" non c'è una risposta unica. Le cause del gonfiore addominale spaziano da comportamenti molto comuni durante i pasti fino ad alcune condizioni gastrointestinali.

Abitudini alimentari e comportamentali

Il modo in cui mangiamo può contribuire alla comparsa della pancia gonfia. Consumare un pasto velocemente, masticare poco o parlare molto mentre si mangia sono atteggiamenti che favoriscono deglutizione di aria, fenomeno noto come aerofagia.

Anche bere con la cannuccia, masticare frequentemente gomme, fumare e consumare bevande gassate può aumentare la quantità di aria che raggiunge l'apparato digerente. A questo si aggiungono le dimensioni dei pasti: porzioni molto abbondanti possono accentuare la sensazione di pienezza e tensione addominale, soprattutto nelle persone predisposte.

Cibi che fermentano o più difficili da digerire

Anche ciò che mettiamo nel piatto può fare la differenza. Alcuni alimenti contengono carboidrati che vengono fermentati dalla flora intestinale con conseguente produzione di gas.

Legumi, cavoli e altre crucifere, cipolla, aglio e alcuni dolcificanti possono quindi favorire meteorismo e gonfiore nelle persone più sensibili. Questo non significa che debbano essere eliminati automaticamente dalla dieta: la tolleranza è individuale e dipende anche dalle quantità consumate.

Un discorso diverso riguarda fritti e alimenti particolarmente ricchi di grassi, che possono rallentare lo svuotamento gastrico e accentuare pesantezza e senso di pienezza. Anche aumentare bruscamente il consumo di fibre può provocare temporaneamente più gas e gonfiore. Infatti, queste sostanze non vengono digerite o assorbite in larga parte dall'organismo e all'interno del lume intestinale possono dar vita a fenomeni di fermentazione provocati dai batteri della flora intestinale.

Stipsi, colon irritabile e alterazioni intestinali

Quando il transito intestinale rallenta, è più facile avvertire l'addome teso e gonfio. La stipsi, per esempio, può accompagnarsi ad accumulo di feci, maggiore sensazione di pienezza e difficoltà nell'eliminazione dei gas.

Il gonfiore è inoltre uno dei disturbi frequentemente associati alla sindrome dell'intestino irritabile, nella quale possono comparire anche dolore addominale e variazioni della frequenza o della consistenza delle evacuazioni. Questa sindrome può avere una grossa componente emotiva e psichica, accentuandosi quando si affrontano periodi di stress e preoccupazioni.

Anche il microbiota intestinale partecipa alla digestione e alla fermentazione di alcuni nutrienti, con conseguente produzione di gas. È però riduttivo attribuire automaticamente ogni episodio di pancia gonfia a una generica "disbiosi": composizione del microbiota, motilità e sensibilità intestinale sono soltanto alcuni dei fattori che possono contribuire al sintomo. Per approfondire, scopri anche lo speciale di Dr. Max su cosa sono probiotici e prebiotici.

Intolleranze e disturbi digestivi

Quando il gonfiore compare frequentemente dopo determinati alimenti, può essere necessario considerare anche eventuali problemi di digestione o assorbimento.

Nell'intolleranza al lattosio, per esempio, il lattosio non correttamente digerito raggiunge il colon, dove viene fermentato dai batteri intestinali. Possono così comparire gonfiore, meteorismo, dolore addominale e diarrea. Anche la celiachia può manifestarsi con sintomi gastrointestinali, tra cui distensione e gonfiore.

Se il fastidio interessa soprattutto la parte superiore dell'addome ed è accompagnato da pesantezza, sazietà precoce o eruttazioni, può essere associato a digestione lenta o dispepsia. Gastrite e reflusso gastroesofageo possono invece coesistere con alcuni di questi sintomi, anche se il gonfiore non rappresenta necessariamente la loro manifestazione principale.

Ciclo mestruale, menopausa, stress e ansia

La pancia può sembrare più gonfia anche senza particolari cambiamenti nell'alimentazione. Nelle donne, per esempio, le variazioni ormonali legate al ciclo mestruale possono accompagnarsi a ritenzione di liquidi e cambiamenti della funzione intestinale, rendendo il gonfiore più evidente in determinati giorni del mese. Anche durante il periodo della menopausa possono verificarsi cambiamenti gastrointestinali, sebbene un gonfiore persistente non debba essere attribuito automaticamente agli ormoni.

Il legame tra intestino e cervello
Stress e ansia possono modificare motilità e sensibilità gastrointestinale e rendere più intensa la percezione di tensione, dolore o gonfiore. Non significa che il sintomo sia "solo psicologico", infatti il rapporto tra sistema nervoso e apparato gastrointestinale è parte integrante del funzionamento dell'intestino.

Gonfiore addominale: i sintomi più comuni

Il gonfiore non si manifesta nello stesso modo in tutte le persone. C'è chi avverte soprattutto pressione e tensione, chi nota un aumento visibile del volume della pancia e chi presenta contemporaneamente altri disturbi digestivi.

Tra i sintomi del gonfiore addominale più comuni troviamo:

  • senso di pienezza e pressione;
  • pancia tesa o dura;
  • aumento visibile della circonferenza addominale;
  • dolore o fastidio addominale;
  • crampi e spasmi;
  • eruttazioni e flatulenza;
  • borborigmi, cioè i caratteristici rumori intestinali;
  • pesantezza dopo i pasti;
  • senso di sazietà che compare rapidamente;
  • nausea;
  • stipsi, diarrea o alternanza delle due condizioni.

Anche il modo in cui questi sintomi si presentano può fornire informazioni utili. Gonfiore associato a stipsi, per esempio, può accompagnare un transito intestinale rallentato. Se invece compaiono sistematicamente gas, dolore e diarrea dopo il consumo di determinati alimenti, può essere utile parlarne con il medico per valutarne la causa spesso correlata a intolleranze alimentari o celiachia.

Gonfiore allo stomaco e all'intestino

Dire semplicemente "ho la pancia gonfia" non sempre descrive bene il problema che si sta vivendo. Infatti, anche la zona in cui viene percepito il fastidio può cambiare tutto.

Il gonfiore allo stomaco, localizzato soprattutto nella parte alta dell'addome, può associarsi a pesantezza, sazietà precoce, nausea ed eruttazioni. Sintomi di questo tipo possono rientrare, per esempio, in un quadro di dispepsia. Acidità di stomaco e reflusso possono essere presenti contemporaneamente, anche se si tratta di disturbi differenti.

Quando invece il gonfiore viene percepito prevalentemente nel basso ventre, è più facile che sia accompagnato da meteorismo, flatulenza, stipsi o alterazioni dell'alvo, come può accadere nella sindrome dell'intestino irritabile.

La zona interessata rappresenta quindi un'informazione utile da riferire al medico, ma da sola non permette di stabilire ovviamente l'origine del disturbo.

Pancia gonfia e dura: quando succede e cosa può significare

La pancia gonfia e dura è una delle manifestazioni che più facilmente preoccupano. Nella maggior parte dei casi descrive una sensazione di forte tensione addominale, talvolta accompagnata da una distensione visibile.

Può comparire dopo aver mangiato molto, quando si accumulano gas intestinali o se il transito rallenta. Anche stipsi, fermentazione di alcuni carboidrati e una maggiore sensibilità dell'intestino possono far percepire l'addome particolarmente teso.

Nelle donne, inoltre, questa sensazione può accentuarsi in alcuni momenti del ciclo mestruale oppure durante il periodo della menopausa.

Una pancia gonfia e dolorante dopo un pasto non è necessariamente indice di una patologia. La situazione cambia se il dolore è importante, il problema continua a ripresentarsi o compaiono altri sintomi: in questi casi è meglio non limitarsi a cercare qualcosa "per sgonfiare", ma approfondire l'origine del disturbo con l'aiuto di un medico.

Gonfiore addominale dopo i pasti: perché succede

Sentirsi pieni dopo aver mangiato è normale. Quando però il gonfiore addominale dopo i pasti diventa particolarmente fastidioso o frequente, vale la pena osservare più attentamente le proprie abitudini.

Uno dei primi aspetti da considerare è la velocità con cui si mangia. Consumare il pasto in pochi minuti può aumentare la quantità di aria deglutita, soprattutto se nel frattempo si parla molto. Anche porzioni abbondanti, bevande gassate e pasti molto ricchi di grassi possono accentuare la sensazione di pienezza.

Alcuni carboidrati presenti nel pasto possono essere fermentati dalla flora intestinale con produzione di gas. La quantità tollerata varia però molto da persona a personae non è quindi necessario eliminare intere categorie di alimenti soltanto perché possono favorire fermentazione. Tuttavia, si possono fare dei piccoli test, sospendendo momentaneamente quello specifico alimento in modo da capire se si avvertono ancora problemi legati al gonfiore addominale. Valore disturbi scomparissero e poi reinserendo l'alimento ritornassero a manifestarsi, allora vuol dire che si ha una particolare sensibilità verso quello specifico cibo.

Se il gonfiore interessa soprattutto la parte alta dello stomaco ed è accompagnato da sazietà precoce, nausea, eruttazioni o fastidio nella zona epigastrica, il quadro può essere compatibile con disturbi come la dispepsia.

Un piccolo diario alimentare può rivelarsi utile quando il problema si ripete. Annotare per qualche giorno cosa si mangia, le quantità, l'orario e il momento in cui compaiono i sintomi aiuta a individuare eventuali associazioni e fornisce informazioni utili anche al medico o al nutrizionista.

Diagnosi e trattamento del gonfiore addominale

Non esiste "l'esame per il gonfiore". La scelta degli eventuali accertamenti dipende dai sintomi e dalla storia della persona. La valutazione parte generalmente dall'anamnesi. Il medico può chiedere da quanto tempo è presente il disturbo, con quale frequenza compare, se cambia dopo aver mangiato, come funziona l'intestino e se sono presenti dolore o altri sintomi.

Solo quando il quadro lo richiede possono essere prescritti ulteriori accertamenti, che vanno dagli esami del sangue o delle feci a test più specifici. In base al sospetto clinico possono rientrare tra questi i test per la celiachia, alcuni breath test, l'ecografia addominale oppure esami endoscopici come gastroscopia e colonscopia. Non tutti questi esami, naturalmente, servono a chiunque soffra di gonfiore e sarà il medico a stabilire quali siano realmente indicati in base alle proprie esigenze di salute.

Consigli e rimedi per la pancia gonfia

Quando la pancia si gonfia occasionalmente e non ci sono sintomi che destano preoccupazione, spesso conviene partire dalle cose più semplici.

Quando il gonfiore è occasionale e non è accompagnato da sintomi che richiedono una valutazione medica, alcuni semplici accorgimenti possono aiutare a ridurre la sensazione di tensione e pesantezza. Ecco una pratica checklist di rimedi per la pancia gonfia da provare nella vita quotidiana:

  • Mangia lentamente e mastica bene: consumare il pasto senza fretta aiuta a limitare la quantità di aria ingerita durante la masticazione e la deglutizione.
  • Bevi acqua regolarmente durante la giornata: una corretta idratazione contribuisce al normale funzionamento dell'intestino ed è particolarmente importante se il gonfiore si associa a stipsi.
  • Evita le bevande gassate: l'anidride carbonica presente in queste bevande può aumentare temporaneamente la quantità di gas nell'apparato digerente e accentuare la sensazione di pancia gonfia.
  • Fai una breve camminata dopo i pasti: un po' di movimento può favorire la normale motilità gastrointestinale. Non serve un allenamento: anche una passeggiata leggera può essere una buona abitudine dopo pranzo o cena.
  • Non sdraiarti subito dopo aver mangiato: restare in posizione eretta dopo il pasto è particolarmente utile se al gonfiore si associano pesantezza, digestione lenta o reflusso.
  • Riduci chewing gum e fumo: entrambe le abitudini possono favorire l'ingestione di aria e contribuire ad aerofagia, meteorismo e tensione addominale.
  • Preferisci pasti regolari e meno abbondanti: concentrare grandi quantità di cibo in un unico pasto può accentuare pienezza e distensione. Porzioni più moderate possono risultare più facili da gestire.
  • Prova una tisana dopo il pasto: finocchio, camomilla, zenzero e anice sono tradizionalmente utilizzati nelle preparazioni per favorire il benessere digestivo. La scelta va comunque adattata alle proprie condizioni ed eventuali terapie.
  • Cura anche la postura e mantieniti attivo: trascorrere molte ore seduti e muoversi poco può influire sulla regolarità intestinale. L'attività fisica quotidiana contribuisce al benessere dell'apparato gastrointestinale.
  • Chiedi consiglio al farmacista se il problema si ripete: quando questi semplici rimedi contro il gonfiore addominale non sono sufficienti, il farmacista può aiutare a valutare il prodotto più adatto in base al sintomo predominante e indicare quando è preferibile rivolgersi al medico.

Quando si cercano rimedi per la pancia gonfia, però, la domanda più utile non è soltanto "come faccio a sgonfiarmi?", ma "da cosa dipende il gonfiore?". Un prodotto contro il meteorismo, infatti, difficilmente risolverà un problema provocato principalmente da stipsi, intolleranza al lattosio o dispepsia. Quindi più che cercare rimedi a caso è necessario valutare le cause correlate a questo disagio.

Farmaci per la pancia gonfia

Cosa prendere per la pancia gonfia? Non esiste un prodotto universale adatto a tutte le situazioni, ma la scelta dipende soprattutto dal sintomo predominante e dalla possibile causa del disturbo. In caso di episodi frequenti o persistenti, è sempre consigliabile chiedere il parere del medico o del farmacista.

Gas e aria nella pancia
Quando il problema principale è il meteorismo, possono essere utilizzati prodotti a base di simeticone o dimeticone. Queste sostanze favoriscono la riduzione della tensione superficiale delle bolle di gas presenti nel tratto gastrointestinale, facilitandone l'eliminazione. Sono disponibili in diverse formulazioni, comprese alcune acquistabili senza prescrizione. Nella sezione Dr. Max dedicata al gonfiore è possibile trovare prodotti specifici per questo tipo di disturbo.

Crampi e spasmi addominali
Se alla pancia gonfia si associano soprattutto crampi e spasmi, possono essere impiegati farmaci antispastici, che agiscono sulla muscolatura del tratto gastrointestinale. Tra i principi attivi appartenenti a questa categoria rientrano anche derivati della scopolamina. La scelta del farmaco deve però tenere conto dell'origine e delle caratteristiche del dolore e per questo è opportuno confrontarsi con il medico o il farmacista, soprattutto quando gli episodi sono ricorrenti.

Digestione lenta e pesantezza
Quando prevalgono senso di pienezza, pesantezza e difficoltà digestive, possono essere valutati prodotti destinati a supportare la digestione, scegliendoli in funzione del quadro individuale. I farmaci procinetici, come la metoclopramide, non rappresentano invece un rimedio generico per la pancia gonfia e il loro utilizzo deve avvenire esclusivamente quando appropriato e nel rispetto delle indicazioni terapeutiche. Per le soluzioni dedicate a questi disturbi è possibile consultare la categoria Dr. Max dedicata alla digestione.

Gonfiore ricorrente e alvo irregolare
Se il gonfiore si accompagna frequentemente a stipsi, diarrea o alternanza dell'alvo, è importante valutare innanzitutto il disturbo intestinale che lo accompagna. A seconda del caso, il medico o il farmacista può suggerire prodotti destinati alla regolarità intestinale oppure valutare l'impiego di probiotici e fermenti lattici. Questi ultimi non sono però tutti equivalenti e la scelta dovrebbe essere effettuata considerando ceppi, formulazione e specifiche esigenze. È possibile approfondire consultando la sezione dedicata ai fermenti lattici.

In presenza di un gonfiore persistente, che peggiora nel tempo o si associa a dolore importante e altri sintomi, assumere autonomamente farmaci per la pancia gonfia senza averne chiarito la causa può non essere la soluzione corretta. Il consiglio del farmacista può rappresentare un primo riferimento per orientarsi tra farmaci da banco, dispositivi medici e altri prodotti e per capire quando è necessario rivolgersi al medico.

Rimedi naturali per il gonfiore addominale

Anche tra i rimedi naturali per il gonfiore addominale le alternative sono numerose, ma hanno caratteristiche molto diverse tra loro.

Il carbone attivo, per esempio, possiede proprietà adsorbenti. Non va però considerato un rimedio universale contro il meteorismo e bisogna tenere conto della possibilità che interferisca con l'assorbimento di medicinali assunti per via orale. Per questo bisogna distanziarlo dall'assunzione di altri farmaci o integratori di almeno 2 ore.

Un'altra categoria molto conosciuta è quella dei probiotici. Il loro effetto dipende però dal ceppo, dalla dose e dal problema per cui vengono utilizzati. Parlare genericamente di "fermenti lattici contro la pancia gonfia" rischia quindi di essere poco preciso e addirittura fuorviante. Infatti, scegliere prodotti a base di fermenti lattici o probiotici sbagliati o consumati in eccessive quantità può generale delle sovra fermentazioni, che possono predisporre a ulteriori stati di gonfiore e tensione addominale. Puoi approfondire con la guida di Dr. Max dedicata a quando prendere i fermenti lattici.

Alcune formulazioni contengono invece enzimi digestivi. L'alfa-galattosidasi, per esempio, interviene nella digestione di determinati oligosaccaridi presenti in alimenti come i legumi e viene utilizzata in prodotti destinati a ridurre il disagio legato alla loro fermentazione.

Finocchio, camomilla, melissa, zenzero e anice sono tradizionalmente presenti in tisane e preparazioni per il benessere digestivo. Anche per i prodotti di origine vegetale vanno comunque considerate modalità d'uso, eventuali controindicazioni e possibili interazioni.

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Gonfiore addominale: cosa mangiare e cosa evitare

Quando la pancia si gonfia spesso, la tentazione è quella di stilare immediatamente una lunga lista di alimenti da eliminare per sempre dalla dieta, ma non è necessariamente la strategia migliore.

La tolleranza individuale conta molto. Infatti, un alimento che provoca meteorismo in una persona può non creare alcun problema a un'altra. Più che eliminare indiscriminatamente interi gruppi alimentari, è quindi utile osservare la relazione tra ciò che si mangia e la comparsa dei sintomi.

In generale, pasti regolari e non troppo abbondanti risultano più facili da gestire. Verdure cotte e ben tollerate, proteine magre e cereali come riso, avena e quinoa possono rientrare normalmente nell'alimentazione. Anche yogurt e altri alimenti fermentati possono essere consumati se non provocano disturbi.

Le fibre meritano un discorso a parte. Sono importanti per il normale funzionamento intestinale, ma aumentarle bruscamente può favorire proprio ciò che si sta cercando di combattere: gas e gonfiore. Meglio quindi incrementarne il consumo gradualmente e accompagnarlo con un'adeguata assunzione di acqua.

Vale invece la pena osservare se i sintomi peggiorano dopo:

  • bevande gassate;
  • fritti e pasti molto grassi;
  • alcol;
  • chewing gum;
  • prodotti contenenti polioli, come sorbitolo e mannitolo;
  • grandi quantità di legumi;
  • cavoli, broccoli e altre crucifere;
  • cipolla e aglio;
  • latte e derivati, soprattutto in presenza di intolleranza al lattosio;
  • pasti particolarmente abbondanti.

Molti alimenti associati alla fermentazione contengono FODMAP, un gruppo di carboidrati scarsamente assorbibili che possono aumentare il richiamo di acqua nell'intestino e la produzione di gas. In alcune persone con sindrome dell'intestino irritabile, ridurne temporaneamente l'apporto può migliorare i sintomi.

Attenzione però a non trasformare la dieta low-FODMAP nell'ennesima "dieta sgonfia pancia". Infatti, è un regime alimentare che non nasce come dieta da seguire per sempre. Prevede una fase limitata di restrizione e una successiva reintroduzione degli alimenti per individuare quelli effettivamente mal tollerati, preferibilmente con l'assistenza di un professionista.

Potrebbe interessarti anche lo speciale su "cosa mangiare in caso di colon irritabile".

Consigli per prevenire il gonfiore addominale

Se il gonfiore tende a presentarsi frequentemente, alcune piccole abitudini quotidiane possono aiutare a limitarlo.

La prima riguarda ancora una volta il modo in cui si mangia. Rallentare, masticare con cura ed evitare porzioni eccessive significa ridurre sia l'aria ingerita sia il carico digestivo di ogni singolo pasto.

Meglio anche evitare di concentrare gran parte dell'alimentazione quotidiana in uno o due pasti molto abbondanti. Bere acqua regolarmente, aumentare le fibre in maniera graduale e mantenersi fisicamente attivi favorisce inoltre la normale funzione intestinale.

Se si tende ad avere molta aria nella pancia, può valere la pena ridurre bevande gassate, chewing gum e fumo. Chi soffre anche di reflusso o pesantezza dovrebbe evitare di coricarsi immediatamente dopo aver mangiato.

Infine, non va trascurato il rapporto tra stress e intestino. Dormire a sufficienza, muoversi regolarmente e trovare strategie efficaci per gestire i periodi più stressanti può avere effetti positivi anche sul benessere gastrointestinale.

Gonfiore addominale: quando rivolgersi al medico

Avere occasionalmente la pancia gonfia è molto comune. Un disturbo che persiste per lungo tempo, cambia improvvisamente caratteristiche o interferisce in maniera importante con la quotidianità merita invece di essere approfondito.

È consigliabile rivolgersi al medico soprattutto quando al gonfiore si associano:

  • dolore addominale intenso o persistente;
  • perdita di peso non intenzionale;
  • sangue nelle feci o feci nere;
  • vomito frequente o persistente;
  • febbre;
  • diarrea o stipsi che non si risolvono;
  • cambiamenti importanti e persistenti delle abitudini intestinali;
  • difficoltà nella deglutizione;
  • marcata distensione addominale associata all'impossibilità di evacuare o espellere gas.

Dolore improvviso e molto intenso, difficoltà respiratoria, dolore al petto o altri sintomi acuti richiedono invece assistenza sanitaria tempestiva. Quando il problema continua a ripresentarsi, quindi, cercare soltanto un prodotto contro il gonfiore addominale non è sufficiente. Identificare ciò che lo provoca permette di affrontarlo in maniera molto più mirata.

FAQ sul gonfiore addominale

Informazioni sull'autore
Dott. Biagio Flavietti
Dott. Biagio Flavietti
Dopo aver conseguito una laurea in Farmacia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II e successivamente una seconda laurea specialistica in Scienze della Nutrizione Umana, presso la medesima facoltà, ho lavorato in diverse farmacie del territorio. Qui ho avuto modo di ampliare la mia conoscenza sull’utilizzo e la vendita di farmaci e integratori e ho toccato con mano le esigenze delle persone. A partire dal 2017 ho fondato una pagina di divulgazione scientifica (Farmabook) che mi ha permesso di inserirmi nel mondo della comunicazione Healthcare. Ho ottenuto diversi brevetti come Social Media Manager e conseguito un Master in Sostenibilità ambientale e prodotti biologici. A partire dal 2020 lavoro in Dr. Max, come Web Content Editor. In questo modo ho fatto convergere la mia passione per la divulgazione con una professione che ad oggi risulta importantissima per aziende farmaceutiche e siti di e-commerce.
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Informazioni sull'autore
Dott. Biagio Flavietti
Dott. Biagio Flavietti
Dopo aver conseguito una laurea in Farmacia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II e successivamente una seconda laurea specialistica in Scienze della Nutrizione Umana, presso la medesima facoltà,...
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